piano finanziario

Piano finanziario, cos’è e quanto dura

Una parte importante e da non prendere sottogamba nel momento della compilazione di un business plan per startup è il piano finanziario. Cos’è il piano finanziario?

Il piano finanziario è uno strumento necessario per rendersi conto delle opportunità offerte da un investimento. Deve riportare le stime delle operazioni economico finanziarie che l’impresa sosterrà in un arco temporale determinato.

Quindi, se la parte inerente al piano marketing di un business plan rappresenta la verifica della fattibilità di mercato del progetto imprenditoriale della tua startup, il piano finanziario si occupa della fattibilità economica e finanziaria.

Gli scopi di un piano finanziario sono:

– definizione degli investimenti per avviare l’attività

– elaborazione di un piano di finanziamento indicando le fonti e le risorse finanziarie da attivare per coprire determinati investimenti

– consentire una valutazione della redditività del business con una programmazione dei ricavi e dei costi previsti nei primi anni di attività

E inoltre, per aziende già avviate e in alcuni casi specifici per startup:

– stima della situazione patrimoniale dell’impresa (attività e passività)

– programmazione dei i flussi finanziari dell’impresa indicando i fabbisogni di liquidità derivanti dagli investimenti e dai costi di gestione. È necessario in questo frangente indicare il grado di copertura finanziaria dalle fonti iniziali di finanziamento e dalle vendite del primo periodo, scendendo nel dettaglio.

Per giustificare e rendere credibile e autorevole quanto indicato nel tuo piano finanziario per startup dovrai fornire un commento che spieghi i criteri seguiti nella redazione di questa parte del documento.

Per questo, è bene sapere da subito che la costruzione di un piano economico e finanziario è piuttosto complessa. Infatti, richiede padronanza delle nozioni fondamentali relative alla contabilità e ai parametri economici e finanziari della gestione aziendale.

Il contenuto del piano economico finanziario richiama per molti aspetti quello di un bilancio di esercizio. La differenza fondamentale risiede però nel patto che il piano finanziario deve essere una previsione del futuro e non una rendicontazione annuale.

Prima di vedere le linee guida del piano finanziario per startup, ricordati l’importanza della precisione di questo documento.

Tieni ben presente che il confronto con esperti è sempre consigliabile nell’affrontare questo passaggio.

Piano finanziario: durata e linee guida

Il piano economico e finanziario serve a spiegare il proprio progetto di business in termini monetari. Ma quanto dura un piano finanziario?

Il calcolo previsionale varia da 1 a 3 anni per una startup, arrivando a un orizzonte temporale di 5 anni laddove richiesto.

Aspetti fondamentali da affrontare in un piano finanziario

Nel preparare il documento tieni conto di alcuni aspetti fondamentali:

  • La precisione delle previsioni deve riflettere la tipologia di attività che intendi lanciare. Profitti, perdite, vendite e flussi di cassa sono le voci da inserire.
  • Per le attività complesse è necessario inserire anche previsioni di bilancio​
  • Usa lo stesso formato dello storico, se presente, per semplificare il confronto
  • Indica con chiarezza su quali ipotesi si basano le previsioni. I dati inseriti devono essere armonici con quanto inserito nel resto del piano.
  • Sii realistico sulle previsioni nel caso la tua startup operi in nuovi mercati. Indica le risorse che puoi dedicare alla vendita, il tipo di successo che puoi aspettarti e il tempo necessario per l’engagement dei clienti
  • Osserva le tendenze generali dei numeri storici e di previsione e se sono credibili. Le previsioni devono valutare l’eventualità di problemi e ritardi
  • Mostra scenari “what-if”. Per esempio, considera cosa accadrà al flusso di cassa se le vendite sono inferiori del 20% rispetto alle previsioni o se sono superiori.

Le previsioni finanziarie dettagliate è preferibile inserirle in un’appendice finale dedicata. Ciò ti consentirà di presentare questa sezione del business plan in modo comprensibile e ottimale.

Includi inoltre un elenco di ipotesi. Del tipo:

  • Margine di profitto previsto su prodotti o sulla vendita del tuo servizio
  • Tempi di riscossione insoluti
  • Quale tipo di finanziamento e a che tasso intendi richiedere
  • Perché si potranno chiedere finanziamenti e per quale scopo

Usa la previsione del flusso di cassa per prevedere eventuali necessità di finanziamento.

​E infine, inutile ribadirlo, se necessario, chiedi aiuto. Infatti, come nel caso della stesura del piano marketing, gli errori non sono ammessi, e un confronto con esperti può aiutarti a districarti fra le cifre in minor tempo e con più precisione.

Come realizzare un business plan con piano finanziario preciso

Un convincente piano previsionale (piano di finanziamento) è fondamentale per ottenere le risorse fondamentali per il lancio di una startup. Una piano convincente è infatti ciò che attrae di più i potenziali investitori.

Se ritieni di non avere sufficiente dimestichezza con le tematiche economico-finanziarie, come dicevamo, è assolutamente consigliabile affidarsi ad esperti. Al tempo stesso, una supervisione esperta, è comunque un plus notevole anche per chi comprende e sa analizzare certe tematiche, in quanto garantisce una maggior probabilità di successo nel business.

Per avvalerti del miglior servizio per redigere un business plan a prova d’investitori, puoi quindi seguire il servizio dedicato per startup di Grownnectia.

Confrontati con esperti e stila un piano finanziario autorevole per il tuo business plan, per puntare al massimo verso il successo.

Per ulteriori informazioni e nozioni sulla preparazione del tuo piano finanziario

modello business plan

Modello business plan come farlo, esempio pratico

In cerca di un modello business plan pratico e funzionale?

Ecco come partire col piede giusto con un modello che ti sappia indicare le ricerche da fare per redigere il tuo business plan.

Un business plan è un documento essenziale per qualsiasi azienda in fase di avvio.

Questo documento sviscera argomenti come i punti di forza e di debolezza, le previsioni finanziarie, gli obiettivi e traguardi, la fattibilità dell’idea, l’esperienza passata in attività simili (concorrenti) e l’analisi della concorrenza. Ogni singolo punto deve essere approfondito con attenzione con chiarezza, preferibilmente utilizzando tabelle o altri strumenti specializzati per presentare le informazioni. Ma per quanto riguarda la creazione in sé del documento, da quale modello business plan partire?

È possibile seguirne uno per iniziare a buttare giù i contenuti senza troppe preoccupazioni?

