swot analysis

SWOT analysis: cos’è, schema e come compilarlo

La SWOT analysis è uno strumento di analisi della propria attività che serve a stabilire l’attuale stato delle cose e a predisporre migliorie e cambiamenti in grado di migliorare la propria posizione nei confronti del mercato e dei competitor.

Per raggiungere i propri obiettivi di business ed essere preparati ad affrontare ostacoli e difficoltà, è necessaria un’analisi approfondita di ogni aspetto, da includere in un Business Plan completo.

Dai un’occhiata all’approfondimento Business Plan per Startup, che cos’è e com’è composto? per vedere dove inserire l’analisi SWOT nel documento.

Ma qual è il suo ruolo nella strategia di business di una startup? E come compilare lo schema per non sbagliare? Continua a leggere per scoprirlo.

Cos’è una SWOT analysis?

La SWOT analysis consiste in un semplice schema da compilare con informazioni relative alla tua startup, al fine di ottenere il massimo risultato e raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissato.

Un’analisi di questo tipo ti consente di ridurre drasticamente il rischio di fallimento perché avrai di fronte, fin da subito, le sfide che dovrai affrontare. Potrai, così, prepararti per tempo e superare la concorrenza che giunge sul mercato sprovvista di un buon piano d’azione.

Lo schema SWOT

Il termine SWOT è l’acronimo di Strengths (Punti di Forza), Weaknesses (Punti di Debolezza), Opportunities (Opportunità), Threats (Minacce).

La SWOT analysis, infatti, prende in considerazione questi quattro aspetti fondamentali per ogni business inserendoli in una matrice che consente una visione d’insieme. In questo modo, si può avere a colpo d’occhio la situazione attuale dell’azienda rispetto al mercato e ai competitor.

Per procedere con la tua analisi SWOT, crea uno schema come quello in foto, composto da quattro quadranti, all’interno dei quali inserire le informazioni riguardo alla tua startup. Prenditi del tempo per svolgere questo lavoro in team, così da avere anche punti di vista e idee diverse sulle quali discutere.

swot analysis schema
Come compilare un’analisi SWOT

Adesso che hai creato il tuo schema per la SWOT analysis, compilalo con l’aiuto del tuo team in una sessione di brainstorming.

Per facilitare questo compito, può esserti utile vedere i Punti di Forza e di Debolezza come fattori interni alla tua azienda, mentre Opportunità e Rischi come fattori esterni, non dipendenti direttamente dall’operato della tua startup.

Punti di Forza (Strengths)

Nel compilare la tua SWOT analysis, tieni conto che i Punti di Forza della tua azienda sono tutti quegli aspetti che la rendono unica dai concorrenti. Si tratta della Unique Selling Proposition (USP), cioè della proposta di valore, il motivo per cui i tuoi clienti dovrebbero scegliere te al posto di un tuo competitor.

Metti per iscritto ciò che sai fare meglio di chiunque altro. Inserisci risorse che la concorrenza non ha a disposizione o di cui tu disponi ad un prezzo notevolmente più basso di loro.

Punti di Debolezza (Weaknesses)

Nell’analizzare i tuoi Punti di Debolezza il segreto è uno soltanto: essere onesti con se stessi. Soltanto una visione chiara e trasparente della tua startup ti sarà utile per migliorarti.

Pensa a cosa potresti cambiare per rendere processi e pratiche più snelli ed efficienti. Questo è uno di quegli aspetti da valutare con l’aiuto del tuo team, perché dalla tua posizione all’interno dell’azienda potresti non avere una visione chiara di tutte le problematiche aziendali.

Opportunità (Opportunities)

La SWOT analysis prevede l’inserimento di quelle che possono essere delle Opportunità da cogliere al volo nel momento in cui si presentano. Indubbiamente non è così facile compilare questo punto perché serve uno spirito critico e un occhio rivolto al futuro.

Potrebbero aprirsi nuovi mercati, nuovi bisogni legati al settore della tua azienda o nuove tecnologie in grado di rivoluzionare il tuo business.
Sfruttare le opportunità al momento giusto può darti un notevole vantaggio competitivo.

Ricorda: non è necessario che si tratti di novità in grado di sconvolgere totalmente le regole del gioco. Bastano anche piccoli vantaggi per darti un boost rispetto ai tuoi competitor.

Minacce (Threats)

Alla pari delle Opportunità, le Minacce sono tutti quei fattori esterni che possono influenzare in negativo il tuo business. Ragiona su ogni step che deve affrontare la tua azienda e per ogni singola fase immagina possibili scenari in grado di metterla in crisi.

