le 4 p del marketing

Le 4 P del marketing: significato, evoluzione e strategie

Nel panorama del marketing moderno, comprendere i principi fondamentali che regolano la relazione tra aziende e consumatori è essenziale per costruire strategie efficaci.
Tra questi principi, uno dei modelli più longevi e influenti è quello delle 4 P del marketing, teorizzato negli anni ’60 da Jerome McCarthy e reso celebre da Philip Kotler, considerato il padre del marketing contemporaneo.

Nonostante siano passati più di cinquant’anni dalla sua formulazione, il modello delle 4 P — Prodotto, Prezzo, Punto vendita e Promozione — rimane un punto di riferimento universale per chiunque voglia lanciare o consolidare un’attività.
La sua forza sta nella semplicità: quattro leve che, se gestite in modo coerente, permettono di costruire un marketing mix equilibrato, capace di generare valore per il cliente e per l’impresa.

Ma il contesto è cambiato: i consumatori sono più consapevoli, i mercati più competitivi e i canali di comunicazione più frammentati.
Per questo motivo, le 4 P si sono evolute — prima nelle 7 P, poi nelle 4 C — diventando un modello dinamico, che riflette la trasformazione del marketing da transazionale a relazionale.

Le 4 P del marketing secondo Kotler e McCarthy

Il modello delle 4 P del marketing nasce con un obiettivo preciso: aiutare le imprese a costruire strategie coerenti, capaci di rispondere in modo completo ai bisogni del mercato.
Le quattro leve — Product, Price, Place, Promotion — costituiscono i pilastri del cosiddetto marketing mix, che, come indicato anche nell’articolo di Digital4biz L’evoluzione del Marketing Mix nell’era digitale , è l’insieme di azioni che un’azienda intraprende per creare e commercializzare il proprio prodotto o servizio.

Prodotto (Product)

Il prodotto è il cuore di ogni strategia. Comprende tutto ciò che l’azienda offre al mercato: caratteristiche, qualità, design, packaging, branding e posizionamento.
Parlare di “prodotto” non significa solo descriverne gli aspetti tecnici, ma capire come esso risolve un bisogno reale e quale valore rappresenta per il cliente.

Prezzo (Price)

Il prezzo è la leva economica del marketing mix e deve essere coerente con il valore percepito dal cliente.
Stabilire un prezzo non significa solo calcolare costi e margini, ma anche definire una strategia di posizionamento: sconti, offerte promozionali, prezzi premium o formule di abbonamento possono influenzare fortemente la percezione del brand.

Punto vendita o Distribuzione (Place)

La distribuzione riguarda tutti i canali attraverso cui il prodotto viene reso disponibile.
Dalla vendita diretta alla grande distribuzione, dagli e-commerce ai marketplace digitali, l’obiettivo è garantire che il prodotto sia disponibile nel momento e nel luogo giusto, semplificando l’esperienza d’acquisto per il cliente.

Promozione (Promotion)

La promozione comprende tutte le attività di comunicazione che servono a far conoscere e desiderare il prodotto: pubblicità, PR, promozioni, eventi, social media e content marketing.
Oggi più che mai, questa leva richiede un approccio integrato e personalizzato, capace di generare attenzione, fiducia e coinvolgimento lungo tutto il percorso del cliente.

Dalle 4 P alle 7 P: l’evoluzione del marketing mix

Con l’evoluzione dei mercati e l’espansione dei servizi, il modello delle 4 P si è rivelato troppo limitato per descrivere le nuove dinamiche del marketing.
Negli anni ’80, Philip Kotler e altri studiosi introdussero tre nuove variabili, trasformando il marketing mix in un modello più completo e adatto all’economia dei servizi: le 7 P del marketing.

Persone (People)

Ogni azienda è fatta di persone, e nel marketing dei servizi sono proprio loro a rappresentare il brand.
I dipendenti, soprattutto quelli a contatto con il pubblico, influenzano direttamente l’esperienza del cliente: empatia, professionalità e formazione diventano parte integrante della strategia di marketing.

Processi (Process)

Ogni prodotto o servizio è il risultato di un processo.
Rendere ogni fase — dall’acquisto alla consegna — chiara, fluida e trasparente significa aumentare la fiducia e la soddisfazione del cliente.
L’efficienza dei processi non è solo una questione operativa, ma un elemento di valore percepito.

Prove tangibili (Physical Evidence)

Nel marketing dei servizi, dove spesso non esiste un prodotto fisico, le prove tangibili aiutano a comunicare la qualità.
Possono essere recensioni, testimonianze, certificazioni o elementi visivi come il design degli spazi o il sito web: tutto ciò che permette al cliente di percepire il valore del brand in modo concreto.

Con l’aggiunta di queste tre nuove leve, il modello delle 7 P ha permesso alle aziende di affrontare mercati più complessi e di costruire un marketing sempre più centrato sull’esperienza dell’utente.

Dalle 4 P alle 4 C: il passaggio al marketing relazionale

Negli anni ’90, con l’avvento della digitalizzazione e la nascita di una nuova generazione di consumatori sempre più informati e partecipi, il modello tradizionale delle 4 P si è trasformato.
Il professore Robert F. Lauterborn propose un nuovo schema — quello delle 4 C del marketing — che spostava l’attenzione dall’azienda al cliente.

Le 4 C rappresentano la prospettiva del consumatore, ponendo al centro il suo punto di vista e le sue esigenze:

  • Consumatore (Consumer) → sostituisce il concetto di prodotto. L’obiettivo non è più vendere ciò che si è già prodotto, ma creare soluzioni su misura per bisogni reali.
  • Costo (Cost) → prende il posto del prezzo. Il valore non si misura solo in denaro, ma anche in tempo, impegno e soddisfazione percepita.
  • Convenienza (Convenience) → evolve il concetto di distribuzione: il prodotto deve essere reperibile nel modo più semplice e comodo per il cliente, che sia online, in negozio o tramite consegna diretta.
  • Comunicazione (Communication) → sostituisce la promozione, ponendo l’accento su un dialogo bidirezionale tra brand e cliente. Il marketing non parla più al pubblico, ma con il pubblico.