Modello business plan, come farlo

Per venire incontro alle esigenze di startupper e neo imprenditori abbiamo scelto di rendere gratuito un modello business plan pratico e adatto a chi deve redigere questo documento per la prima volta. Puoi usarlo come punto di partenza per creare il tuo sommario e il tuo modello, oppure adottarlo punto per punto.

Scaricalo qui in PDF

Le voci racchiuse all’interno del modello business plan includono:

  • L’idea di business
  • L’analisi della concorrenza
  • Il piano marketing con strategia spiegata
  • Il mercato di riferimento con relativa quota da aggredire
  • Le strategie generali di go to market
  • Il piano economico finanziario
  • La descrizione del prodotto o servizio e dell’innovazione apportata sul mercato
  • La composizione del team

Il tutto assieme a molti altri aspetti da supportare con le giuste ricerche e allegati al momento della scrittura del documento finale.

Ogni aspetto, infatti, dovrà essere affrontato entrando nello specifico e fornendo numeri.

Su cosa concentrarsi nella stesura di un Business Plan

Innanzitutto parti da un modello SWOT per, come dicevamo, fare chiarezza sui punti di forza ed eventuali debolezze del tuo progetto di business.

Un modello SWOT è uno strumento di pianificazione strategica utilizzato per esaminare i problemi e le opportunità di un’azienda. Sebbene ci siano vari modi per analizzare un’azienda, un’analisi del modello SWOT può individuare le fonti di forza e di debolezza e rivelare opportunità da cogliere al volo.

E poi pensa al cuore del documento, ciò che dovrà convincere gli investitori della bontà della tua idea d’impresa, ovvero il modello di business e il modello finanziario.

Nel modello business plan che qui ti proponiamo, questa parte riguarda le voci: modello di business, roadmap e piano economico finanziario.

Nell’area riguardante il modello di business, dovrai entrare in dettaglio sul sistema ideato per generare profitti tramite i tuoi prodotti o servizi, ma attento anche a spiegare con dati perché questo modello dovrebbe essere vincente. Per questo dovrai implementare la spiegazione del tuo modello di business segnalando anche il fabbisogno economico per arrivare alla crescita stimata. Inoltre, dovrai inserire quali tappe la startup dovrà compiere per scalare con successo il mercato (la roadmap).

Questa è la parte più importante lato investitori. Il riuscire o meno a catturare l’attenzione di finanziatori e di persone interessate al tuo business, fa la differenza fra il successo e il fallimento di una startup.

Su questo tema, puoi approfondire come fare una campagna di crowdfunding, qui.

Come concludere il documento

La chiusura del business plan, sarà una vera e propria “call to action” per i tuoi finanziatori. Dovrai spiegare perché il settore da te scelto è proficuo, le differenze dalla concorrenza e perché questo innovativo modello di business ha ottime chance di prendere campo nel mercato di riferimento.

“Non trascurare niente” è insomma il motto, ancor più se si parla di parte finanziaria.

Non affidarti al fai da te e affidati a mentor ed esperti se hai dubbi sulla stesura del tuo business plan, in modo da procedere velocemente verso la costruzione di una solida azienda senza intoppi e ritardi.

Come accelerare la compilazione del Business Plan

Nell’ecosistema startup si fa spesso riferimento al Business Plan, e al modello business plan ideale dal quale partire. Le domande più frequenti degli startupper, infatti, si incentrano sempre su questo tema.

Per questo motivo esistono vari consigli pratici su come redigere dettagliatamente questo documento.

Ma qual è il modello business plan perfetto per compilare rapidamente un documento a prova d’investitore di primo livello?

Il modello ideale di partenza è quello che tiene in considerazione la peculiarità del tuo business, ovvero una startup in fase iniziale magari ancora senza una pre money valuation. Ma non solo, per accelerare la compilazione del business plan è necessario uno schema dettagliato che racchiuda le voci fondamentali per attrarre investitori e fornire una roadmap che serva anche come strumento di autocontrollo e verifica in futuro.

Alla base di tutto ricorda, c’è sempre la ricerca, perché il business plan ha bisogno di contenuti e dati che sappiano tracciare una linea precisa per lo sviluppo della tua impresa.

Per facilitarti nel compito, scopri i servizi dedicati per Business Plan di Grownnectia e

modello di business amazon

Modello di business Amazon, la strategia di Jeff Bezos

Ognuno di noi ormai conosce il servizio offerto da Amazon e il creatore del modello di business Amazon, ovvero Jeff Bezos.

Infatti, basta dare un’occhiata alla classifica delle persone più facoltose del mondo per capire quanto Jeff besos abbia tratto e profitto e successo dall’adozione di un modello di business vincente (è il primo della lista n.d.r.).

Non a caso, è nell’immaginario collettivo ormai la famosa foto di questo geniale imprenditore in una cantina, da solo con un PC, nel lontano 1999. Da allora il mondo è molto cambiato e con esso il modo di fare business.

Amazon, con la sua lunga storia di fatto, rappresenta un modello ideale di adattamento all’evoluzione del web e alle nuove tecnologie, il tutto basandosi su di un modello di business innovativo e vincente.

Se stai cercando di portare avanti un’idea imprenditoriale e di prepararla alla fase del go to market nel modo migliore, prendere esempio da strategie di comprovato successo può essere la chiave giusta per raggiungere i tuoi obiettivi.

Uno di questi modelli da studiare può essere dunque proprio il modello di business Amazon.

Ma in cosa consiste il modello di business Amazon?

Vediamo in breve quali sono le attività e le tecniche che rendono questa impresa così vincente e come una startup può partire col piede giusto per puntare a scalare il mercato di riferimento con successo.

Modello di business Amazon: ecco su cosa si basa

Elencare i motivi per i quali il modello di business Amazon sembra essere un modello inarrestabile è praticamente impossibile.

Dando uno sneak peak al funzionamento di questa complessa macchina aziendale, appaiono chiari alcuni tratti caratteristici che distinguono il modello di business Amazon dagli altri modelli di vendita al dettaglio online.

Amazon, infatti, di base non guadagna praticamente niente sulle vendite dei prodotti. Il successo del business è tutto dovuto a un continuo investimento in tecnologie e logistica volto al mantenimento di una posizione predominante sul mercato.

Amazon, inoltre, non si è concentrata nello sviluppo di un determinato settore di vendite, ma per definizione (da qui la freccia che collega nel logo la lettera A alla Zeta), è un luogo dove si può trovare di tutto.

