lean canvas

Canvas per startup: Lean Canvas e The Startup Canvas

I canvas per startup forniscono la struttura del business model, comunicano in maniera diretta ed efficace i principi cardine intorno a cui ruota l’azienda, sono uno strumento indispensabile per ogni startup. In questo articolo ti forniamo un confronto fra due canvas per startup tra i più noti: Lean Canvas e The Startup Canvas.

Lean Canvas

Il business plan è un documento che gli investitori ti fanno scrivere. E che poi non leggono“.

Il problema che scorre lungo la frase dell’imprenditore americano Steve Blank e autore di Lean Startup fa bene intendere perché le aziende hanno avuto, hanno e avranno necessario bisogno dei Canvas. Uno dei più noti, il Business Model Canvas, ha avuto l’indubbio merito di andare a sostituire il business plan, documento su cui spesso gli imprenditori e i loro team perdevano (troppe) ore del loro tempo.

Tuttavia strumento indispensabile per accedere a fondi e finanziamenti.

Il Business Model Canvas, strumento a pagina unica a 9 blocchi facilmente leggibile ideato nel 2004 da Alexander Osterwalder, poteva però essere migliorato? Siamo nel febbraio 2012 quando Ash Maurya manda alle stampe il libro running lean, in cui teorizza il Lean Canvas.

Differenza tra BMC e Lean Canvas

Il Business Model Canvas è stato ideato pensando alle aziende già presenti sul mercato e alla risoluzione di un problema: oltre alla sintesi, offre uno strumento grazie al quale il business plan può essere facilmente aggiornato.

C’è un però. Prima del Lean Canvas le aziende non presenti sul mercato (aka startup) non riuscivano a compilare le 9 caselle del template (ovvero segmenti di clientela; proposta di valore; canali di vendita; relazioni con i clienti; ricavi; risorse chiave dell’azienda; attività chiave; partner chiave; struttura dei costi per risorse, attività e partner)

Lo strumento ideato da Ash Maurya sul modello creato da Eric Ries rappresenta una piccola rivoluzione del settore perché guarda alle startup attraverso una modifica delle voci dei 9 blocchi. Una novità semplice, quanto geniale. I 9 blocchi del template sono:

  1. Problemi e alternative esistenti: il blocco è stato creato in maniera tale da contenere da uno a tre problemi che il prodotto/servizio. Ci si concentra anche sulle soluzioni già presenti sul mercato
  2. Segmenti Clienti: l’accezione qui è diversa. Si parla infatti di early adopter. Ovvero: chi immagini siano i tuoi primi clienti?
  3. Proposta di valore: così come nel BMC, anche il modello Lean Canvas reca questa voce al centro. Perché un cliente dovrebbe acquistare proprio il tuo prodotto?
  4. Soluzioni: quali sono le soluzioni che la tua idea di business offre ai problemi individuati?
  5. Metriche: gli strumenti chiave utilizzati per misurare le prestazioni dell’azienda
  6. Canali: in che modo pensi di raggiungere i tuoi clienti? Mail, blog, spot tv possono essere alcune delle risposte
  7. Costi: i tuoi costi fissi e costi variabili
  8. Entrate: anche in questo caso devi considerare il prezzo a cui stai pensando di vendere il prodotto
  9. Vantaggio competitivo: hai un vantaggio rispetto ai competitor? Quale? Maurya ha sottolineato che all’inizio questa casella potrebbe essere lasciata vuota, ma senz’altro dovrai pensare a questo aspetto.

Nel caso tu abbia uno o più dubbi rispetto al riempimento di queste caselle, allora probabilmente un programma di incubazione startup è ciò che fa per te.

 

 

template lean canvas

 

The Startup Canvas

The Startup Canvas è frutto di oltre 25 anni di esperienza nel settore ed è stato ideato da Massimo Ciaglia, CEO di Grownnectia e mentor per startup. Se il Lean Canvas ha segnato un passo importante per aver guardato per la prima volta alle specifiche esigenze degli startupper, The Startup Canvas è il primo template ideato e realizzato in ottica lean e che disegna un modello circolare, volto alla crescita continua.

Differenze tra The Startup Canvas e Lean Canvas

I bisogni delle startup di oggi sono diverse da quelle di qualche anno fa. Con questo presupposto, The Startup Canvas implementa il modello di Ries e Maurya integrando nuovi blocchi, come quelli afferenti alle strategie di Fund Raising, l’Intellectual Property, la Traction. Le caselle sono in totale 12, divise in tre sezioni: l’idea di business, la strategia, l’execution.

L’idea alla base è che non esista un modello di business, ma il Tuo modello di business.

The Startup Canvas, inoltre, si fonda su tre considerazioni:

  • volente o nolente, una startup si determina in condizioni di incertezza. È un dato di fatto che bisogna accettare e a cui dare risposte
  • tutt’oggi il tasso di fallimento delle startup è elevatissimo e si attesta tra l’80 e il 90%
  • la parola d’ordine per una startup è Strategia. Non averla significa condannarsi alla quasi certezza del fallimento

Infine, è caratterizzato da:

  • Approccio Lean: snellimento volto all’ottimizzazione dei risultati attraverso la minimizzazione degli sprechi e la massimizzazione dell’efficienza
  • Verticalità: uno strumento pensato appositamento per le startup
  • Template in 3 fasi: business/strategia/esecuzione

Cosa accomuna The Startup Canvas e Lean Canvas

Entrambi i framework guardano alle startup, incoraggiano un approccio strategico, invitando gli imprenditori ad avere una prospettiva di ampio respiro. Si tratta per questo di due strumenti preziosi.

Sei interessato a The Startup Canvas? Scaricalo subito!

incubatori startup milano

Incubatori startup Milano: la guida aggiornata

Se sei in cerca d’incubatori startup Milano, probabilmente avrai notato la presenza di varie soluzioni per accompagnare il tuo percorso da startupper.

Infatti, incubatori e acceleratori svolgono un ruolo importante nell’ecosistema startup. Una città viva e giovane come Milano, quindi, a maggior ragione è ricca di queste attività. Milano è la capitale economica italiana e propone molti acceleratori e incubatori che svolgono un ruolo molto importante sia per la città stessa che per l’intero ecosistema startup italiano.

I numeri parlano chiaro: con 41 fra incubatori e acceleratori, un numero altissimo che fa guadagnare a Milano il soprannome di “startup city”.

Quale percorso si deve seguire per perseguire la realizzazione di una startup?

Gli incubatori startup Milano possono essere simili in alcuni aspetti agli acceleratori, ma si distinguono per alcuni fattori.

Ci si rivolge a un incubatore, infatti, quando la startup non ha ancora avviato l’impresa o è nelle fasi iniziali, ovvero le fasi pre-seed. Il ruolo degli acceleratori è invece più incentrato sullo sviluppo di nuove aziende già esistenti, che intendono fare raccolta fondi e puntare a scalare o affrontare a breve il mercato.