Ipotizza difficoltà nel reperire le materie prime o le professionalità di cui hai bisogno, oppure un cambio di requisiti nel mercato di riferimento, come un innalzamento degli standard di qualità o la comparsa di caratteristiche specifiche che il tuo prodotto attualmente non possiede.

L’evoluzione tecnologica, se non sfruttata a dovere e con la giusta preparazione, può trasformarsi da Opportunità a Minaccia!

 

Dopo aver compilato i quattro quadranti, molto probabilmente avrai già in mente numerose azioni da intraprendere per migliorarti. Ma, prima di agire, ragiona ancora un attimo sul risultato.

Ci sono dei Punti di Forza che, se adeguatamente sfruttati possono aprire nuove Opportunità? Oppure riducendo alcuni Punti Deboli potrebbero aprirsi altre strade da intraprendere?

Se la risposta è sì, segna questi collegamenti tra i vari quadranti e procedi all’individuazione delle azioni che portano più vantaggi nell’immediato. Concentrandoti soltanto su ciò che fa davvero la differenza potrai raggiungere i tuoi obiettivi in minor tempo.

Il ruolo della SWOT analysis all’interno di un BP

Una SWOT analysis prende il suo posto all’interno del Business Plan nella sezione dedicata all’analisi di mercato. Infatti, questo tipo di schema è utile ad individuare le potenzialità della startup e a capire come potrebbe reagire in caso di cambiamenti del mercato.

Un Business Plan non può dirsi completo senza questa parte fondamentale. Se hai bisogno di un documento che possa efficacemente presentare la tua idea per convincere potenziali investitori a sostenere il tuo progetto o per partecipare a bandi pubblici, affidati al team di Grownnectia!

I nostri esperti sapranno analizzare accuratamente la tua idea di business per poi costruire insieme a te un Business Plan efficace e funzionale.

modello canvas

Modello canvas: the startup canvas

Il modello canvas è uno strumento di business model usato per pianificare l’avvio e l’idea di sviluppo di una startup.

Far crescere la propria idea è un processo simile alla semina in un campo. Le intenzioni sono sempre buone, ma serve attenzione e cura per avere un raccolto rigoglioso. Analogamente, dal momento della nascita di un’idea, sono molti gli ostacoli da affrontare per metterla in pratica, e il modello canvas è lo strumento ideale per partire col piede giusto. Come si dice in questi casi “chi ben inizia è a metà dell’opera”.

Il modello canvas è una specie di lavagna o tela (canvas in inglese) da dove iniziare letteralmente a disegnare il proprio progetto d’impresa. Le informazioni inserite sono dettagliate e di alto livello. Sebbene questo strumento non sostituisca il Business Plan o altri documenti necessari per il lancio di una startup, rappresenta una pietra miliare per lo sviluppo d’impresa.

Infatti, se un domani vuoi veder validata la tua idea e costruire un qualcosa che possa iniziare a scalare, questo strumento può aumentare notevolmente le probabilità di successo.

Il model canvas è ciò di cui hai bisogno in fase iniziale per ambire a importi sul mercato!

Modello canvas, perché compilarlo?

Una startup cresce in un contesto sempre complesso e affidarsi a un modello di business ideandolo e compilandolo in questa “mind map” (il modello canvas) non garantisce di per sé la riuscita di un progetto.

Non per scoraggiare nessuno, ma è bene esser chiari: non ci sono modelli adatti per le startup in circolazione e il tasso di fallimento di un’idea d’impresa oscilla fra l’80 / 90%.

Il lato positivo è che con la giusta programmazione, serrata ma anche meticolosa e metodica, la giusta idea e un modello canvas al passo coi tempi, la musica cambia. In questo frangente, infatti, le probabilità di arrivare a una validazione prima e all’approdo sul mercato poi (magari iniziando da subito a scalare) aumenta sensibilmente. Avere le basi giuste e la corretta strategia per fa crescere il tuo progetto è fondamentale, e per questo è stato ideato The Startup Canvas, un model canvas innovativo.

 

Modello canvas, le origini

Il modello canvas (BMC) è stato ideato nel 2004 da Osterwalder e sviluppato nel 2010 dal lui medesimo e altre persone di tutto il mondo (470 esperti) che hanno partecipato allo sviluppo dello strumento. L’obiettivo di questo strumento grafico composto da 9 sezioni è di fornire con immediatezza un’idea d’insieme del business che si vuole sviluppare e delle interconnessioni che si ipotizzano di creare al suo interno.