Uno dei punti strategici del modello di business Amazon è indubbiamente rappresentato dalla forte fidelizzazione della clientela. La fidelizzazione passa anche attraverso programmi a pagamento come quello di Prime, che sono a bassissimo tasso di disdetta.

Inoltre, dai servizi di streaming video all’assistente personale tecnologico Alexa, tante sono le innovazioni portate dal colosso di Jeff Besos sul mercato.

Amazon è poi indubbiamente un servizio apprezzatissimo dai clienti per una serie di motivi quali:

  • Consegna e spedizioni veloci
  • Politica resi e rimborsi
  • User experience
  • Programmi per la lettura di Ebook/Kindle
  • Customer care
  • Ampia gamma prodotti (everything business)
  • Massima competitività dei prezzi
  • Servizi offerti con l’abbonamento Prime

La sostenibilità del modello di business Amazon

Alcuni analisti e lo stesso Jeff besos trovano il modello di business di Amazon non sostenibile a lungo andare. Al tempo stesso c’è chi pensa invece l’opposto proprio come fanno gli investitori che continuano a fare incetta di azioni Amazon.

Il trucco usato da questo colosso mondiale per primeggiare ed affrontare con successo anche ogni periodo di crisi, risiede principalmente nell’offrire sempre i prodotti al prezzo più basso del mercato.

Ma chi investirebbe in una macchina che produce zero guadagni?

Evidentemente c’è alla base un sistema di business che funziona e che ha anche permesso di ottenere ricavi e crescite esponenziali del fatturato.

Di base, infatti, Amazon rivende prodotti di terzi acquistandoli e proponendoli praticamente a prezzo di costo. Al tempo stesso, permette a terzi di vendere sul proprio sito attraverso sofisticati programmi di collaborazione.

Inizialmente la collaborazione può essere vantaggiosa per il rivenditore terzo, ma il fine ultimo del programma è sempre quello di rafforzare Amazon. Questo rafforzamento ha luogo sia a livello di bacino d’utenza che di traffico sul sito, con tutto l’indotto che ne consegue.

Appare evidente, quindi, che alla base dell’incredibile successo di Amazon, ci sono buona pianificazione e l’impiego di un modello di business innovativo e geniale.

L’ispirazione che un founder o uno startupper può avere dal modello di business Amazon è proprio questa: pianificazione, capacità d’interpretare il mercato del momento, capacità di prevedere gli sviluppi futuri adottando da subito un modello di business capace di durare nel tempo.

Come pianificare lo sviluppo di un’attività con il business model canvas

Il business model canvas è il punto di partenza per dare il là a iniziative d’impresa vincenti. Se vuoi adottare un modello di business innovativo è quindi bene partire da un canvas aggiornato e al passo coi tempi.

È il caso di The Startup Canvas che racchiude le macro aree all’interno delle quali si sviluppa il tuo nuovo business con una formula innovativa e al passo coi tempi.

Vuoi trovare altri spunti su modelli come il modello di business Amazon e consigli per avviare una start up?

Swot analysis esempi

Swot analysis esempi pratici: turismo, sanità e aziendale

Per partire col piede giusto con il tuo business hai bisogno di una seria pianificazione, e quindi perché non iniziare puntando sulla SWOT analysis? Esempi pratici, riguardanti varie situazioni aziendali possono aiutare a orientarti in questa fase.

Gli SWOT analysis esempi che andremo a vedere rappresentano in modo semplice quello che può essere un calcolo dei vantaggi e degli svantaggi.

Già perché di questo si tratta, un calcolo dei pro e dei contro, ma elaborato in modo più dettagliato secondo il metodo SWOT.

L’acronimo SWOT prende il nome dalle iniziali di:

  • Strenghts (punti di forza)
  • Weaknesses (debolezze)
  • Opportunities (opportunità)
  • Threats (rischi che si corrono)

Per approfondire meglio il significato e l’essenza di questo schema di calcolo puoi consultare questo approfondimento: SWOT analysis: cos’è, schema e come compilarlo per migliorare.

SWOT analysis: esempi pratici da cui prendere spunto

A cosa serve la SWOT analysis? Esempi pratici come i seguenti servono a far luce su un aspetto talvolta trascurato.

Infatti, questo tipo di analisi non è solo necessaria in fase di startup o lancio di un progetto di business. È una pratica che è prassi anche per aziende affermate o di grandi dimensioni, che ad esempio sono alle prese col lancio di un nuovo prodotto.

Ciò è dovuto al fatto che questo strumento è spesso utilizzato per comprendere meglio la posizione dell’azienda nel mercato e nei confronti dei competitor. Così facendo si possono apportare i miglioramenti e le integrazioni necessarie a correggere gli errori, smussando i punti deboli e puntando sui vantaggi di un progetto.

Ma vediamo adesso da vicino la SWOT analysis: esempi pratici, semplici e ben comprensibili riguardanti tre situazioni diverse.

Swot analysis esempi turismo

Prendiamo il caso di una casa di campagna con giardino acquistata da un imprenditore che vuole gestirla per metterla a reddito tramite un property manager su AirBnB. Sicuramente l’operazione ha un senso, ma le contingenze e alcuni calcoli approssimativi potrebbero portare a trascurare alcuni aspetti negativi.

Punti di Forza:

  • La campagna italiana è molto attrattiva sia per i flussi interni che internazionali di turisti
  • Ci sono molte figure professionali sparse sul territorio che possono aiutare con la gestione dei flussi e delle pratiche di check-in e check-out
  • Gli affitti brevi rendono nettamente di più degli affitti canonici e presentano dei vantaggi per i locatori

Punti di Debolezza:

  • Alta concorrenza
  • Necessità di ottenere recensioni e di essere riconosciuti come superhost

Opportunità:

  • Ripresa dell’aumento della richiesta di affitti turistici post restrizioni Covid 19
  • Ritorno del turismo internazionale nel medio-breve termine

Rischi:

  • Possibili problemi con le pratiche burocratiche richieste e il corretto adempimento delle medesime (la legislazione in materia è in continua evoluzione e presenta dei punti poco chiari)
  • Eccessivo carico di lavoro da gestire che può influire sul ritorno economico, data anche la necessità di proporre prezzi competitivi

Swot analysis esempi sanità

In questo caso prendiamo ad esempio una startup che offre servizi tramite app di assistenza sanitaria sul territorio (casi non da pronto soccorso), in convenzione con strutture già esistenti.