Gli incubatori startup Milano e gli acceleratori fanno parte di una rete di supporto all’ecosistema startup. La partecipazione ad un programma di incubazione è infatti accompagnabile, successivamente, alla partecipazione a programmi di accelerazione.

Incubatori e acceleratori quindi forniscono competenze, dedicano tempo agli incontri con le startup,  e supportano la nascita e la crescita delle imprese in vario modo.

Il supporto ricevuto crea sicuramente dei benefici rispetto al pericoloso e poco proficuo sistema fai da te.

Incubatori startup Milano, i benefici dei programmi d’incubazione

L’incubazione d’impresa è un processo vasto che spazia dalla scelta dell’MVP, il prodotto iniziale sul quale puntare, a molti altri aspetti.

Fra gli aspetti che si possono approfondire partecipando a un programma d’incubazione ci sono:

In pratica, il beneficio di partecipare ai programmi degli incubatori startup Milano è quello di poter validare e costruire il proprio business senza commettere errori e accelerando i tempi.

Grazie al supporto dato dall’incubatore, infatti, la startup può velocemente risolvere le problematiche tipiche dell’avvio d’impresa, concentrandosi soprattutto sulla definizione di un modello di business e di un concept vincente.

L’incubatore ha soprattutto un ruolo importante nell’accompagnare la startup nel processo di validazione con programmi appositi, come nel caso di Pay4Growth Validation di Grownnectia.

Incubatori startup Milano, l’importanza di validare l’idea

La validazione è il passaggio chiave che permette di trasformare un’idea in startup. Tramite questo processo si verifica, con sondaggi e altre tecniche, la presenza di una domanda sul mercato per il prodotto o servizio che si intende proporre. Ciò permette di capire se l’idea ha un senso o se è il caso di pivotare su altro. Inoltre, la procedura di validazione, eseguita seguendo le dritte degli incubatori di startup, può farti evitare di avere un bel problema a livello economico, in caso la tua idea si rilevasse totalmente inadeguata al mercato.

Validare la propria idea, il product market fit e costruire l’MVP, sono quindi processi da non trascurare, anche perché stanno alla base di quello che sarà il business plan.

E come tutti sanno, più il business plan è dettagliato, studiato e credibile, più la startup ha possibilità di crescita attraendo investitori!

Scopri di più sui programmi Pay4Growth

Grownnectia è un acceleratore startup, con una sede in città e un programma d’incubazione al passo con i tempi, che si incentra sulla validazione dell’idea.

L’importanza di validare un’idea di business è comprovata dai risultati.

Maggior impegno si dedica in questa fase, minor bisogno ci sarà di effettuare correzioni al proprio business in futuro. È proprio in questa fase, infatti che si fanno scelte precise e si gettano le basi del successo di un’impresa.

Grazie al supporto di mentor e advisor esperti, con il programma Pay4Growth Validation puoi raggiungere i tuoi obiettivi in minor tempo, formando te e il tuo team e muovendo passi decisi e corretti nella costruzione finale della tua impresa.

Inoltre, come ogni programma d’incubazione che si rispetti, e similmente a quanto accade per i percorsi di accelerazione di Grownnectia, la tua startup può conoscere al termine del percorso investitori e fondi, facenti parte di un network consolidato.

Per scoprire ancor più in dettaglio in cosa consiste il nostro programma d’incubazione, consulta la pagina dedicata al percorso.

Se invece necessiti di capire di cosa effettivamente la tua startup ha bisogno

acceleratore per startup

Acceleratore per startup, è la scelta giusta?

Spesso, parlando del mondo delle startup c’è la tendenza a fare confusione fra incubatore e acceleratore per startup.

Per i neo imprenditori che hanno un’idea da proporre sul mercato è bene avere chiara la distinzione fra le funzioni d’incubazione e accelerazione.

Infatti, entrambi sono percorsi proficui, che portano da una semplice idea a mettere in campo in maniera completa un progetto di business, creando una nuova azienda.

L’incubatore, si occupa, in fase seed, della validazione del progetto di business.

Programmi come Pay4GrowthValidation di Grownnectia propongono ad esempio di validare la propria idea di business gettando le basi della struttura aziendale su The Startup Canvas.

L’acceleratore per startup invece, si sovrappone al percorso d’incubazione nella parte finale.

È il caso dei programmi Pay4Growth Pre seed e Traction di Grownnectia.

In questa fase, che va dal pre-seed all’early stage, la startup trova in mentor, advisor e consulenti esperti tutto il supporto necessario per sviluppare il proprio business.

L’acceleratore startup quindi permette a una nuova impresa di:

  • avere un piano economico finanziario credibile e basato su dati empirici
  • avere un business plan completo in ogni sezione da proporre agli investitori. Questo documento ha inoltre una funzione di programmazione interna. Vedi qui un esempio business plan funzionale e chiaro.
  • prepararsi a bandi e startup competitions
  • avere contatti con gli investitori (spesso sono gli acceleratori startup stessi a presentare la startup ad un network di investitori)
  • preparare campagne di fund raising, ad esempio tramite equity crowdfunding
  • essere seguiti da mentor dedicati e da professionisti del settore che hanno già scalato più volte il mercato e realizzato delle exit

In generale quindi, l’acceleratore per startup permette ai founder e ai membri del team di una nuova realtà aziendale di passare dall’idea a creare una vera e propria startup, pronta ad aggredire il mercato di riferimento.

Ma perché tutto questo è necessario?

Vediamo adesso di capire perché la partecipazione a un programma di accelerazione può considerarsi una scelta giusta per sviluppare il tuo business.

Un programma di accelerazione è la scelta giusta per la tua startup?

Gli acceleratori per startup sono pensati per le startup che hanno già un MVP che è stato in qualche modo convalidato. Ciò potrebbe significare che il prodotto/servizio base dal quale il business parte può aver già dei clienti oppure, nel caso di un servizio online su piattaforma, un primo gruppo di utenti iscritti.

L’accettazione di una startup da parte dell’acceleratore è vincolata quindi alla qualità del percorso di validazione effettuato. Questa selezione è dovuta alla necessità di concentrare risorse (mentor per il tutoraggio e la formazione) e spazi fisici (laddove messi a disposizione) al fine di seguire al meglio le startup più promettenti.

Uno svantaggio da calcolare può essere la richiesta da parte degli acceleratori di quote in equity in cambio dell’erogazione del programma. Questa cosa può far storcere il naso ad alcuni founder, spaventati dallo spettro di perdere il controllo sul proprio business. Per altri invece può semplicemente apparire come un’opportunità.