Si tratta di uno strumento dinamico, adatto anche allo sviluppo di una discussione. Ad esempio, i founder possono sedersi intorno al tavolo e compilarlo in più sessioni, apportando idee e affinando il modello canvas di volta in volta. In pratica, è un punto di partenza che rende le startup al passo coi tempi evitando al tempo stesso errori di pianificazione basilari. E’ il punto di partenza ideale per chi vuol fare le cose sul serio e non affidarsi al caso.

Questo mix fra strumento di programmazione, ideazione e analisi ha permesso al model canvas d’imporsi a livello di progettazione d’impresa. Al tempo stesso però, col passare degli anni, sono emerse delle inevitabili lacune. Il contesto e il mercato cambiano, così come la tecnologia e tutto ciò che ci circonda. A tal fine è stato creato The Startup Canvas. Un model canvas al passo coi tempi, e pensato in ottica futura.

 

The Startup Canvas, cos’è di preciso?

The Startup Canvas è un modello canvas moderno, nato da oltre 25 anni di esperienza nel campo delle Startup da parte di Massimo Ciaglia. A differenza del canvas business model originario è composto da 12 sezioni, integrando aree prima non menzionate nel modello canvas che sono di fondamentale importanza per chi fa startup.

Se intendi rendere la tua attività attuale e competitiva, analizza le sezioni/blocchi di The Startup Canvas area per area, e applicali al tuo business adottando un mindset dinamico e proattivo.

Le tre macroaree di The Startup Canvas Sono:

  • idea di business
  • strategia
  • execution

Ai 9 blocchi standard originali del modello canvas quali:

  • value proposition
  • target customer segment
  • distribution channel
  • customer relationships
  • partners chiave
  • attività chiave
  • risorse chiave
  • cost structure
  • revenue stream

Si aggiungono 3 strategie:

Fund Raising, l’Intellectual Property e la Traction.

Questi tre blocchi sono strategici per lo sviluppo della tua startup e per rendere sostenibile il tuo business finanziariamente.

Grazie a questo approccio è possibile prevedere come attrarre investitori, “agganciandoli” al tuo progetto col fundraising. È possibile inoltre pianificare come sostenere e lanciare fattivamente sul mercato la tua impresa puntando sulla traction e difendere la proprietà intellettuale (la proprietà intellettuale è molto importante e strategica nello specifico caso delle startup).

The Startup Canvas è stato validato su varie startup ed è il primo strumento strategico sviluppato in ottica Lean. Nel corso degli anni, questo innovativo metodo ha riportato molti successi sul campo.

Questo tipo di modello canvas è un sensibile aiuto per la pianificazione del tuo modello di business. Grazie al suo approccio Lean, lo strumento è infatti tarato specificamente sulle esigenze di founder e ideatori di startup.

Se sei curioso di scoprire di più sul metodo The Startup Canvas, per partire subito nel modo giusto con il tuo progetto startup?

Scarica il modello e mettiti in contatto con noi.

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value proposition canvas

Value Proposition Canvas: cos’è e perché è importante

Il Value Proposition Canvas è uno dei principali strumenti per capire come i clienti prendono le decisioni e, di conseguenza, per definire un’offerta che li soddisfi davvero.

La Value Proposition (proposta di valore), infatti, rappresenta il vantaggio competitivo dell’azienda, il perché il cliente dovrebbe scegliere uno specifico prodotto/servizio rispetto a quello dei competitor, le reali motivazioni che possono dirigerlo verso quella specifica offerta. 

Possiamo considerare il Value Proposition Canvas come un’integrazione del Business Model Canvas, uno “zoom” sui quadranti della Value Proposition e del Customer Segment.

Perché il Value Proposition Canvas è così importante

Uno degli errori più comuni degli startupper è quello di una definizione dell’offerta basata sulle proprie idee e percezioni di “cosa vuole il cliente”, anziché su un’effettiva ricerca empirica sui suoi bisogni. Si tratta in pratica di un bias cognitivo che compromette la corretta formulazione dell’offerta.

Il Value Proposition Canvas, con la sua visualizzazione grafica dei doveri e delle necessità dei clienti, permette di scendere più nel dettaglio delle caratteristiche che il prodotto/servizio deve avere per “incontrare” davvero quei bisogni.

I 3 passaggi del Value Proposition Canvas

Questo modello grafico tratto dal bestseller sull’innovazione Value Proposition Design (A. Osterwalder, Y. Pigneur, G. Bernarda, A. Smith,2014), viene applicato nelle principali organizzazioni e startup di tutto il mondo.

Grazie al visual thinking, ovvero al ragionamento stimolato dall’elaborazione visiva, il brainstorming viene guidato verso una corretta progettazione del prodotto/servizio in modo che vada a soddisfare un reale bisogno del cliente.