Punti di Forza:

  • Bassi costi di realizzazione dell’app
  • Offerta di un servizio pratico potenzialmente molto richiesto
  • Possibilità di proporre il servizio anche a turisti grazie ad una diffusa rete territoriale

Punti di Debolezza:

  • Difficoltà nel coordinare il lavoro con le strutture convenzionate
  • Necessità di proporre un servizio più veloce rispetto ai canali standard

Opportunità:

  • Carenza di competitor strutturati
  • Aumento della centralità della salute nella vita delle persone

Rischi:

  • Incerta capacità d’intercettare i pazienti che si rivolgono al momento a strutture private territoriali
  • Possibile aumento della concorrenza nel breve termine con ripercussioni sui piani di sviluppo della startup

Swot analysis esempi aziendali

Gli esempi di SWOT analysis che abbiamo visto, possono essere considerati entrambi di progetti in fase iniziale o startup. Ma cosa succede in una grande azienda? Prendiamo l’esempio di un’azienda di cosmetici affermata che lancia una versione “lite” di un suo prodotto di successo, per intercettare un pubblico più vasto e che ha meno disponibilità economica.

Punti di Forza:

  • Marchio già apprezzato e prodotto ben conosciuto nella popolazione
  • Conoscenza generale del settore per poter valutare l’efficacia del lancio del nuovo prodotto
  • Rete di marketing molto rodata

Punti di Debolezza:

  • Basso effetto novità, dovuta all’esistenza di un prodotto “premium” già ben conosciuto
  • Costi di produzione non indifferenti anche se inferiori

Opportunità:

  • Alta fidelizzazione della clientela che può aiutare il prodotto ad avere successo, anche a livello di passaparola
  • I concorrenti non propongono una linea economica di prodotti cosmetici simili
  • Ampliare le vendite riuscendo a vendere un prodotto simile a quello di punta anche a chi non se lo poteva permettere

Rischi:

  • Rischio svalutazione del marchio del prodotto già conosciuto
  • Possibilità di vedere molti vecchi clienti ripiegare sul nuovo cosmetico più economico, in quanto comunque si fidano della qualità del marchio

Fai tuo questo strumento preparando un Business Plan vincente

Preso dimestichezza con lo strumento? Se dopo queste SWOT analysis, esempi pratici in vari ambiti, desideri pianificare al meglio il tuo progetto d’impresa, inizia con la redazione di un accurato Business Plan in cui è ovviamente compresa la realizzazione della tua SWOT analysis da parte dei nostri advisor.

bullseye framework

Bullseye Framework: un processo in 5 fasi per raggiungere la traction

Il Bullseye Framework è il tipico esempio di strumento utile ad identificare i migliori canali di traction e a trovare nuovi clienti per la tua startup.

Se anche tu stai cercando di far crescere la tua startup e vuoi raggiungere lo step successivo, devi assolutamente ricorrere al Bullseye Framework, presentato da Gabriel Weinberg e Justin Mares nel manuale “Traction – A Startup Guide to Getting Customers”.

Si tratta di un processo in 5 fasi che gli startupper possono seguire per giungere il prima possibile all’identificazione del migliore canale di traction per il proprio business.

Vuoi approfondire l’argomento e ricevere i consigli dei migliori professionisti del settore, in fatto di business model? Prendi parte al percorso di Startup Traction di Grownnectia in cui affronteremo anche il tema della traction e come raggiungerla, anche sfruttando il modello Bullseye.

Prosegui nella lettura per scoprire come mai lo schema di questo framework richiama un bersaglio e quali sono le 5 fasi del processo da affrontare per raggiungere la traction.

Bullseye Framework: 3 cerchi, 1 bersaglio

Il Bullseye Framework consente una classificazione dei canali di marketing in diverse fasce in base alla loro capacità di aiutare la startup a raggiungere una traction.

Lo schema ideale per una rappresentazione chiara ed immediata è un bersaglio a 3 cerchi in cui, muovendosi dall’esterno verso l’interno, si incontrano canali sempre più performanti per trovare clienti.

Ricorda che ogni fase attraversata da una startup è diversa dalle altre e che nella progressione e crescita del business questo modello andrà rivisto e modificato.

Il cerchio più esterno

Nel Bullseye Framework l’anello più esterno è dedicato a tutti quei canali di traction che potrebbero aiutarti a trovare clienti, ma non sembrano i più promettenti per la fase in cui la startup si trova attualmente.

Il cerchio intermedio

La caratteristica del cerchio intermedio del modello Bullseye è quella di ospitare i canali di traction che, secondo l’opinione del team della startup, vale la pena testare per primi. Da questi canali ci si aspettano buoni risultati, ma non è chiaro quale di questi sarà il più performante.

Il centro del bersaglio

Il Bullseye o centro del bersaglio è da compilare soltanto dopo la fase di test. È lo spazio dedicato al canale migliore, che ha portato più clienti con minor spesa e che merita tutta la nostra attenzione.

Naturalmente, una volta giunti ad individuare il canale di traction più performante, potrà essere integrato con altri canali di marketing che possano dargli forza e amplificare il suo effetto.

Dai un’occhiata a questo video per scoprire se hai traction e come attrarre clienti in maniera esponenziale per posizionarti rapidamente sul mercato.

Come utilizzare il Bullseye Framework?

Questo strumento si articola in 5 fasi principali ma, prima di vedere quali sono, parliamo del principio che sta alla base del Bullseye Framework.

I canali per acquisire clienti e crescere in fretta sono davvero molti. Infatti, può essere molto complesso eliminarne alcuni a priori, soprattutto se non si ha una conoscenza approfondita di ognuno di essi.

Capita spesso che gli startupper vadano a concentrare la propria attenzione sui canali di traction più utilizzati e scontati, tralasciandone alcuni anche se molto validi.