In ogni caso, esistono anche programmi equity free, come quelli proposti da Grownnectia che permettono di accelerare la startup in un breve lasso di tempo, tre mesi, senza pensare ad altro che compiere al meglio i passi necessari per approdare in modo vincente sul mercato.

In generale, quindi, affidarsi a un acceleratore per startup risulta una scelta giusta e risolutiva per il lancio di un nuovo business.

Controindicazioni del partecipare a programmi di accelerazione

Le controindicazioni sono poche, e possono riguardare:

  • Founder neoimprenditori con idee non validate
  • Startup con team ancora non formati
  • Startup che cercano ancora di definire il prodotto o servizio da proporre

In queste situazioni, è preferibile affidarsi a un percorso d’incubazione, perché gli incubatori lavorano per aiutare a formulare un modello di business e un team stabile nel tempo, validando l’idea e individuando l’MVP.

Viceversa, gli acceleratori sono anche adatti alle startup pronte per la scalabilità che necessitano traction, per crescere ed affermarsi ancor di più dopo il primo lancio del prodotto sul mercato.

Acceleratore per startup, approfitta dei vantaggi

Una volta scoperti i vantaggi del partecipare a programmi di accelerazione per startup, è il momento di passare all’azione.

Ciò può avvenire partecipando ad esempio ai percorsi citati dell’acceleratore per startup di Grownnectia.

Il vantaggio principale che otterrai è quello di partecipare a un programma di accelerazione già ben rodato e che ha portato molte startup ad avere successo nella raccolta fondi, e nello sviluppo di un business scalabile e vincente.

Con questi programmi senza partecipazioni in equity la startup resta di tua proprietà, e puoi rientrare dall’investimento in modo veloce e tangibile.

Scopri i programmi di accelerazione brevettati Pay4Growth Pre-Seed e Traction.

Puoi applicare a questi percorsi e dare slancio e propulsione alla tua attività imprenditoriale.

Se invece desideri avere informazioni più dettagliate sull’attività di un acceleratore per startup, puoi sempre contattare il nostro team per programmare al meglio la tua attività.

Come?

piano economico finanziario

Piano economico Finanziario, cos’è e consigli per come strutturarlo

Il piano economico finanziario è una parte imprescindibile della realizzazione di un business plan ben strutturato. Ogni startup nel business plan, infatti, deve indicare come intende operare a livello economico. Questa previsione va oltre un semplice calcolo di possibili entrate e uscite.

La realizzazione di un piano economico finanziario puntuale e credibile è di vitale importanza per conferire professionalità al tuo business plan, facendo apparire autorevole la tua startup davanti agli occhi degli investitori.

In particolare, il piano economico finanziario, si sofferma sulla realizzabilità del tuo progetto di business. Il tutto definendo gli investimenti per l’avvio dell’attività, elaborando un piano di finanziamento per le attività della startup e indicando le fonti da cui si intende attingere.

Oltre a questo, nella parte centrale del piano economico finanziario si indica la redditività del business in futuro, con la programmazione dei ricavi e dei costi previsti nei primi anni di attività.

Per rendere inoltre credibile e realistico quanto inserito a livello di dati in questa vitale sezione del business plan, dovrai inserire un commento che spieghi i criteri adottati per ricavare i dati inseriti.

Inoltre, col passare del tempo, di 6 mesi in 6 mesi nel caso di una startup, è fortemente consigliato aggiornare i dati previsionali in base a nuovi calcoli, basati anche sull’evoluzione della startup.

Ad esempio, in caso siano aumentati i dipendenti o si siano modificati i servizi/prodotti da lanciare sul mercato, è necessario un aggiornamento anche delle previsioni di spesa e di entrata.

Come fare un financial plan efficace

I meno esperti potrebbero impaurirsi davanti all’impresa di dover redigere questa parte che è il cuore del Business Plan. In realtà, senza improvvisare, è possibile partire da una bozza di piano economico finanziario semplice e poi, seguendo i giusti consigli, scendere nel dettaglio.

Il primo passo per la creazione di un piano economico finanziario è lo sviluppo di un report dettagliato dei flussi di cassa della tua startup. Infatti, stabilire quanti soldi escono e quanti entrano è il primo passaggio chiave.

Tuttavia, per avere un’idea d’insieme del quadro economico finanziario riguardante la tua startup, ciò non basta.

Ci sono molti aspetti fondamentali da affrontare nel piano economico finanziario che dovranno indicare una visione economica da 1 a 3 anni (5 anni in alcuni casi specifici).

Queste informazioni generali riguardano presupposti generali, previsioni di vendita, costi di avvio e gestione, stipendi, contratti e requisiti di finanziamento.

​Piano economico finanziario: che consigli seguire

Il piano economico finanziario, dicevamo, mette in luce dicevamo il lato economico della tua nuova attività. Per questo, nel preparare il documento ti consigliamo di porre l’attenzione su alcuni aspetti fondamentali.

Ecco quali sono le nostre raccomandazioni:

  • Sii preciso nelle previsioni in termini di profitti, perdite, vendite e flussi di cassa
  • Inserisci previsioni di bilancio, specie nel caso di attività complesse (tenendo sempre conto del settore nel quale la tua startup intende operare).
  • Indica le ipotesi alla base delle previsioni, armonizzando quanto affermato in questa sezione con quanto scritto nel resto del business plan
  • Inserisci previsioni realistiche, facendo particolarmente attenzione nel caso in cui la tua nuova startup intenda imporsi in nuovi mercati.
  • Indica quali risorse puoi dedicare alla vendita, che tipo di feedback economico ti aspetti dai clienti e quanto tempo pensi sia necessario per l’engagement dei clienti.
  • Monitora le tendenze generali dei numeri storici e di previsione valutando se sono credibili. Valuta al contempo l’eventualità di problemi e ritardi
  • Usa scenari “what-if”. Ad esempio, valuta cosa prevedi di fare in caso di calo delle vendite o di altri problemi a livello di entrate.
  • Inserisci previsioni finanziarie dettagliate in un’appendice finale dedicata

Questi consigli guida sono i più funzionali per la redazione di un piano economico finanziario preciso e dettagliato, che affini quanto scritto nella prima bozza.

Piano economico finanziario con gli esperti Grownnectia

Se dopo questa full immersion hai ancora domande (cosa normalissima), non perdere tempo e chiarisci subito i tuoi dubbi chiedendo ad un esperto.

Infatti, chiedere aiuto è un atto di professionalità che dimostra voglia di far bene, oltre ad aprirti nuove strade grazie alla conoscenza di esperti in materia.

Affidandoti a un esperto puoi ottenere grandi risultati in un tempo ridotto, dedicandoti così agli altri aspetti inerenti al lancio della tua attività.

Per redigere un financial plan convincente, che possa farti ottenere i fondi di cui hai bisogno dagli investitori, Grownnectia è sempre al tuo fianco.