Il processo di analisi offerta/bisogni del Value Proposition Canvas è suddiviso in 3 momenti:

  1. Definizione dei profili dei clienti: si parte dal cliente e nello specifico dall’individuazione dei suoi compiti, dalle sofferenze che deve affrontare quando cerca di portare a termine quei compiti e dai vantaggi che percepisce nel momento in cui li porta a termine.
  2. Definizione della propria proposta di valore: il secondo step logico del Value Proposition Canvas consiste nel definire i componenti più importanti della propria offerta e come questa allevi le sofferenze e crei vantaggi per i clienti.
  3. Adattamento del prodotto al mercato: nell’ultimo passaggio si va a trovare il punto d’incontro, il cosiddetto Fit, tra la propria proposta di valore e le necessità del cliente e si definisce in che modo adattare il proprio prodotto a quelle necessità.

Come progettare una corretta proposta di valore 

Il punto 2 di questi 3 passaggi del Value Proposition Canvas, la descrizione della propria proposta di valore, potrebbe far nascere qualche dubbio: come evitare l’errore di dare per scontati i bisogni del cliente?

Per poter definire correttamente la Value Proposition aziendale è importante attivare il Problem Solution Fit, cioè partire da una validazione del mercato attraverso sondaggi, focus group, etc., per poi progettare un’offerta che risponda alle reali necessità del cliente. Possibilmente meglio di come fanno i competitors.

Tra le domande a cui dare risposta per definire la propria proposta di valore, alcune delle più importanti sono:

  • quale problema risolvi?
  • che innovazione porti?
  • in quali aspetti ti differenzi dai tuoi competitors?

A queste possiamo poi aggiungere delle domande sugli aspetti meno tangibili dell’offerta, quelli più legati a fattori emozionali. Quindi ad esempio:

  • quali sono i tuoi valori?
  • quali sono i valori dei tuoi clienti?
  • qual è il punto di incontro tra questi gruppi di valori?

Definita la Value Proposition è il momento di passare alla compilazione del Value Proposition Canvas, magari riempiendolo di post-it!

Value Proposition Canvas: come compilarlo

Si compone di due blocchi, quello dedicato al cliente e quello dedicato all’offerta, a loro volta suddivisi in tre sezioni. 

value proposition canvas strategyzer

Fonte: Strategyzer

Per iniziare la compilazione è opportuno partire dal blocco dedicato al cliente, graficamente un cerchio, che troviamo sulla destra del Value Proposition Canvas.

All’interno del cerchio troveremo le seguenti sezioni:

  • Vantaggi: qui andranno inseriti i vantaggi che il cliente si aspetta, desidera o da cui sarebbe sorpreso. Questi possono spaziare dall’utilità funzionale ai guadagni sociali, dalle emozioni positive ai risparmi sui costi.
  • Doveri: descrive ciò che il nostro cliente sta cercando di ottenere. Che si tratti di attività da svolgere o di problemi da risolvere.
  • Sofferenze: all’interno di questa sezione andranno elencate le emozioni negative, le situazioni indesiderate e i rischi che il cliente (potrebbe) sperimentare prima, durante o dopo aver portato a termine il lavoro.

Nel blocco posto a sinistra, graficamente un quadrato, troviamo invece tutte le caratteristiche dell’offerta e al suo interno troveremo:

  • Prodotti e servizi: si parte dall’individuazione dei prodotti/servizi che aiutano i clienti a svolgere un lavoro funzionale, sociale o emotivo, o a soddisfare desideri o bisogni. 
  • Generatori di vantaggi: qui va raccontato in che modo i tuoi propri prodotti/servizi creano i vantaggi che il cliente si aspetta, desidera o che valuterebbe positivamente.
  • Riduttori di sofferenze: in questa sezione andrà descritto come i propri prodotti/servizi alleviano o riducono le emozioni negative, le situazioni indesiderate e i costi o i rischi in cui il cliente potrebbe imbattersi durante lo svolgimento del lavoro.

Una volta completata la compilazione del Value Proposition Canvas sarà molto più semplice adattare le caratteristiche dell’offerta al target di riferimento e alle sue reali esigenze.

Come già saprai se ci segui da un po’, per ogni azienda è fondamentale testare il mercato e visualizzare graficamente i passaggi logici della dinamica domanda/offerta. Per una startup lo è ancora di più.

Se sei uno startupper e hai compreso il valore del Value Proposition Canvas, scarica gratuitamente anche The Startup Canvas, il Business Model Canvas specificatamente pensato per le startup.

come analizzare la concorrenza

Come analizzare la concorrenza per accelerare la crescita e attirare investitori

Capire come analizzare la concorrenza è uno dei passi fondamentali per avviare al successo la tua startup. Infatti, l’assenza di un’accurata pianificazione può portare a uno spreco di risorse e tempo, “navigando al buio” nel mercato.