Ma passiamo, adesso, ai 5 step del processo per la realizzazione del tuo Bullseye Framework:

  1. Brainstorming: Indispensabile prima dell’utilizzo di qualsiasi strumento, è sicuramente la fase del Bullseye Framework che richiede più tempo. Il brainstorming consente di eliminare eventuali pregiudizi nei confronti di alcuni canali di traction e favorire un’analisi oggettiva di ogni possibilità. Oltre a valutare pro e contro di ogni canale, si può verificare quali sono quelli utilizzati dai competitor.
  2. Suddivisione: Adesso che abbiamo la mappa completa dei canali di traction da poter utilizzare, possiamo suddividerli tra i 2 cerchi più esterni del modello. Nel cerchio più esterno andranno inseriti quelli meno utili per raggiungere la traction. In quello intermedio, invece, i più promettenti.
  3. Ordinamento: La fase successiva prevede di mettere ordine tra i canali del cerchio intermedio per stabilire quali testare prima. La logica che dovrebbe guidare l’ordinamento è il rapporto efficacia/costo: meglio testare per primi i canali dai quali ci aspettiamo un risultato migliore ad un minor costo.
  4. Test: Il testing è lo step operativo, in cui si va realmente a provare ogni canale e a monitorare i risultati. La tentazione sarà quella di accorciare i tempi effettuando più test contemporaneamente, ma attenzione! Non è consigliabile lanciarsi in più test per volta per evitare di complicare il monitoraggio e confondere i risultati. È indispensabile prendersi il tempo necessario per non avere dubbi alla fine dello step.
  5. Focus: In seguito alla fase di test, un canale dovrebbe risultare migliore per la traction. Ecco, questo è quello da inserire nell’anello centrale del bersaglio e sul quale concentrarsi maggiormente per trovare clienti.

Sei arrivato al punto 4 ma nessuno dei canali di traction che hai testato sembra dare buoni risultati? Allora non ti resta che tornare al punto 1 ed affrontare una nuova fase di brainstorming. Così potrai rivedere i canali che hai scelto e quelli che hai scartato per proseguire con nuovi test.

Per evitare di commettere errori e tralasciare canali di traction preziosi, è consigliabile farsi seguire da qualcuno che abbia una conoscenza adeguata del settore. Soltanto così potrai evitare di sottovalutare e sprecare interessanti opportunità.

Hai un’idea di business e vuoi trasformarla in startup raggiungendo anche una prima traction e andando in raccolta fondi?

swot analysis

SWOT analysis: cos’è, schema e come compilarlo

La SWOT analysis è uno strumento di analisi della propria attività che serve a stabilire l’attuale stato delle cose e a predisporre migliorie e cambiamenti in grado di migliorare la propria posizione nei confronti del mercato e dei competitor.

Per raggiungere i propri obiettivi di business ed essere preparati ad affrontare ostacoli e difficoltà, è necessaria un’analisi approfondita di ogni aspetto, da includere in un Business Plan completo.

Dai un’occhiata all’approfondimento Business Plan per Startup, che cos’è e com’è composto? per vedere dove inserire l’analisi SWOT nel documento.

Ma qual è il suo ruolo nella strategia di business di una startup? E come compilare lo schema per non sbagliare? Continua a leggere per scoprirlo.

Cos’è una SWOT analysis?

La SWOT analysis consiste in un semplice schema da compilare con informazioni relative alla tua startup, al fine di ottenere il massimo risultato e raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissato.

Un’analisi di questo tipo ti consente di ridurre drasticamente il rischio di fallimento perché avrai di fronte, fin da subito, le sfide che dovrai affrontare. Potrai, così, prepararti per tempo e superare la concorrenza che giunge sul mercato sprovvista di un buon piano d’azione.

Lo schema SWOT

Il termine SWOT è l’acronimo di Strengths (Punti di Forza), Weaknesses (Punti di Debolezza), Opportunities (Opportunità), Threats (Minacce).

La SWOT analysis, infatti, prende in considerazione questi quattro aspetti fondamentali per ogni business inserendoli in una matrice che consente una visione d’insieme. In questo modo, si può avere a colpo d’occhio la situazione attuale dell’azienda rispetto al mercato e ai competitor.

Per procedere con la tua analisi SWOT, crea uno schema come quello in foto, composto da quattro quadranti, all’interno dei quali inserire le informazioni riguardo alla tua startup. Prenditi del tempo per svolgere questo lavoro in team, così da avere anche punti di vista e idee diverse sulle quali discutere.

swot analysis schema
Come compilare un’analisi SWOT

Adesso che hai creato il tuo schema per la SWOT analysis, compilalo con l’aiuto del tuo team in una sessione di brainstorming.

Per facilitare questo compito, può esserti utile vedere i Punti di Forza e di Debolezza come fattori interni alla tua azienda, mentre Opportunità e Rischi come fattori esterni, non dipendenti direttamente dall’operato della tua startup.

Punti di Forza (Strengths)

Nel compilare la tua SWOT analysis, tieni conto che i Punti di Forza della tua azienda sono tutti quegli aspetti che la rendono unica dai concorrenti. Si tratta della Unique Selling Proposition (USP), cioè della proposta di valore, il motivo per cui i tuoi clienti dovrebbero scegliere te al posto di un tuo competitor.

Metti per iscritto ciò che sai fare meglio di chiunque altro. Inserisci risorse che la concorrenza non ha a disposizione o di cui tu disponi ad un prezzo notevolmente più basso di loro.

Punti di Debolezza (Weaknesses)

Nell’analizzare i tuoi Punti di Debolezza il segreto è uno soltanto: essere onesti con se stessi. Soltanto una visione chiara e trasparente della tua startup ti sarà utile per migliorarti.

Pensa a cosa potresti cambiare per rendere processi e pratiche più snelli ed efficienti. Questo è uno di quegli aspetti da valutare con l’aiuto del tuo team, perché dalla tua posizione all’interno dell’azienda potresti non avere una visione chiara di tutte le problematiche aziendali.

Opportunità (Opportunities)

La SWOT analysis prevede l’inserimento di quelle che possono essere delle Opportunità da cogliere al volo nel momento in cui si presentano. Indubbiamente non è così facile compilare questo punto perché serve uno spirito critico e un occhio rivolto al futuro.

Potrebbero aprirsi nuovi mercati, nuovi bisogni legati al settore della tua azienda o nuove tecnologie in grado di rivoluzionare il tuo business.
Sfruttare le opportunità al momento giusto può darti un notevole vantaggio competitivo.

Ricorda: non è necessario che si tratti di novità in grado di sconvolgere totalmente le regole del gioco. Bastano anche piccoli vantaggi per darti un boost rispetto ai tuoi competitor.

Minacce (Threats)

Alla pari delle Opportunità, le Minacce sono tutti quei fattori esterni che possono influenzare in negativo il tuo business. Ragiona su ogni step che deve affrontare la tua azienda e per ogni singola fase immagina possibili scenari in grado di metterla in crisi.