Una supervisione da parte di un team di esperti, come quello che segue la redazione del business plan per le nostre startup, è sempre consigliabile. Sia che tu abbia dimestichezza con le tematiche economico finanziarie, che in caso necessiti di capire le basi del financial plan, affidati a un team esperto e capace di farti raggiungere gli obiettivi.

Se vuoi approfittare del miglior servizio per redigere un financial plan a prova d’investitori, puoi quindi seguire il servizio dedicato alle startup e alle imprese di Grownnectia.

Confrontati con esperti e prepara un piano economico finanziario autorevole ed efficace per il tuo business plan. Crea solide basi per il tuo successo!

 

Canva Business Model

Canva Business Model, preparati al successo

Come iniziare a fare impresa col piede giusto

Per partire con il piede giusto con la tua impresa, non puoi esimerti dal fare un’accurata pianificazione, in questa fase il Canva Business Model rappresenta il tuo “miglior amico”. Giusto per precisare è più corretta la forma Cavas.

Perché è importante il Canva Business model?

Il Canva Business Model, come vedremo, parte da una ricerca teorica per rappresentare graficamente e in modo pratico un progetto di business. Precisamente, il progetto d’impresa di una startup, ovvero un’attività inedita sul mercato.

Siccome la creatività è alla base dell’essere imprenditori, il business model canva è quanto di più vicino ci possa essere al lato artistico di ogni imprenditore.

La rappresentazione grafica, infatti, come il nome stesso evoca, ricorda fortemente il disegno sulla tela.

Su questo canva puoi disegnare il tuo piano d’azione, tirando fuori il tuo sogno nel cassetto e facendolo diventare qualcosa di concreto.

Che cos’è il Canva Business Model

Il Canva Business Model, presentato al mondo nella sua versione iniziale da Alexander Ostelwalder, è uno strumento di business design strategico che sfrutta il linguaggio visuale per creare e sviluppare modelli di business funzionanti.

Nota bene però, il Canva Business Model non è il Business Plan. Un Business Plan, infatti, si incentra sugli aspetti economico-finanziari e di marketing della tua impresa in dettaglio, oltre a essere un documento principalmente pensato per attori esterni (investitori).

Il Canva Business Model è quindi il documento interno di partenza, dove una persona o tutto il team iniziale di una startup può apportare idee. Già in questa fase, chiamiamola di “brainstorming”, è però necessario compiere scelte importanti, dalle quali non si potrà poi tornare indietro. Essendo questo documento una sorta di “startup della startup”, rappresenta la base dalla quale prenderanno forma tutti gli aspetti del tuo futuro business.

Proprio in quest’ottica di pianificazione, anno dopo anno il Canva Business Model è andato modificandosi, sino ad arrivare ad un documento come The Startup Canvas, ideato e pensato per rispondere in maniera funzionale ai bisogni della startup che intendono non commettere errori e puntare al successo da subito.

Le evoluzioni del modello Canvas

Il Business Model Canvas è un strumento interno che spiega in modo visuale come si intende creare, distribuire e catturare valore con una nuova impresa. In questo framework sono rappresentati sotto forma di blocchi i 9 elementi costitutivi di un’azienda.

Come dicevamo il Canva Business Model nel corso dei suoi due decenni di storia è andato affinandosi.

Dapprima si è iniziato a pensare al Canva più in ottica Lean, ovvero tarando lo schema e le sezioni standard del documento in ottica funzionale per le startup.

Ne è nato il Canva Business Model ideato da Ash Maurya.

Il Lean Canvas è un’evoluzione della prima versione di questo documento.

La differenza base sta nella differente struttura dell’area sinistra: ai blocchi riguardanti l’infrastruttura sono preferiti quelli della soluzione.

Come il Canva precedentemente adottato, si suddivide in 9 blocchi che identificano gli elementi principali di un modello di business di una startup. L’elemento che aggiunge più funzionalità per le startup è l’unfair advantage, focalizzando l’attenzione sulla proprietà intellettuale e sul vantaggio competitivo che essa rappresenta. Inoltre, sono inserite delle metriche chiave che misurano l’innovatività di un progetto.

Tutti fattori fondamentali per definire al meglio un nuovo progetto imprenditoriale, e che aumentano la percentuale di possibile successo e la scalabilità futura della startup.

Il Canva Business Model definitivo

Partendo da un’ottica lean quindi, il documento di Ash Maurya assume già un aspetto interessante e ben orientato verso i bisogni delle startup. Col passare degli anni però è nato anche un nuovo modello pensato e centrato sulle esigenze delle nuove imprese dei giorni nostri. Stiamo parlando di The Startup Canvas.

The Startup Canvas, infatti è costituito da un modello ancor più basato sul dare basi solide a un progetto d’impresa, evitando così la costruzione di “cattedrali nel deserto”.

Scopri qui in dettaglio le differenze fra i due modelli.

The Startup Canvas si costituisce di 12 blocchi, tre in più rispetto ai modelli precedenti. Questi blocchi si riferiscono alle seguenti aree macro:

  • l’idea di business
  • la strategia
  • l’execution

Questi blocchi, quindi, puntano rispetto ai vecchi modelli, a fornire funzioni più adatte a chi vuol far startup nell’attuale nuovo decennio.

The Startup Canvas, vuole essere il Canva Business Model definitivo. Per questo, inserisce inoltre riferimenti chiari e ineludibili ad attività fondamentali per il successo di una startup come: Fundraising, Intellectual Property, e Traction.

Abbiamo progettato The Startup Canvas come una vera e propria guida operativa per perseguire l’obiettivo di annullare gli errori tipici nell’avvio di una startup e credere fermamente nel successo. Un insieme di best practices che ti permetteranno di avere la crescita necessaria per trasformare la tua idea in una vera e propria startup che cresce nel mercato.

Vorresti saperne di più sul metodo The Startup Canvas?

Scopri questa evoluzione del Business Model Canva (trovi qui un approfondimento) e fai tuo gratuitamente questo strumento pensato per le startup.

Se vuoi partire con il piede giusto con la tua startup, tramite un canva che possa guidarti al meglio nella strutturazione della tua azienda…

Scarica qui il Canva Business model ideato da Massimo Ciaglia e punta da subito al successo con la tua attività.

piano finanziario

Piano finanziario, cos’è e quanto dura

Una parte importante e da non prendere sottogamba nel momento della compilazione di un business plan per startup è il piano finanziario. Cos’è il piano finanziario?

Il piano finanziario è uno strumento necessario per rendersi conto delle opportunità offerte da un investimento. Deve riportare le stime delle operazioni economico finanziarie che l’impresa sosterrà in un arco temporale determinato.