Per questo, capire a quale settore del mercato si rivolge il tuo prodotto e quali saranno i tuoi competitor, è fondamentale per orientarsi e stabilire uno standard di riferimento (benchmark) da raggiungere.

“Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia “diceva Sun Tzu.

Smorzando i toni e trasferendo il concetto al marketing: conoscere la concorrenza e avere un’idea precisa di come sviluppare e far crescere il tuo business, è una delle condizioni base per puntare verso il successo!

 

Analisi della concorrenza in cosa consiste

È arrivato il momento di capire come analizzare la concorrenza. Il monitoraggio della concorrenza consiste nell’osservare e annotare scelte e strategie delle imprese dei competitor. Queste informazioni sono fondamentali per affinare la tua strategia ed eventualmente adottare best practices analoghe a quelle dei tuoi concorrenti. Il tutto in modo da puntare ovviamente a diversificarsi e ottenere una posizione sul mercato che possa concorrere con la loro.

L’analisi della concorrenza porta in modo naturale anche a farti capire più chiaramente a quale settore di mercato “parla” la tua startup, con tutte le considerazioni strategiche che ne conseguono. Questo studio approfondito sul tuo settore e i vari competitor porta a influenzare decisioni pratiche di marketing, comunicazione e produttive.

Qualunque startup che operi senza tenere conto dell’esistenza di un mercato e di rivali più o meno attivi e competitivi corre il serio rischio di non avere traction e non veder realizzato il suo percorso di crescita.

Fare analisi della concorrenza significa svolgere nel dettaglio una serie di pratiche sviluppate da esperti del settore che permettono di conoscere i punti di forza e di debolezza dei competitors. Il tutto, monitorando costantemente l’evoluzione della situazione e prevedendo anche l’andamento di eventuali competitors futuri.

Ecco, nel prossimo paragrafo, come analizzare la concorrenza e avere una visione d’insieme molto più ampia per operare nel mercato in modo efficace e consapevole.

 

Come analizzare la concorrenza

La mappatura dei competitor è il primo step che ci fa capire l’importanza di sapere come analizzare la concorrenza. Conoscere chi sono i competitor, quali sono i loro prodotti e quali servizi offrono può portare a grossi vantaggi “in battaglia”. Il monitoraggio deve includere inoltre anche le aziende che non sono palesemente dirette concorrenti ma che possono rivolgersi allo stesso target. Tutte le aziende che possano soddisfare le esigenze dei potenziali clienti della tua startup vanno quindi analizzate e osservate.

Finita la mappatura, anche tramite analisi dei big data, occorre poi, dettagliare i seguenti aspetti per ogni competitor:

  • quota di mercato e incassi
  • punti di forza e debolezza
  • composizione del loro team
  • strategie di comunicazione e marketing adottate
  • feedback dei loro clienti

 

Analizzare i trend di mercato

Una parte importante del come analizzare la concorrenza riguarda lo studio del mercato e delle sue tendenze.  Le ricerche di mercato individuano eventuali opportunità di crescita e conoscere i trend, sapendoli anche anticipare, è fondamentale per avere traction. Un vero percorso basato su crescita e successo deve tener conto anche del “timing” nelle varie fasi. Potremmo dire, detto male, Il tempo è sempre denaro!

Ma come estrarre i dati necessari nel caso dei market trends?

Ecco dove raccogliere informazioni:

  • interviste alla clientela
  • sondaggi e questionari online
  • focus group

I dati raccolti devono essere incrociati successivamente con i dati demografici per avere il giusto quadro della situazione.

Dopo aver raccolto tutte le informazioni sui competitor e sul mercato, è il momento di elaborare dei report riepilogativi che tengano insieme sia i dati che alcuni appunti su ogni competitor e le loro realtà. Allegare immagini ed integrare i report con informazioni utili permette di orientarsi al meglio prima di prendere decisioni importanti.

 

Come prendere decisioni strategiche per la tua startup

In base a quanto raccolto, si passa all’azione. Qualsiasi percorso di crescita, infatti, prevede l’ideazione e lo sviluppo di un piano strategico. L’attuazione del piano di crescita deve avvenire in tempi rapidi in seguito alle fasi di analisi.

Così facendo, la tua startup assumerà delle caratteristiche specifiche, tarate sui buyers persona individuati e il tuo progetto sarà più attraente per gli investitori.