Ipotizza difficoltà nel reperire le materie prime o le professionalità di cui hai bisogno, oppure un cambio di requisiti nel mercato di riferimento, come un innalzamento degli standard di qualità o la comparsa di caratteristiche specifiche che il tuo prodotto attualmente non possiede.

L’evoluzione tecnologica, se non sfruttata a dovere e con la giusta preparazione, può trasformarsi da Opportunità a Minaccia!

 

Dopo aver compilato i quattro quadranti, molto probabilmente avrai già in mente numerose azioni da intraprendere per migliorarti. Ma, prima di agire, ragiona ancora un attimo sul risultato.

Ci sono dei Punti di Forza che, se adeguatamente sfruttati possono aprire nuove Opportunità? Oppure riducendo alcuni Punti Deboli potrebbero aprirsi altre strade da intraprendere?

Se la risposta è sì, segna questi collegamenti tra i vari quadranti e procedi all’individuazione delle azioni che portano più vantaggi nell’immediato. Concentrandoti soltanto su ciò che fa davvero la differenza potrai raggiungere i tuoi obiettivi in minor tempo.

Il ruolo della SWOT analysis all’interno di un BP

Una SWOT analysis prende il suo posto all’interno del Business Plan nella sezione dedicata all’analisi di mercato. Infatti, questo tipo di schema è utile ad individuare le potenzialità della startup e a capire come potrebbe reagire in caso di cambiamenti del mercato.

Un Business Plan non può dirsi completo senza questa parte fondamentale. Se hai bisogno di un documento che possa efficacemente presentare la tua idea per convincere potenziali investitori a sostenere il tuo progetto o per partecipare a bandi pubblici, affidati al team di Grownnectia!

I nostri esperti sapranno analizzare accuratamente la tua idea di business per poi costruire insieme a te un Business Plan efficace e funzionale.

modello canvas

Modello canvas: the startup canvas

Il modello canvas è uno strumento di business model usato per pianificare l’avvio e l’idea di sviluppo di una startup.

Far crescere la propria idea è un processo simile alla semina in un campo. Le intenzioni sono sempre buone, ma serve attenzione e cura per avere un raccolto rigoglioso. Analogamente, dal momento della nascita di un’idea, sono molti gli ostacoli da affrontare per metterla in pratica, e il modello canvas è lo strumento ideale per partire col piede giusto. Come si dice in questi casi “chi ben inizia è a metà dell’opera”.

Il modello canvas è una specie di lavagna o tela (canvas in inglese) da dove iniziare letteralmente a disegnare il proprio progetto d’impresa. Le informazioni inserite sono dettagliate e di alto livello. Sebbene questo strumento non sostituisca il Business Plan o altri documenti necessari per il lancio di una startup, rappresenta una pietra miliare per lo sviluppo d’impresa.

Infatti, se un domani vuoi veder validata la tua idea e costruire un qualcosa che possa iniziare a scalare, questo strumento può aumentare notevolmente le probabilità di successo.

Il model canvas è ciò di cui hai bisogno in fase iniziale per ambire a importi sul mercato!

Modello canvas, perché compilarlo?

Una startup cresce in un contesto sempre complesso e affidarsi a un modello di business ideandolo e compilandolo in questa “mind map” (il modello canvas) non garantisce di per sé la riuscita di un progetto.

Non per scoraggiare nessuno, ma è bene esser chiari: non ci sono modelli adatti per le startup in circolazione e il tasso di fallimento di un’idea d’impresa oscilla fra l’80 / 90%.

Il lato positivo è che con la giusta programmazione, serrata ma anche meticolosa e metodica, la giusta idea e un modello canvas al passo coi tempi, la musica cambia. In questo frangente, infatti, le probabilità di arrivare a una validazione prima e all’approdo sul mercato poi (magari iniziando da subito a scalare) aumenta sensibilmente. Avere le basi giuste e la corretta strategia per fa crescere il tuo progetto è fondamentale, e per questo è stato ideato The Startup Canvas, un model canvas innovativo.

 

Modello canvas, le origini

Il modello canvas (BMC) è stato ideato nel 2004 da Osterwalder e sviluppato nel 2010 dal lui medesimo e altre persone di tutto il mondo (470 esperti) che hanno partecipato allo sviluppo dello strumento. L’obiettivo di questo strumento grafico composto da 9 sezioni è di fornire con immediatezza un’idea d’insieme del business che si vuole sviluppare e delle interconnessioni che si ipotizzano di creare al suo interno.

Si tratta di uno strumento dinamico, adatto anche allo sviluppo di una discussione. Ad esempio, i founder possono sedersi intorno al tavolo e compilarlo in più sessioni, apportando idee e affinando il modello canvas di volta in volta. In pratica, è un punto di partenza che rende le startup al passo coi tempi evitando al tempo stesso errori di pianificazione basilari. E’ il punto di partenza ideale per chi vuol fare le cose sul serio e non affidarsi al caso.

Questo mix fra strumento di programmazione, ideazione e analisi ha permesso al model canvas d’imporsi a livello di progettazione d’impresa. Al tempo stesso però, col passare degli anni, sono emerse delle inevitabili lacune. Il contesto e il mercato cambiano, così come la tecnologia e tutto ciò che ci circonda. A tal fine è stato creato The Startup Canvas. Un model canvas al passo coi tempi, e pensato in ottica futura.

 

The Startup Canvas, cos’è di preciso?

The Startup Canvas è un modello canvas moderno, nato da oltre 25 anni di esperienza nel campo delle Startup da parte di Massimo Ciaglia. A differenza del canvas business model originario è composto da 12 sezioni, integrando aree prima non menzionate nel modello canvas che sono di fondamentale importanza per chi fa startup.

Se intendi rendere la tua attività attuale e competitiva, analizza le sezioni/blocchi di The Startup Canvas area per area, e applicali al tuo business adottando un mindset dinamico e proattivo.

Le tre macroaree di The Startup Canvas Sono:

  • idea di business
  • strategia
  • execution

Ai 9 blocchi standard originali del modello canvas quali:

  • value proposition
  • target customer segment
  • distribution channel
  • customer relationships
  • partners chiave
  • attività chiave
  • risorse chiave
  • cost structure
  • revenue stream

Si aggiungono 3 strategie:

Fund Raising, l’Intellectual Property e la Traction.

Questi tre blocchi sono strategici per lo sviluppo della tua startup e per rendere sostenibile il tuo business finanziariamente.

