Affiliate Expo

Massimo Ciaglia all’Affiliate Expo: perché utilizzare l’affiliate nelle startup

I protagonisti dell’affiliate marketing si sono incontrati all’Affiliate Expo. Tra i protagonisti anche Massimo Ciaglia con il suo innovativo canvas, The Startup Canvas.

Dal 5 al 7 ottobre si è tenuto il primo evento in Italia dedicato all’affiliate marketing. L’evento, Affiliate Expo, era dedicato al guadagno online. Questo incredibile momento rappresenta l’occasione di incontro tra gli affiliati ed i più grandi player Italiani e Internazionali. Un modo per creare importanti opportunità, confrontarsi e fare networking anche in Italia.

All’evento Affiliate Expo ha partecipato anche Massimo Ciaglia, startup coach, imprenditoriale seriale ed innovator. È stato invitato all’Affiliate Expo per il piacere di sottolineare anche un aspetto molto importante dell’affiliate marketing, ovvero il suo utilizzo nel mondo startup.

Massimo Ciaglia, infatti, ha dimostrato come in numerose startup l’affiliate marketing può essere utilizzato. Ma vediamo insieme il suo intervento all’Affiliate Expo.

 

Affiliate Expo: l’intervento di Massimo Ciaglia

L’intervento di Massimo all’Affiliate Expo aveva come titolo: “L’affiliate marketing come strumento competitivo nelle startup. The Startup Canvas: uno strumento utile per modellare le giuste strategie marketing”. Come lui stesso ha introdotto l’argomento: “l’affiliate marketing è spesso un canale marketing poco sviluppato nelle startup, ma può dare in molti casi nella strategia marketing un importante valore aggiunto anche per le startup”.

Da qui poi la sua disamina su come impostarlo al meglio all’interno di una corretta strategia marketing.

 

Che cos’è una startup?

Prima di tutto, il discorso, durante l’Affiliate Expo,  è iniziato con una chiara definizione su cos’è una startup.

Tanti sono stati gli imprenditori, gli startup coach e mentor che hanno provato a dare una loro definizione di startup. Tre, sicuramente, le più accreditate:

Eric Ries la definisce: “Un’istituzione umana studiata per creare un nuovo prodotto o servizio in condizioni di estrema incertezza”, quindi possiamo asserire che fare startup significa sperimentare.

Paul Graham la indica come una società concepita per crescere velocemente, quindi con l’idea che startup è sinonimo di crescita.

Infine, Steve Blank parla di un’organizzazione temporanea, che ha lo scopo di cercare un business model scalabile e ripetibile, con l’idea di rapportare la startup al concetto di scalabilità.

 

Il funnel A.A.R.R.R. o funnel dei pirati

Successivamente Massimo durante l’Affiliate Expo ha parlato del funnel AARRR, composto da 5 fasi: Acquisition, Attivation, Retention, Referral e Revenue.

Perché? Perché per strutturare una strategia di marketing è fondamentale. Le startup hanno in fase di pre seed il principale focus sull’aquisition e sull’activation.

Andiamo a focalizzarci sui singoli aspetti:

Acquisition: rappresenta il momento in cui il cliente entra in contatto, per la prima volta, col prodotto o servizio. Per le startup è molto importante questa fase, perché accresce la brand awareness.

Activation: è il momento in cui l’utente entra in contatto col prodotto/servizio. Va precisato che non tutti coloro che “acquistano o scaricano” il prodotto poi decidono di attivarlo. Infatti. Il tasso di attivazione che si registra è inferiore al 25%. Perché in genere succede? Spesso per errori banali, come una user experience non particolarmente orientata all’utente o per la mancanza di una pagina FAQ del prodotto.

Retention: è la capacità di attuare una serie di strategie, affinché il cliente possa ritornare sul prodotto o servizio. Sono i cosiddetti sistemi di customer loyalty marketing. Nel momento in cui il cliente viene fidelizzato viene creato un legame forte di fiducia e la propria azienda verrà preferita rispetto ai suoi competitors.

Referral: il prodotto o il servizio soddisfa talmente le aspettative del cliente che è il cliente stesso a consigliarla. La tipica strategia in questo caso è il ‘porta un amico’, che permette di aumentare la base attiva in modo esponenziale, invitando gli amici a registrarsi in piattaforma, ed ottenendo per entrambi un vantaggio.

Revenue: rappresenta la monetizzazione, ed è l’asse tramite il quale si crea sostenibilità per l’impresa.