Però ciò non basta, la costanza è tutto, e una mancata crescita costante può portare al fallimento dei progetti di business. Conoscere approfonditamente il mercato, e le tecniche ideali per monitorare la concorrenza sia in fase di avvio che di sviluppo di una startup è fondamentale. Per fare questo quindi, non ci si può affidare al caso. È da queste esigenze che nasce il servizio di Grownnectia Pay4Growth. Il programma, gestito da mentors che hanno già avuto successo con lancio ed exit di varie aziende, permette di fare un focus su come:

  • Abbassare i costi necessari per acquisire nuovi clienti
  • Aumentare il tasso di conversione delle tue campagne di acquisizione
  • Aumentare il profitto della tua azienda con piani di crescita settimanali

Tutto questo permette di dare la giusta spinta alla tua startup minimizzando al minimo il margine di errore.

Sfrutta al meglio l’analisi della concorrenza, e dirigi la tua attività verso il successo. Vuoi saperne di più? Clicca qua sotto per candidarti al percorso di Pay4Growth

Canvas business model

Canvas business Model: come compilarlo per essere competitivi

Il Canvas Business Model, presentato per la prima volta da Alexander Ostelwalder negli anni 2000, è uno strumento strategico di business design che utilizza il linguaggio visuale per creare e sviluppare modelli di business di alto livello.

Il Business Model Canvas è un documento interno che spiega visivamente il modo in cui un’azienda crea, distribuisce e cattura valore. In questo framework sono rappresentati sotto forma di blocchi i 9 elementi costitutivi di un’azienda.

Il Canvas Business Model non è, quindi, una delle semplici “scartoffie” di partenza necessarie per far partire la tua Startup. Infatti, la corretta compilazione di questo modello può portare a far funzionare meglio la tua impresa e a farla diventare competitiva velocemente.

È importante sottolineare che questo strumento non sostituisce in alcun modo il Business Plan o l’Analisi Strategica. Il Business Plan si concentra sulla parte economica concernente ricavi, costi e flussi di cassa mentre il Business Model Canvas non si occupa di questa parte. La compilazione e aggiornamento di questo documento è, quindi, un’attività complementare utile a delineare dove vuole andare la tua azienda.

In pratica, il Canvas Business Model è uno strumento supplementare molto efficace per comprendere la direzione da prendere con la tua startup, una sorta di “guida”. Grazie al suo layout visuale aiuta inoltre ad analizzare molti aspetti della tua impresa in modo chiaro e pratico.

Canvas Business Model, cos’è e come farlo

Com’è fatto un Canvas Business Model? Questo modello è composto da un unico foglio diviso schematicamente in blocchi, come se fosse la tela di un pittore (di qui il nome “canvas”). All’interno sono posizionati i 9 elementi necessari al funzionamento di un’impresa o startup innovativa.

La schematizzazione dei processi aziendali e delle loro interazioni permette di avere, in modo immediato, una visione dei rischi, dei punti di forza, delle possibilità d’innovazione. Per questo il Canvas Business Model è uno strumento molto indicato e utilizzato per velocizzare i processi di comunicazione, ideazione e problem solving.

Come compilare un Business Model Canvas

Vediamo adesso in dettaglio quali sono le singole componenti di questo strumento.

All’interno del Canvas Business Model ci sono 9 blocchi suddivisi in 3 gruppi che rispecchiano altrettante aree della tua attività.

Si parte dal primo gruppo di 3 blocchi dedicati alla creazione del valore:

  • Risorse chiave
  • Attività chiave
  • Partners chiave

Questa conoscenza di sé è fondamentale per capire quale tipo d’intervento, nell’assetto interno di un’impresa è necessario per un cambiamento. A maggior ragione per le startup, questi blocchi chiariscono maggiormente l’identità che si vuol dare all’azienda in fase di creazione del valore.

Si procede poi con un gruppo di 4 blocchi dedicati al “front-end” dell’azienda:

  • Proposta di valore, che fa riferimento al valore percepito dal cliente
  • Segmenti di clientela
  • Canali di vendita
  • Relazioni con i clienti, essenziali per la vendita del prodotto

È importante sottolineare il peso di questi 4 blocchi rispetto al resto del canvas, in quanto ci dicono molto sul tipo d’impegno e di pianificazione da adottare nel rapporto col cliente.

Il Canvas si chiude infine con due blocchi ulteriori che rappresentano la sostenibilità economica del business model:

  • Struttura dei costi
  • Flussi di ricavi

Questa parte, più strettamente economica, è molto importante. La struttura dei costi è il blocco che analizza i costi più importanti del nostro business model (anche a seguito di un lancio di un prodotto nuovo e innovativo). I flussi di ricavi sono un blocco che rappresenta invece la parte legata al valore del prodotto.