Grazie a questo approccio è possibile prevedere come attrarre investitori, “agganciandoli” al tuo progetto col fundraising. È possibile inoltre pianificare come sostenere e lanciare fattivamente sul mercato la tua impresa puntando sulla traction e difendere la proprietà intellettuale (la proprietà intellettuale è molto importante e strategica nello specifico caso delle startup).

The Startup Canvas è stato validato su varie startup ed è il primo strumento strategico sviluppato in ottica Lean. Nel corso degli anni, questo innovativo metodo ha riportato molti successi sul campo.

Questo tipo di modello canvas è un sensibile aiuto per la pianificazione del tuo modello di business. Grazie al suo approccio Lean, lo strumento è infatti tarato specificamente sulle esigenze di founder e ideatori di startup.

Se sei curioso di scoprire di più sul metodo The Startup Canvas, per partire subito nel modo giusto con il tuo progetto startup?

Scarica il modello e mettiti in contatto con noi.

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value proposition canvas

Value Proposition Canvas: cos’è e perché è importante

Il Value Proposition Canvas è uno dei principali strumenti per capire come i clienti prendono le decisioni e, di conseguenza, per definire un’offerta che li soddisfi davvero.

La Value Proposition (proposta di valore), infatti, rappresenta il vantaggio competitivo dell’azienda, il perché il cliente dovrebbe scegliere uno specifico prodotto/servizio rispetto a quello dei competitor, le reali motivazioni che possono dirigerlo verso quella specifica offerta. 

Possiamo considerare il Value Proposition Canvas come un’integrazione del Business Model Canvas, uno “zoom” sui quadranti della Value Proposition e del Customer Segment.

Perché il Value Proposition Canvas è così importante

Uno degli errori più comuni degli startupper è quello di una definizione dell’offerta basata sulle proprie idee e percezioni di “cosa vuole il cliente”, anziché su un’effettiva ricerca empirica sui suoi bisogni. Si tratta in pratica di un bias cognitivo che compromette la corretta formulazione dell’offerta.

Il Value Proposition Canvas, con la sua visualizzazione grafica dei doveri e delle necessità dei clienti, permette di scendere più nel dettaglio delle caratteristiche che il prodotto/servizio deve avere per “incontrare” davvero quei bisogni.

I 3 passaggi del Value Proposition Canvas

Questo modello grafico tratto dal bestseller sull’innovazione Value Proposition Design (A. Osterwalder, Y. Pigneur, G. Bernarda, A. Smith,2014), viene applicato nelle principali organizzazioni e startup di tutto il mondo.

Grazie al visual thinking, ovvero al ragionamento stimolato dall’elaborazione visiva, il brainstorming viene guidato verso una corretta progettazione del prodotto/servizio in modo che vada a soddisfare un reale bisogno del cliente.

Il processo di analisi offerta/bisogni del Value Proposition Canvas è suddiviso in 3 momenti:

  1. Definizione dei profili dei clienti: si parte dal cliente e nello specifico dall’individuazione dei suoi compiti, dalle sofferenze che deve affrontare quando cerca di portare a termine quei compiti e dai vantaggi che percepisce nel momento in cui li porta a termine.
  2. Definizione della propria proposta di valore: il secondo step logico del Value Proposition Canvas consiste nel definire i componenti più importanti della propria offerta e come questa allevi le sofferenze e crei vantaggi per i clienti.
  3. Adattamento del prodotto al mercato: nell’ultimo passaggio si va a trovare il punto d’incontro, il cosiddetto Fit, tra la propria proposta di valore e le necessità del cliente e si definisce in che modo adattare il proprio prodotto a quelle necessità.

Come progettare una corretta proposta di valore 

Il punto 2 di questi 3 passaggi del Value Proposition Canvas, la descrizione della propria proposta di valore, potrebbe far nascere qualche dubbio: come evitare l’errore di dare per scontati i bisogni del cliente?

Per poter definire correttamente la Value Proposition aziendale è importante attivare il Problem Solution Fit, cioè partire da una validazione del mercato attraverso sondaggi, focus group, etc., per poi progettare un’offerta che risponda alle reali necessità del cliente. Possibilmente meglio di come fanno i competitors.

Tra le domande a cui dare risposta per definire la propria proposta di valore, alcune delle più importanti sono:

  • quale problema risolvi?
  • che innovazione porti?
  • in quali aspetti ti differenzi dai tuoi competitors?

A queste possiamo poi aggiungere delle domande sugli aspetti meno tangibili dell’offerta, quelli più legati a fattori emozionali. Quindi ad esempio:

  • quali sono i tuoi valori?
  • quali sono i valori dei tuoi clienti?
  • qual è il punto di incontro tra questi gruppi di valori?

Definita la Value Proposition è il momento di passare alla compilazione del Value Proposition Canvas, magari riempiendolo di post-it!

Value Proposition Canvas: come compilarlo

Si compone di due blocchi, quello dedicato al cliente e quello dedicato all’offerta, a loro volta suddivisi in tre sezioni. 

value proposition canvas strategyzer

Fonte: Strategyzer

Per iniziare la compilazione è opportuno partire dal blocco dedicato al cliente, graficamente un cerchio, che troviamo sulla destra del Value Proposition Canvas.

All’interno del cerchio troveremo le seguenti sezioni:

  • Vantaggi: qui andranno inseriti i vantaggi che il cliente si aspetta, desidera o da cui sarebbe sorpreso. Questi possono spaziare dall’utilità funzionale ai guadagni sociali, dalle emozioni positive ai risparmi sui costi.
  • Doveri: descrive ciò che il nostro cliente sta cercando di ottenere. Che si tratti di attività da svolgere o di problemi da risolvere.
  • Sofferenze: all’interno di questa sezione andranno elencate le emozioni negative, le situazioni indesiderate e i rischi che il cliente (potrebbe) sperimentare prima, durante o dopo aver portato a termine il lavoro.

Nel blocco posto a sinistra, graficamente un quadrato, troviamo invece tutte le caratteristiche dell’offerta e al suo interno troveremo:

  • Prodotti e servizi: si parte dall’individuazione dei prodotti/servizi che aiutano i clienti a svolgere un lavoro funzionale, sociale o emotivo, o a soddisfare desideri o bisogni. 
  • Generatori di vantaggi: qui va raccontato in che modo i tuoi propri prodotti/servizi creano i vantaggi che il cliente si aspetta, desidera o che valuterebbe positivamente.
  • Riduttori di sofferenze: in questa sezione andrà descritto come i propri prodotti/servizi alleviano o riducono le emozioni negative, le situazioni indesiderate e i costi o i rischi in cui il cliente potrebbe imbattersi durante lo svolgimento del lavoro.