Quindi, se la parte inerente al piano marketing di un business plan rappresenta la verifica della fattibilità di mercato del progetto imprenditoriale della tua startup, il piano finanziario si occupa della fattibilità economica e finanziaria.

Gli scopi di un piano finanziario sono:

– definizione degli investimenti per avviare l’attività

– elaborazione di un piano di finanziamento indicando le fonti e le risorse finanziarie da attivare per coprire determinati investimenti

– consentire una valutazione della redditività del business con una programmazione dei ricavi e dei costi previsti nei primi anni di attività

E inoltre, per aziende già avviate e in alcuni casi specifici per startup:

– stima della situazione patrimoniale dell’impresa (attività e passività)

– programmazione dei i flussi finanziari dell’impresa indicando i fabbisogni di liquidità derivanti dagli investimenti e dai costi di gestione. È necessario in questo frangente indicare il grado di copertura finanziaria dalle fonti iniziali di finanziamento e dalle vendite del primo periodo, scendendo nel dettaglio.

Per giustificare e rendere credibile e autorevole quanto indicato nel tuo piano finanziario per startup dovrai fornire un commento che spieghi i criteri seguiti nella redazione di questa parte del documento.

Per questo, è bene sapere da subito che la costruzione di un piano economico e finanziario è piuttosto complessa. Infatti, richiede padronanza delle nozioni fondamentali relative alla contabilità e ai parametri economici e finanziari della gestione aziendale.

Il contenuto del piano economico finanziario richiama per molti aspetti quello di un bilancio di esercizio. La differenza fondamentale risiede però nel patto che il piano finanziario deve essere una previsione del futuro e non una rendicontazione annuale.

Prima di vedere le linee guida del piano finanziario per startup, ricordati l’importanza della precisione di questo documento.

Tieni ben presente che il confronto con esperti è sempre consigliabile nell’affrontare questo passaggio.

Piano finanziario: durata e linee guida

Il piano economico e finanziario serve a spiegare il proprio progetto di business in termini monetari. Ma quanto dura un piano finanziario?

Il calcolo previsionale varia da 1 a 3 anni per una startup, arrivando a un orizzonte temporale di 5 anni laddove richiesto.

Aspetti fondamentali da affrontare in un piano finanziario

Nel preparare il documento tieni conto di alcuni aspetti fondamentali:

  • La precisione delle previsioni deve riflettere la tipologia di attività che intendi lanciare. Profitti, perdite, vendite e flussi di cassa sono le voci da inserire.
  • Per le attività complesse è necessario inserire anche previsioni di bilancio​
  • Usa lo stesso formato dello storico, se presente, per semplificare il confronto
  • Indica con chiarezza su quali ipotesi si basano le previsioni. I dati inseriti devono essere armonici con quanto inserito nel resto del piano.
  • Sii realistico sulle previsioni nel caso la tua startup operi in nuovi mercati. Indica le risorse che puoi dedicare alla vendita, il tipo di successo che puoi aspettarti e il tempo necessario per l’engagement dei clienti
  • Osserva le tendenze generali dei numeri storici e di previsione e se sono credibili. Le previsioni devono valutare l’eventualità di problemi e ritardi
  • Mostra scenari “what-if”. Per esempio, considera cosa accadrà al flusso di cassa se le vendite sono inferiori del 20% rispetto alle previsioni o se sono superiori.

Le previsioni finanziarie dettagliate è preferibile inserirle in un’appendice finale dedicata. Ciò ti consentirà di presentare questa sezione del business plan in modo comprensibile e ottimale.

Includi inoltre un elenco di ipotesi. Del tipo:

  • Margine di profitto previsto su prodotti o sulla vendita del tuo servizio
  • Tempi di riscossione insoluti
  • Quale tipo di finanziamento e a che tasso intendi richiedere
  • Perché si potranno chiedere finanziamenti e per quale scopo

Usa la previsione del flusso di cassa per prevedere eventuali necessità di finanziamento.

​E infine, inutile ribadirlo, se necessario, chiedi aiuto. Infatti, come nel caso della stesura del piano marketing, gli errori non sono ammessi, e un confronto con esperti può aiutarti a districarti fra le cifre in minor tempo e con più precisione.

Come realizzare un business plan con piano finanziario preciso

Un convincente piano previsionale (piano di finanziamento) è fondamentale per ottenere le risorse fondamentali per il lancio di una startup. Una piano convincente è infatti ciò che attrae di più i potenziali investitori.

Se ritieni di non avere sufficiente dimestichezza con le tematiche economico-finanziarie, come dicevamo, è assolutamente consigliabile affidarsi ad esperti. Al tempo stesso, una supervisione esperta, è comunque un plus notevole anche per chi comprende e sa analizzare certe tematiche, in quanto garantisce una maggior probabilità di successo nel business.

Per avvalerti del miglior servizio per redigere un business plan a prova d’investitori, puoi quindi seguire il servizio dedicato per startup di Grownnectia.

Confrontati con esperti e stila un piano finanziario autorevole per il tuo business plan, per puntare al massimo verso il successo.

Per ulteriori informazioni e nozioni sulla preparazione del tuo piano finanziario

modello business plan

Modello business plan come farlo, esempio pratico

In cerca di un modello business plan pratico e funzionale?

Ecco come partire col piede giusto con un modello che ti sappia indicare le ricerche da fare per redigere il tuo business plan.

Un business plan è un documento essenziale per qualsiasi azienda in fase di avvio.

Questo documento sviscera argomenti come i punti di forza e di debolezza, le previsioni finanziarie, gli obiettivi e traguardi, la fattibilità dell’idea, l’esperienza passata in attività simili (concorrenti) e l’analisi della concorrenza. Ogni singolo punto deve essere approfondito con attenzione con chiarezza, preferibilmente utilizzando tabelle o altri strumenti specializzati per presentare le informazioni. Ma per quanto riguarda la creazione in sé del documento, da quale modello business plan partire?

È possibile seguirne uno per iniziare a buttare giù i contenuti senza troppe preoccupazioni?

Modello business plan, come farlo

Per venire incontro alle esigenze di startupper e neo imprenditori abbiamo scelto di rendere gratuito un modello business plan pratico e adatto a chi deve redigere questo documento per la prima volta. Puoi usarlo come punto di partenza per creare il tuo sommario e il tuo modello, oppure adottarlo punto per punto.

Scaricalo qui in PDF

Le voci racchiuse all’interno del modello business plan includono:

  • L’idea di business
  • L’analisi della concorrenza
  • Il piano marketing con strategia spiegata
  • Il mercato di riferimento con relativa quota da aggredire
  • Le strategie generali di go to market
  • Il piano economico finanziario
  • La descrizione del prodotto o servizio e dell’innovazione apportata sul mercato
  • La composizione del team

Il tutto assieme a molti altri aspetti da supportare con le giuste ricerche e allegati al momento della scrittura del documento finale.