Per fare un esempio, questo blocco può essere compilato rispondendo a domande come:

  • Per quale valore i nostri clienti intendono pagare?
  • Per cosa pagano?

Compilare un Canvas Business Model è dunque un’attività imprescindibile per pianificare al meglio un’attività, ma stiamo parlando di uno strumento infallibile?

La risposta che si può dare è che stiamo parlando di uno strumento fondamentale per fare impresa in tutte le fasi, ma che necessita di essere compilato con dedizione e attenzione. L’accuratezza e l’aggiornamento continuo di questo modello aiutano a essere più competitivi e ad affrontare meglio ogni fase di sviluppo della tua azienda (che sia in startup, in un processo di rinnovamento o che affronti il lancio di un nuovo prodotto).

Il Business Model Canvas contribuisce molto a costruire una visione globale di come l’azienda dovrà disporsi sotto molti aspetti, ma ogni caso specifico ha bisogno di un modello di business unico. Per questo, esistono strumenti aggiuntivi per affinare ancora di più la pianificazione delle attività.

The Startup Canvas, un modello innovativo

Vista l’importanza del Canvas Business Model nell’analisi, organizzazione e lancio delle attività, via via nel tempo sono andati affinandosi strumenti più specifici.

The Startup Canvas, ad esempio, è un framework innovativo nato da oltre 25 anni di esperienza nel campo delle Startup. Questa “variante” del canonico Canvas Business Model nasce dall’idea di adattare i modelli precedenti in base alle reali necessità degli startupper, per renderli più efficaci e competitivi nello sviluppo della loro attività.

The Startup Canvas

Fare impresa necessita, e necessiterà sempre, di un approccio mentale orientato al cliente e flessibile, interpretando il momento storico che si sta vivendo.

Da questa necessità nasce The Startup Canvas, un modello circolare, dinamico basato su crescita e miglioramento continui.

The Startup Canvas è costituito da 12 blocchi che costituiscono tre macro aree: l’idea di business, la strategia, l’execution.

La differenza principale rispetto ai modelli standard di Business Model Canvas è quella d’includere alcuni blocchi fondamentali per fare Startup oggi giorno, permettendoti di essere più efficace e competitivo nel tuo lavoro imprenditoriale.

All’interno di questo modello sono incluse, infatti, strategie come il Fund Raising, l’Intellectual Property, la Traction.

Se sei curioso di scoprire di più sul metodo The Startup Canvas, non esitare a contattarci per conoscere il modello di business più adatto alla tua startup!

dropshipping cos'è

Il dropshipping: cos’è. Come vendere online senza magazzino

Anche tu ti occupi di vendita online e hai sentito parlare del dropshipping? Cos’è questo nuovo metodo che sta prendendo piede ultimamente?

Si tratta di un trend che riguarda il mondo del commercio online e che ha già avuto molto successo oltreoceano negli ultimi anni. Sembra davvero efficace e attrae l’attenzione di molti potenziali imprenditori.

innovare per crescere

Come innovare per crescere: l’esempio di 3 colossi come Amazon, Tesla e Spotify

L’innovazione è, forse, la leva più forte per ogni azienda che desidera rimanere sul mercato e crescere ancora.

Nonostante il difficile periodo che tutto il settore dell’imprenditoria ha dovuto affrontare, alcune aziende hanno continuato ad innovare facendo la differenza tra la semplice sopravvivenza e il successo, come hanno fatto alcune startup italiane all’inizio della pandemia.

Alcune storie, più di altre, sono in grado di dimostrare come una corretta impostazione della crescita aziendale possa davvero consentire di raggiungere ottimi risultati.

Ecco l’esempio di 3 aziende, Amazon, Tesla e Spotify, che sono state capaci di mettere in atto l’innovazione, tanto da diventare dei colossi a livello mondiale e trainare i propri settori di riferimento.

Amazon: innovazione sì, ma senza trascurare il cliente

Jeff Bezos è partito letteralmente dal nulla fino a dare vita ad un vero e proprio impero.

La sua azienda, nata ormai nel lontano 1994 con il nome di cadabra.com, ha registrato una crescita inizialmente molto lenta, fino a quando il suo founder non ha dato una vera e propria svolta al modo di pensare il proprio business.

Come la maggior parte delle aziende fanno, inizialmente Bezos guardava la sua azienda dall’interno cercando di offrire qualcosa di nuovo ai propri clienti con le conoscenze e risorse che già possedeva.