Una volta completata la compilazione del Value Proposition Canvas sarà molto più semplice adattare le caratteristiche dell’offerta al target di riferimento e alle sue reali esigenze.

Come già saprai se ci segui da un po’, per ogni azienda è fondamentale testare il mercato e visualizzare graficamente i passaggi logici della dinamica domanda/offerta. Per una startup lo è ancora di più.

Se sei uno startupper e hai compreso il valore del Value Proposition Canvas, scarica gratuitamente anche The Startup Canvas, il Business Model Canvas specificatamente pensato per le startup.

come analizzare la concorrenza

Come analizzare la concorrenza per accelerare la crescita e attirare investitori

Capire come analizzare la concorrenza è uno dei passi fondamentali per avviare al successo la tua startup. Infatti, l’assenza di un’accurata pianificazione può portare a uno spreco di risorse e tempo, “navigando al buio” nel mercato.

Per questo, capire a quale settore del mercato si rivolge il tuo prodotto e quali saranno i tuoi competitor, è fondamentale per orientarsi e stabilire uno standard di riferimento (benchmark) da raggiungere.

“Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia “diceva Sun Tzu.

Smorzando i toni e trasferendo il concetto al marketing: conoscere la concorrenza e avere un’idea precisa di come sviluppare e far crescere il tuo business, è una delle condizioni base per puntare verso il successo!

 

Analisi della concorrenza in cosa consiste

È arrivato il momento di capire come analizzare la concorrenza. Il monitoraggio della concorrenza consiste nell’osservare e annotare scelte e strategie delle imprese dei competitor. Queste informazioni sono fondamentali per affinare la tua strategia ed eventualmente adottare best practices analoghe a quelle dei tuoi concorrenti. Il tutto in modo da puntare ovviamente a diversificarsi e ottenere una posizione sul mercato che possa concorrere con la loro.

L’analisi della concorrenza porta in modo naturale anche a farti capire più chiaramente a quale settore di mercato “parla” la tua startup, con tutte le considerazioni strategiche che ne conseguono. Questo studio approfondito sul tuo settore e i vari competitor porta a influenzare decisioni pratiche di marketing, comunicazione e produttive.

Qualunque startup che operi senza tenere conto dell’esistenza di un mercato e di rivali più o meno attivi e competitivi corre il serio rischio di non avere traction e non veder realizzato il suo percorso di crescita.

Fare analisi della concorrenza significa svolgere nel dettaglio una serie di pratiche sviluppate da esperti del settore che permettono di conoscere i punti di forza e di debolezza dei competitors. Il tutto, monitorando costantemente l’evoluzione della situazione e prevedendo anche l’andamento di eventuali competitors futuri.

Ecco, nel prossimo paragrafo, come analizzare la concorrenza e avere una visione d’insieme molto più ampia per operare nel mercato in modo efficace e consapevole.

 

Come analizzare la concorrenza

La mappatura dei competitor è il primo step che ci fa capire l’importanza di sapere come analizzare la concorrenza. Conoscere chi sono i competitor, quali sono i loro prodotti e quali servizi offrono può portare a grossi vantaggi “in battaglia”. Il monitoraggio deve includere inoltre anche le aziende che non sono palesemente dirette concorrenti ma che possono rivolgersi allo stesso target. Tutte le aziende che possano soddisfare le esigenze dei potenziali clienti della tua startup vanno quindi analizzate e osservate.

Finita la mappatura, anche tramite analisi dei big data, occorre poi, dettagliare i seguenti aspetti per ogni competitor:

  • quota di mercato e incassi
  • punti di forza e debolezza
  • composizione del loro team
  • strategie di comunicazione e marketing adottate
  • feedback dei loro clienti

 

Analizzare i trend di mercato

Una parte importante del come analizzare la concorrenza riguarda lo studio del mercato e delle sue tendenze.  Le ricerche di mercato individuano eventuali opportunità di crescita e conoscere i trend, sapendoli anche anticipare, è fondamentale per avere traction. Un vero percorso basato su crescita e successo deve tener conto anche del “timing” nelle varie fasi. Potremmo dire, detto male, Il tempo è sempre denaro!

Ma come estrarre i dati necessari nel caso dei market trends?

Ecco dove raccogliere informazioni:

  • interviste alla clientela
  • sondaggi e questionari online
  • focus group

I dati raccolti devono essere incrociati successivamente con i dati demografici per avere il giusto quadro della situazione.

Dopo aver raccolto tutte le informazioni sui competitor e sul mercato, è il momento di elaborare dei report riepilogativi che tengano insieme sia i dati che alcuni appunti su ogni competitor e le loro realtà. Allegare immagini ed integrare i report con informazioni utili permette di orientarsi al meglio prima di prendere decisioni importanti.

 

Come prendere decisioni strategiche per la tua startup

In base a quanto raccolto, si passa all’azione. Qualsiasi percorso di crescita, infatti, prevede l’ideazione e lo sviluppo di un piano strategico. L’attuazione del piano di crescita deve avvenire in tempi rapidi in seguito alle fasi di analisi.

Così facendo, la tua startup assumerà delle caratteristiche specifiche, tarate sui buyers persona individuati e il tuo progetto sarà più attraente per gli investitori.

Però ciò non basta, la costanza è tutto, e una mancata crescita costante può portare al fallimento dei progetti di business. Conoscere approfonditamente il mercato, e le tecniche ideali per monitorare la concorrenza sia in fase di avvio che di sviluppo di una startup è fondamentale. Per fare questo quindi, non ci si può affidare al caso. È da queste esigenze che nasce il servizio di Grownnectia Pay4Growth. Il programma, gestito da mentors che hanno già avuto successo con lancio ed exit di varie aziende, permette di fare un focus su come:

  • Abbassare i costi necessari per acquisire nuovi clienti
  • Aumentare il tasso di conversione delle tue campagne di acquisizione
  • Aumentare il profitto della tua azienda con piani di crescita settimanali

Tutto questo permette di dare la giusta spinta alla tua startup minimizzando al minimo il margine di errore.

Sfrutta al meglio l’analisi della concorrenza, e dirigi la tua attività verso il successo. Vuoi saperne di più? Clicca qua sotto per candidarti al percorso di Pay4Growth