Ogni aspetto, infatti, dovrà essere affrontato entrando nello specifico e fornendo numeri.

Su cosa concentrarsi nella stesura di un Business Plan

Innanzitutto parti da un modello SWOT per, come dicevamo, fare chiarezza sui punti di forza ed eventuali debolezze del tuo progetto di business.

Un modello SWOT è uno strumento di pianificazione strategica utilizzato per esaminare i problemi e le opportunità di un’azienda. Sebbene ci siano vari modi per analizzare un’azienda, un’analisi del modello SWOT può individuare le fonti di forza e di debolezza e rivelare opportunità da cogliere al volo.

E poi pensa al cuore del documento, ciò che dovrà convincere gli investitori della bontà della tua idea d’impresa, ovvero il modello di business e il modello finanziario.

Nel modello business plan che qui ti proponiamo, questa parte riguarda le voci: modello di business, roadmap e piano economico finanziario.

Nell’area riguardante il modello di business, dovrai entrare in dettaglio sul sistema ideato per generare profitti tramite i tuoi prodotti o servizi, ma attento anche a spiegare con dati perché questo modello dovrebbe essere vincente. Per questo dovrai implementare la spiegazione del tuo modello di business segnalando anche il fabbisogno economico per arrivare alla crescita stimata. Inoltre, dovrai inserire quali tappe la startup dovrà compiere per scalare con successo il mercato (la roadmap).

Questa è la parte più importante lato investitori. Il riuscire o meno a catturare l’attenzione di finanziatori e di persone interessate al tuo business, fa la differenza fra il successo e il fallimento di una startup.

Su questo tema, puoi approfondire come fare una campagna di crowdfunding, qui.

Come concludere il documento

La chiusura del business plan, sarà una vera e propria “call to action” per i tuoi finanziatori. Dovrai spiegare perché il settore da te scelto è proficuo, le differenze dalla concorrenza e perché questo innovativo modello di business ha ottime chance di prendere campo nel mercato di riferimento.

“Non trascurare niente” è insomma il motto, ancor più se si parla di parte finanziaria.

Non affidarti al fai da te e affidati a mentor ed esperti se hai dubbi sulla stesura del tuo business plan, in modo da procedere velocemente verso la costruzione di una solida azienda senza intoppi e ritardi.

Come accelerare la compilazione del Business Plan

Nell’ecosistema startup si fa spesso riferimento al Business Plan, e al modello business plan ideale dal quale partire. Le domande più frequenti degli startupper, infatti, si incentrano sempre su questo tema.

Per questo motivo esistono vari consigli pratici su come redigere dettagliatamente questo documento.

Ma qual è il modello business plan perfetto per compilare rapidamente un documento a prova d’investitore di primo livello?

Il modello ideale di partenza è quello che tiene in considerazione la peculiarità del tuo business, ovvero una startup in fase iniziale magari ancora senza una pre money valuation. Ma non solo, per accelerare la compilazione del business plan è necessario uno schema dettagliato che racchiuda le voci fondamentali per attrarre investitori e fornire una roadmap che serva anche come strumento di autocontrollo e verifica in futuro.

Alla base di tutto ricorda, c’è sempre la ricerca, perché il business plan ha bisogno di contenuti e dati che sappiano tracciare una linea precisa per lo sviluppo della tua impresa.

Per facilitarti nel compito, scopri i servizi dedicati per Business Plan di Grownnectia e

modello di business amazon

Modello di business Amazon, la strategia di Jeff Bezos

Ognuno di noi ormai conosce il servizio offerto da Amazon e il creatore del modello di business Amazon, ovvero Jeff Bezos.

Infatti, basta dare un’occhiata alla classifica delle persone più facoltose del mondo per capire quanto Jeff besos abbia tratto e profitto e successo dall’adozione di un modello di business vincente (è il primo della lista n.d.r.).

Non a caso, è nell’immaginario collettivo ormai la famosa foto di questo geniale imprenditore in una cantina, da solo con un PC, nel lontano 1999. Da allora il mondo è molto cambiato e con esso il modo di fare business.

Amazon, con la sua lunga storia di fatto, rappresenta un modello ideale di adattamento all’evoluzione del web e alle nuove tecnologie, il tutto basandosi su di un modello di business innovativo e vincente.

Se stai cercando di portare avanti un’idea imprenditoriale e di prepararla alla fase del go to market nel modo migliore, prendere esempio da strategie di comprovato successo può essere la chiave giusta per raggiungere i tuoi obiettivi.

Uno di questi modelli da studiare può essere dunque proprio il modello di business Amazon.

Ma in cosa consiste il modello di business Amazon?

Vediamo in breve quali sono le attività e le tecniche che rendono questa impresa così vincente e come una startup può partire col piede giusto per puntare a scalare il mercato di riferimento con successo.

Modello di business Amazon: ecco su cosa si basa

Elencare i motivi per i quali il modello di business Amazon sembra essere un modello inarrestabile è praticamente impossibile.

Dando uno sneak peak al funzionamento di questa complessa macchina aziendale, appaiono chiari alcuni tratti caratteristici che distinguono il modello di business Amazon dagli altri modelli di vendita al dettaglio online.

Amazon, infatti, di base non guadagna praticamente niente sulle vendite dei prodotti. Il successo del business è tutto dovuto a un continuo investimento in tecnologie e logistica volto al mantenimento di una posizione predominante sul mercato.

Amazon, inoltre, non si è concentrata nello sviluppo di un determinato settore di vendite, ma per definizione (da qui la freccia che collega nel logo la lettera A alla Zeta), è un luogo dove si può trovare di tutto.

Uno dei punti strategici del modello di business Amazon è indubbiamente rappresentato dalla forte fidelizzazione della clientela. La fidelizzazione passa anche attraverso programmi a pagamento come quello di Prime, che sono a bassissimo tasso di disdetta.

Inoltre, dai servizi di streaming video all’assistente personale tecnologico Alexa, tante sono le innovazioni portate dal colosso di Jeff Besos sul mercato.

Amazon è poi indubbiamente un servizio apprezzatissimo dai clienti per una serie di motivi quali:

  • Consegna e spedizioni veloci
  • Politica resi e rimborsi
  • User experience
  • Programmi per la lettura di Ebook/Kindle
  • Customer care
  • Ampia gamma prodotti (everything business)
  • Massima competitività dei prezzi
  • Servizi offerti con l’abbonamento Prime

La sostenibilità del modello di business Amazon

Alcuni analisti e lo stesso Jeff besos trovano il modello di business di Amazon non sostenibile a lungo andare. Al tempo stesso c’è chi pensa invece l’opposto proprio come fanno gli investitori che continuano a fare incetta di azioni Amazon.