Non sempre, però, questo è sufficiente, così ha deciso di cambiare prospettiva iniziando ad osservare il comportamento dei clienti e chiedendosi come soddisfarli. Quindi, ha cercato persone in grado di supportarlo con competenze che non possedeva, uscendo fuori dal proprio ambito, per sviluppare soluzioni innovative, come il Kindle.

Le novità in Amazon sono state, da quel momento in poi, all’ordine del giorno. Nuovi servizi, nuovi prodotti, nuovi modelli di sviluppo la fanno da padrone in un’azienda in continua evoluzione e che punta al futuro, ma con un occhio sempre rivolto al cliente, di cui moltissime aziende invidiano l’assistenza che è in grado di offrire.

Tesla: rompere gli schemi per costruire un nuovo futuro

Tesla, rinomata azienda produttrice di auto elettriche, è stata definita una delle più innovative del mondo e il suo founder, Elon Musk, è il considerato un vero e proprio visionario.

Negli ultimi anni, la sua fama è cresciuta incredibilmente perché Tesla ha messo a fuoco le sue priorità e le ha portate avanti con impegno e decisione:

  • Ottimizzare le risorse: le opportunità di crescita migliori provengono dall’interno. Le proprie risorse sono la cosa più preziosa che ogni azienda possiede. Una riorganizzazione e valorizzazione di queste può portare, spesso, a risultati inaspettati.
  • Sfidare i limiti e le convenzioni: aziende come Tesla non si fanno fermare dai propri limiti, ma alzano sempre più l’asticella, tracciando la via dell’innovazione con soluzioni fantascientifiche.
  • Comprendere i bisogni del mercato: saper indagare il mercato, intercettare le richieste dei consumatori e proporre qualcosa di ancor meglio di ciò che si poteva immaginare è senza dubbio una strategia vincente, in tutti i settori.
  • Cavalcare le mode e dettare tendenze: con il proprio brand, non soltanto Tesla ha saputo sfruttare pienamente i trend del momento ma ne ha dettati di nuovi, creando un vero e proprio status symbol intorno ai propri prodotti.

Tesla ha saputo davvero rompere gli schemi diventando il marchio del futuro, e ci è riuscita innovando, guardando oltre, trovando o sviluppando da zero una soluzione ai problemi incontrati.

Spotify: una rivoluzione nel settore della musica

Possiamo dire che Spotify ha davvero rivoluzionato il mercato della musica. Lo ha fatto intercettando un bisogno di mercato che non veniva soddisfatto da nessuno, riuscendo a sviluppare una piattaforma che dà agli utenti il totale controllo della loro esperienza.

Daniel Ek, il suo fondatore, ha compreso come la personalizzazione potesse diventare la chiave di volta di questo business, basato sull’intelligenza artificiale, in grado di suggerire agli utenti ciò che molto probabilmente apprezzeranno di più.

Il successo di questo modello di business è dimostrato non soltanto dai suoi affezionati clienti, ma anche dagli investitori. Infatti, Spotify ha raccolto più di 1 miliardo e mezzo di dollari in 8 round d’investimento.

Vuoi prendere spunto dai migliori per dare vita al tuo business di successo? Rimani aggiornato sul settore imprenditoria e startup

muoversi nel settore fashion

Muoversi nel settore fashion: tutto quello che c’è da sapere

Il settore fashion è tra quelli più affascinanti, poliedrici ed appetibili per eccellenza.

Che tu sia uomo o donna, è bene che si conosca tutto ciò che il settore moda regala ma allo stesso tempo nasconde.

Muoversi all’interno di questo mondo fatto di tanta bellezza pretende però delle conoscenze di base imprescindibili.

Tutti i capi di alta moda che vediamo indossati dalle modelle, passano direttamente dalle passerelle alla produzione in modo rapido ed economico.

Questo processo prende il nome di fast fashion, che identifica appunto la moda di consumo veloce, immediata ed economica, ripresa soprattutto dalle grandi catene internazionali.

Parliamo ad esempio di Benetton, H&M, Zara, Mango, Bershka, Primark etc…

Come preparare un business plan

Come preparare un Business Plan al rilancio post Coronavirus

Come preparare un business plan ad hoc post Covid-19? Qui ti diamo le risposte che stavi cercando!

Sia che tu abbia un’azienda o sia un lavoratore autonomo, starai sicuramente pensando alla riapertura post Coronavirus.

Anche se non tutti i settori sono stati duramente colpiti dall’emergenza Covid, la maggioranza degli imprenditori teme per il proprio business e ha paura di non riuscire più a riaprire i battenti.

D’altro canto però, il solo fatto di essere un imprenditore e aver tirato su un’azienda o un’attività dal nulla, dovrebbe farti riflettere molto.