A nostra disposizione abbiamo 21 canali del marketing che sono ben descritti nel libro di Massimo “The Startup Canvas. Il metodo per trasformare una idea in un successo sicuro”:

– SEO;
– SEM;
– Content Marketing;
– Social Media;
– Guest Posting;
– Pay per click;
– Affiliate Marketing;
– DEM;
– Viral Marketing;
– Public Relations;
– Community development;
– Influencer Marketing;
– Business Development;
– Direct sales;
– Fiere;
– Eventi offline;
– Public speaking;
– Offline ADV;
– Radio Marketing;
– TV Marketing;
– Telemarketing.

Ovviamente avere tutti questi canali a disposizione non significa che vanno usati tutti. Anzi è buona norma concentrarsi su alcuni di essi, perché non tutti saranno adatti alla nostra idea di business.

 

La startup è un merchant o un publisher?

Massimo Ciaglia all’Affiliate Expo ha continuato col suo intervento dicendo che la startup nell’affiliate marketing può essere sia un publisher che un merchant, ed in entrambi i caso può portare a produrre ottimi risultati.

Ha sintetizzato affermando che la startup come publisher deve:

– Sfruttare le metriche di crescita nelle startup;
– Operare secondo: For lead, revenue share, PPC;
– Utilizzare un affiliate network;
– Usare optin page, landing page o advertorial;
– SEO e ADV (Google AdWords, Facebook)

Quando la startup viene inquadrata come un merchant invece riscontriamo che:

– Le startup non hanno budget per ADV;
– L’affiliate marketing è utile come sistema di lead generation low cost;
– Va utilizzato nelle modalità: For lead, revenue share
– Bisogna affidarsi ad un affiliate network.

 

Ma come si strutturano le strategie in una startup?

Infine nell’ultima parte dell’intervento all’Affiliate Expo, Massimo Ciaglia ha discusso di questo importante argomento.

Il problema principale di strutturare una startup con un modello sostenibile è che spesso si parte proprio con un canvas o con un modello operativo sbagliato.

Per questo Massimo ha creato un nuovo framework dedicato appositamente per le startup, The Startup Canvas, che va ad integrare gli attuali Business Model Canvas e Lean Canvas, apportando gli elementi chiave che mancavano e che sono invece fondamentali per la costruzione di una startup di successo.

The Startup Canvas, presentato così anche all’Affiliate Expo, è composto da 12 building blocks e costruito appunto per le startup secondo l’approccio Lean. Opera in tre steps:

– L’idea di business;
– La Strategia;
– L’execution.

Si tratta di un modello registrato ed è già in uso da due anni! Conta svariati casi di successo tra cui, ma sono solo alcuni, Ablio, Gallerist e Soft Potential.

Se vuoi anche tu imparare ad utilizzare il primo ed unico canvas per startup

The Startup Canvas spiegato da Massimo Ciaglia

The Startup Canvas: il roadshow si espande all’estero

Russia, Israele, Ungheria, Stati Uniti e ovviamente Italia, sono solo alcuni dei paesi toccati dal roadshow in cui stanno avendo luogo i workshop dedicati a The Startup Canvas. Stiamo visitando ogni giorno nuovi incubatori ed acceleratori, e tutti destano massimo interesse per l’innovativo ed unico framework ideato per le startup: The Startup Canvas.

 

Il canvas ideato da Massimo Ciaglia dalla sua pubblicazione ufficiale, avvenuta ad Aprile in Campidoglio a Roma, ha subito riscontrato un incredibile successo non solo nazionale, ma addirittura mondiale. Prestigiose università ed eventi worldwide hanno richiesto la sua presenza o del suo staff per presentare l’innovativo framework, The Startup Canvas.

The Startup Canvas ha riscontrato questa risonanza, perché è il primo canvas a livello mondiale ideato per le startup. È l’unico strumento che ti aiuta a costruire la tua business idea, evitando di commettere gli errori più comuni e porta con se l’esperienza di oltre 60 casi di successo in cui è stato utilizzato negli ultimi 3 anni.

Passione ed esperienza hanno portato la creazione di The Startup Canvas che ti supporterà e ti guiderà verso la strutturazione del tuo modello di business vincente.

La sua unique value proposition è presto detta, visto che nasce unicamente per le startup, dove vengono presi in considerazione aspetti che prima non venivano minimante considerati, ma di fatto fondamentali per la costituzione di una startup scalabile e sostenibile che possa crescere velocemente.