Il trucco usato da questo colosso mondiale per primeggiare ed affrontare con successo anche ogni periodo di crisi, risiede principalmente nell’offrire sempre i prodotti al prezzo più basso del mercato.

Ma chi investirebbe in una macchina che produce zero guadagni?

Evidentemente c’è alla base un sistema di business che funziona e che ha anche permesso di ottenere ricavi e crescite esponenziali del fatturato.

Di base, infatti, Amazon rivende prodotti di terzi acquistandoli e proponendoli praticamente a prezzo di costo. Al tempo stesso, permette a terzi di vendere sul proprio sito attraverso sofisticati programmi di collaborazione.

Inizialmente la collaborazione può essere vantaggiosa per il rivenditore terzo, ma il fine ultimo del programma è sempre quello di rafforzare Amazon. Questo rafforzamento ha luogo sia a livello di bacino d’utenza che di traffico sul sito, con tutto l’indotto che ne consegue.

Appare evidente, quindi, che alla base dell’incredibile successo di Amazon, ci sono buona pianificazione e l’impiego di un modello di business innovativo e geniale.

L’ispirazione che un founder o uno startupper può avere dal modello di business Amazon è proprio questa: pianificazione, capacità d’interpretare il mercato del momento, capacità di prevedere gli sviluppi futuri adottando da subito un modello di business capace di durare nel tempo.

Come pianificare lo sviluppo di un’attività con il business model canvas

Il business model canvas è il punto di partenza per dare il là a iniziative d’impresa vincenti. Se vuoi adottare un modello di business innovativo è quindi bene partire da un canvas aggiornato e al passo coi tempi.

È il caso di The Startup Canvas che racchiude le macro aree all’interno delle quali si sviluppa il tuo nuovo business con una formula innovativa e al passo coi tempi.

Vuoi trovare altri spunti su modelli come il modello di business Amazon e consigli per avviare una start up?

Swot analysis esempi

Swot analysis esempi pratici: turismo, sanità e aziendale

Per partire col piede giusto con il tuo business hai bisogno di una seria pianificazione, e quindi perché non iniziare puntando sulla SWOT analysis? Esempi pratici, riguardanti varie situazioni aziendali possono aiutare a orientarti in questa fase.

Gli SWOT analysis esempi che andremo a vedere rappresentano in modo semplice quello che può essere un calcolo dei vantaggi e degli svantaggi.

Già perché di questo si tratta, un calcolo dei pro e dei contro, ma elaborato in modo più dettagliato secondo il metodo SWOT.

L’acronimo SWOT prende il nome dalle iniziali di:

  • Strenghts (punti di forza)
  • Weaknesses (debolezze)
  • Opportunities (opportunità)
  • Threats (rischi che si corrono)

Per approfondire meglio il significato e l’essenza di questo schema di calcolo puoi consultare questo approfondimento: SWOT analysis: cos’è, schema e come compilarlo per migliorare.

SWOT analysis: esempi pratici da cui prendere spunto

A cosa serve la SWOT analysis? Esempi pratici come i seguenti servono a far luce su un aspetto talvolta trascurato.

Infatti, questo tipo di analisi non è solo necessaria in fase di startup o lancio di un progetto di business. È una pratica che è prassi anche per aziende affermate o di grandi dimensioni, che ad esempio sono alle prese col lancio di un nuovo prodotto.

Ciò è dovuto al fatto che questo strumento è spesso utilizzato per comprendere meglio la posizione dell’azienda nel mercato e nei confronti dei competitor. Così facendo si possono apportare i miglioramenti e le integrazioni necessarie a correggere gli errori, smussando i punti deboli e puntando sui vantaggi di un progetto.

Ma vediamo adesso da vicino la SWOT analysis: esempi pratici, semplici e ben comprensibili riguardanti tre situazioni diverse.

Swot analysis esempi turismo

Prendiamo il caso di una casa di campagna con giardino acquistata da un imprenditore che vuole gestirla per metterla a reddito tramite un property manager su AirBnB. Sicuramente l’operazione ha un senso, ma le contingenze e alcuni calcoli approssimativi potrebbero portare a trascurare alcuni aspetti negativi.

Punti di Forza:

  • La campagna italiana è molto attrattiva sia per i flussi interni che internazionali di turisti
  • Ci sono molte figure professionali sparse sul territorio che possono aiutare con la gestione dei flussi e delle pratiche di check-in e check-out
  • Gli affitti brevi rendono nettamente di più degli affitti canonici e presentano dei vantaggi per i locatori

Punti di Debolezza:

  • Alta concorrenza
  • Necessità di ottenere recensioni e di essere riconosciuti come superhost

Opportunità:

  • Ripresa dell’aumento della richiesta di affitti turistici post restrizioni Covid 19
  • Ritorno del turismo internazionale nel medio-breve termine

Rischi:

  • Possibili problemi con le pratiche burocratiche richieste e il corretto adempimento delle medesime (la legislazione in materia è in continua evoluzione e presenta dei punti poco chiari)
  • Eccessivo carico di lavoro da gestire che può influire sul ritorno economico, data anche la necessità di proporre prezzi competitivi

Swot analysis esempi sanità

In questo caso prendiamo ad esempio una startup che offre servizi tramite app di assistenza sanitaria sul territorio (casi non da pronto soccorso), in convenzione con strutture già esistenti.

Punti di Forza:

  • Bassi costi di realizzazione dell’app
  • Offerta di un servizio pratico potenzialmente molto richiesto
  • Possibilità di proporre il servizio anche a turisti grazie ad una diffusa rete territoriale

Punti di Debolezza:

  • Difficoltà nel coordinare il lavoro con le strutture convenzionate
  • Necessità di proporre un servizio più veloce rispetto ai canali standard

Opportunità:

  • Carenza di competitor strutturati
  • Aumento della centralità della salute nella vita delle persone

Rischi:

  • Incerta capacità d’intercettare i pazienti che si rivolgono al momento a strutture private territoriali
  • Possibile aumento della concorrenza nel breve termine con ripercussioni sui piani di sviluppo della startup

Swot analysis esempi aziendali

Gli esempi di SWOT analysis che abbiamo visto, possono essere considerati entrambi di progetti in fase iniziale o startup. Ma cosa succede in una grande azienda? Prendiamo l’esempio di un’azienda di cosmetici affermata che lancia una versione “lite” di un suo prodotto di successo, per intercettare un pubblico più vasto e che ha meno disponibilità economica.