Le aree di analisi di cui stiamo parlando sono il fundraising, l’intellectual property, la traction, le ipotesi fiduciarie e tanto altro. La mancanza di una valutazione di questi fattori sin dalle prime fasi, può portare a evidenti rallentamenti nella crescita e anche al fallimento dell’impresa stessa. Probabilmente l’alta percentuale di fallimenti delle startup viene determinata anche da riflessioni, considerazioni e da una partenza sbagliata con un’errata struttura e mancanza di strategie corrette, come quelle spesso mancanti legate al fundraising. Come si può pensare di arredare una casa, se le sue fondamenta non poggiano su una base solida?

Ecco, perché nasce The Startup Canvas.

L’innovazione, la lungimiranza e la vision di Massimo è stata percepita subito all’estero, infatti è stata richiesta in questi due mesi la sua presenza per dei workshop a Londra, San Pietroburgo, Tel Aviv, Los Angeles, Heroes meet in Maratea, Startup weekend Roma e in molti acceleratori ed incubatori.

 

The Startup Canvas in Russia

 

Massimo Ciaglia è stato in Russia per un festival basato sull’innovazione della durara di tre giorni. Ha presentato The Startup Canvas martedì 22 maggio, ottenendo un notevole riscontro. Infatti, dopo il suo intervento è stato intervistato da un importante emittente locale.

Inoltre, alcune startup locali hanno richiesto la sua mentorship, affinché possa seguirle lungo il loro percorso di scale up e di crescita. Ricordiamo che una startup per essere tale deve essere innovativa e che è configurata secondo un business model scalabile e ripetibile.

Va precisato che la definizione non va confusa con la fase di “startup” di un’impresa, che indica la prima fase di vita di un’azienda, in cui l’imprenditore comincia a delineare i processi organizzativi e gli investimenti.

Ma al di là di questa breve digressione, il workshop di Massimo Ciaglia ha portato alla richiesta di partecipazione per presentare The Startup Canvas in altre countries. In primis, Los Angeles e poi di nuovo in Italia presso Heroes meet in Maratea, alla sua terza edizione, tra gli eventi più importanti in Italia in ambito startup, che si terrà dal 20 al 22 settembre.

 

Startup Canvas in Israele

 

L’esperienza al workshop presso l’Università Ebraica di Gerusalemme del 24 giugno 2018, resa possibile grazie alla collaborazione bilaterale tra Italia ed Israele, ha apportato grandi benefici sia da un punto di vista professionale che personale agli esponenti del progetto.

Gerusalemme è un ecosistema di culture eterogenee che coabitano insieme in una città ricca di storia che emana un’energia molto particolare ed unica nel suo generThe Startup Canvas spiegato da Federica Ferrarie. In occasione del workshop organizzato al fine di presentare infrastrutture, risultati di ricerca ed opportunità che possano risultare di interesse al fine di incrementare la collaborazione tra i due paesi principalmente in termini di startup tecnologiche ed innovative, è stato presentato The Startup Canvas come framework utile ed utilizzato dalle startup in fase di definizione strategica come strumento valido al fine di creare e far crescere il proprio business.

Federica Ferrari, ambassador di The Startup Canvas, ha portato alto il valore del progetto presentando di fronte ad illustri esponenenti del mondo delle tecnologie, dell’innovazione e delle telecomunicazioni il nuovo Canvas, ideale per tutti coloro intendano creare una startup di successo.

Lo scopo dell’incontro, di fatti, era presentare per far conoscere The Startup Canvas, anche al mondo Israeliano questo nuovo strumento di pianificazione strategica ideato appositamente per le startup con l’intento di creare una sinergia con uno degli Stati più influenti nel mondo delle startup e dell’innovazione tecnologica.

Israele con la sua Tel Aviv (capitale non culturale ma economica del paese) e, negli ultimi tempi anche grazie a Gerusalemme, si sta facendo sempre più strada per essere riconosciuta come vero e proprio punto di riferimento per l’innovazione e la tecnologia. Questo paese, infatti, riconosciuto come “Nazione delle startup” conta quasi 8.000 startup con il 4% che riesce a diventare una vera e propria azienda, contro l’1% degli Stati Uniti, che di startup ed innovazione, di certo, se ne intendono.

L’obiettivo di creare un punto di incontro con questo universo all’avanguardia è stato reso possibile anche grazie all’intervento e agli sforzi di INCUBANDO, un nuovo incubatore tecnologico con sede all’Aquila, nato agli inizi del 2018 che sta portando avanti questa fruttuosa collaborazione bilaterale tra Italia e Israele.

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