Punti di Forza:

  • Marchio già apprezzato e prodotto ben conosciuto nella popolazione
  • Conoscenza generale del settore per poter valutare l’efficacia del lancio del nuovo prodotto
  • Rete di marketing molto rodata

Punti di Debolezza:

  • Basso effetto novità, dovuta all’esistenza di un prodotto “premium” già ben conosciuto
  • Costi di produzione non indifferenti anche se inferiori

Opportunità:

  • Alta fidelizzazione della clientela che può aiutare il prodotto ad avere successo, anche a livello di passaparola
  • I concorrenti non propongono una linea economica di prodotti cosmetici simili
  • Ampliare le vendite riuscendo a vendere un prodotto simile a quello di punta anche a chi non se lo poteva permettere

Rischi:

  • Rischio svalutazione del marchio del prodotto già conosciuto
  • Possibilità di vedere molti vecchi clienti ripiegare sul nuovo cosmetico più economico, in quanto comunque si fidano della qualità del marchio

Fai tuo questo strumento preparando un Business Plan vincente

Preso dimestichezza con lo strumento? Se dopo queste SWOT analysis, esempi pratici in vari ambiti, desideri pianificare al meglio il tuo progetto d’impresa, inizia con la redazione di un accurato Business Plan in cui è ovviamente compresa la realizzazione della tua SWOT analysis da parte dei nostri advisor.

bullseye framework

Bullseye Framework: un processo in 5 fasi per raggiungere la traction

Il Bullseye Framework è il tipico esempio di strumento utile ad identificare i migliori canali di traction e a trovare nuovi clienti per la tua startup.

Se anche tu stai cercando di far crescere la tua startup e vuoi raggiungere lo step successivo, devi assolutamente ricorrere al Bullseye Framework, presentato da Gabriel Weinberg e Justin Mares nel manuale “Traction – A Startup Guide to Getting Customers”.

Si tratta di un processo in 5 fasi che gli startupper possono seguire per giungere il prima possibile all’identificazione del migliore canale di traction per il proprio business.

Vuoi approfondire l’argomento e ricevere i consigli dei migliori professionisti del settore, in fatto di business model? Prendi parte al percorso di Startup Traction di Grownnectia in cui affronteremo anche il tema della traction e come raggiungerla, anche sfruttando il modello Bullseye.

Prosegui nella lettura per scoprire come mai lo schema di questo framework richiama un bersaglio e quali sono le 5 fasi del processo da affrontare per raggiungere la traction.

Bullseye Framework: 3 cerchi, 1 bersaglio

Il Bullseye Framework consente una classificazione dei canali di marketing in diverse fasce in base alla loro capacità di aiutare la startup a raggiungere una traction.

Lo schema ideale per una rappresentazione chiara ed immediata è un bersaglio a 3 cerchi in cui, muovendosi dall’esterno verso l’interno, si incontrano canali sempre più performanti per trovare clienti.

Ricorda che ogni fase attraversata da una startup è diversa dalle altre e che nella progressione e crescita del business questo modello andrà rivisto e modificato.

Il cerchio più esterno

Nel Bullseye Framework l’anello più esterno è dedicato a tutti quei canali di traction che potrebbero aiutarti a trovare clienti, ma non sembrano i più promettenti per la fase in cui la startup si trova attualmente.

Il cerchio intermedio

La caratteristica del cerchio intermedio del modello Bullseye è quella di ospitare i canali di traction che, secondo l’opinione del team della startup, vale la pena testare per primi. Da questi canali ci si aspettano buoni risultati, ma non è chiaro quale di questi sarà il più performante.

Il centro del bersaglio

Il Bullseye o centro del bersaglio è da compilare soltanto dopo la fase di test. È lo spazio dedicato al canale migliore, che ha portato più clienti con minor spesa e che merita tutta la nostra attenzione.

Naturalmente, una volta giunti ad individuare il canale di traction più performante, potrà essere integrato con altri canali di marketing che possano dargli forza e amplificare il suo effetto.

Dai un’occhiata a questo video per scoprire se hai traction e come attrarre clienti in maniera esponenziale per posizionarti rapidamente sul mercato.

Come utilizzare il Bullseye Framework?

Questo strumento si articola in 5 fasi principali ma, prima di vedere quali sono, parliamo del principio che sta alla base del Bullseye Framework.

I canali per acquisire clienti e crescere in fretta sono davvero molti. Infatti, può essere molto complesso eliminarne alcuni a priori, soprattutto se non si ha una conoscenza approfondita di ognuno di essi.

Capita spesso che gli startupper vadano a concentrare la propria attenzione sui canali di traction più utilizzati e scontati, tralasciandone alcuni anche se molto validi.

Ma passiamo, adesso, ai 5 step del processo per la realizzazione del tuo Bullseye Framework:

  1. Brainstorming: Indispensabile prima dell’utilizzo di qualsiasi strumento, è sicuramente la fase del Bullseye Framework che richiede più tempo. Il brainstorming consente di eliminare eventuali pregiudizi nei confronti di alcuni canali di traction e favorire un’analisi oggettiva di ogni possibilità. Oltre a valutare pro e contro di ogni canale, si può verificare quali sono quelli utilizzati dai competitor.
  2. Suddivisione: Adesso che abbiamo la mappa completa dei canali di traction da poter utilizzare, possiamo suddividerli tra i 2 cerchi più esterni del modello. Nel cerchio più esterno andranno inseriti quelli meno utili per raggiungere la traction. In quello intermedio, invece, i più promettenti.
  3. Ordinamento: La fase successiva prevede di mettere ordine tra i canali del cerchio intermedio per stabilire quali testare prima. La logica che dovrebbe guidare l’ordinamento è il rapporto efficacia/costo: meglio testare per primi i canali dai quali ci aspettiamo un risultato migliore ad un minor costo.
  4. Test: Il testing è lo step operativo, in cui si va realmente a provare ogni canale e a monitorare i risultati. La tentazione sarà quella di accorciare i tempi effettuando più test contemporaneamente, ma attenzione! Non è consigliabile lanciarsi in più test per volta per evitare di complicare il monitoraggio e confondere i risultati. È indispensabile prendersi il tempo necessario per non avere dubbi alla fine dello step.
  5. Focus: In seguito alla fase di test, un canale dovrebbe risultare migliore per la traction. Ecco, questo è quello da inserire nell’anello centrale del bersaglio e sul quale concentrarsi maggiormente per trovare clienti.

Sei arrivato al punto 4 ma nessuno dei canali di traction che hai testato sembra dare buoni risultati? Allora non ti resta che tornare al punto 1 ed affrontare una nuova fase di brainstorming. Così potrai rivedere i canali che hai scelto e quelli che hai scartato per proseguire con nuovi test.

Per evitare di commettere errori e tralasciare canali di traction preziosi, è consigliabile farsi seguire da qualcuno che abbia una conoscenza adeguata del settore. Soltanto così potrai evitare di sottovalutare e sprecare interessanti opportunità.

Hai un’idea di business e vuoi trasformarla in startup raggiungendo anche una prima traction e andando in raccolta fondi?