Questo passaggio dalle 4 P alle 4 C segna una svolta cruciale: dal marketing transazionale, centrato sulla vendita, si passa al marketing relazionale, orientato alla costruzione di legami duraturi basati su fiducia, ascolto e valore condiviso.

Come applicarle nel marketing moderno?

Nel marketing di oggi, il modello delle 4 P non è superato: si è semplicemente evoluto.
Applicarlo in chiave moderna significa saper adattare ogni leva alle nuove dinamiche digitali e ai comportamenti del consumatore contemporaneo, sempre più connesso, informato e selettivo.

Ecco come reinterpretare le quattro leve in modo strategico:

  • Prodotto → Esperienza
    Il prodotto non è più solo un bene da acquistare, ma un’esperienza da vivere.
    Investire in design, personalizzazione e customer care è ciò che trasforma un’offerta ordinaria in un brand memorabile.
  • Prezzo → Valore percepito
    Oggi il prezzo non è una cifra, ma una percezione di valore.
    Le aziende vincenti sanno bilanciare convenienza e posizionamento, offrendo trasparenza e flessibilità nei pagamenti o formule in abbonamento.
  • Distribuzione → Omnicanalità
    I confini tra online e offline non esistono più: il cliente si muove liberamente tra canali fisici e digitali.
    Garantire continuità e coerenza tra sito web, social, negozio e assistenza è la nuova chiave di successo.
  • Promozione → Comunicazione continua
    La promozione non si limita più a campagne pubblicitarie, ma diventa una conversazione costante.
    Il content marketing, le community e la comunicazione autentica sui social costruiscono relazioni di fiducia e stimolano la fedeltà nel tempo.

In sintesi, le 4 P restano valide, ma solo se applicate con una mentalità flessibile e orientata al cliente.
Il segreto sta nel non trattarle come regole rigide, ma come leve dinamiche da bilanciare in base a obiettivi, pubblico e contesto.

Le 4 P del marketing funzionano ancora oggi?

Le 4 P del marketing continuano a essere un punto di riferimento, ma la loro efficacia dipende da come vengono interpretate.
Non basta più applicare un modello teorico: serve un approccio dinamico, capace di adattarsi al cambiamento dei mercati e all’evoluzione dei comportamenti dei consumatori.

Oggi il successo nasce dall’equilibrio tra strategia, metodo e creatività: la capacità di unire analisi, tecnologia e umanità per costruire esperienze di valore.
Le aziende che sanno aggiornare le proprie leve di marketing alle nuove logiche digitali e relazionali non solo restano competitive, ma diventano punti di riferimento nei loro settori.

Vuoi capire come applicare le 4 P del marketing in modo efficace al tuo progetto o alla tua startup?

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spin off

Spin off aziendale: cos’è, come funziona e perché conviene

Nel panorama dell’innovazione, i processi di spin-off stanno diventando una delle leve più efficaci per trasformare idee interne alle aziende in nuovi business indipendenti.

Come scritto in un recente articolo di StartupItalia, il caso di Comet, spin-off nato da Perplexity AI nel Regno Unito, dimostra quanto il modello dello spin-off aziendale stia diventando una leva strategica per l’innovazione e l’espansione internazionale.
Creare una nuova società partendo da un progetto interno consente alle imprese di sperimentare, innovare e crescere in modo più agile, senza alterare il core business dell’organizzazione madre.

Ma che cos’è esattamente uno spin-off aziendale e in cosa si differenzia da una startup?
Il termine è spesso usato in modo improprio, eppure rappresenta una realtà molto diversa: se la startup nasce da un’iniziativa autonoma, lo spin-off prende vita da una costola di un’impresa già esistente, che decide di separare una divisione o un progetto per svilupparlo come entità indipendente.
Vediamo come funziona, quando conviene e perché può diventare una potente strategia di crescita per le aziende che vogliono innovare.

Cos’è uno spin-off aziendale

Uno spin-off aziendale si verifica quando una società madre decide di scorporare una divisione o un progetto e trasformarlo in una nuova entità giuridica indipendente.
L’obiettivo è valorizzare un’idea o una linea di business che, pur avendo potenziale di crescita, non rientra nel core business dell’azienda principale. In questo modo, il nuovo soggetto può svilupparsi in modo autonomo, con una governance, un piano strategico e investimenti dedicati.

Dal punto di vista tecnico, avviene solitamente tramite la distribuzione di azioni ai soci della società madre o attraverso una vendita diretta di quote. Gli azionisti, in genere, non devono compiere alcuna azione specifica: una parte delle loro azioni viene semplicemente convertita in quote della nuova impresa nata dallo scorporo.

Si tratta di una pratica molto diffusa tra le grandi aziende, che scelgono questa strada per favorire l’innovazione, attrarre nuovi investitori e permettere al progetto spin-off di crescere senza essere vincolato dalle strutture e dai processi più lenti della casa madre.

Come funziona?

Nel caso di uno spin-off aziendale, la società madre decide di separare una parte delle proprie attività — spesso un reparto di ricerca, una business unit o un progetto innovativo — per dar vita a una nuova impresa autonoma.
Questa operazione può avvenire in due modi principali:

  1. Scorporo diretto: l’azienda crea la nuova società e assegna automaticamente agli azionisti una quota proporzionale di azioni della nuova entità.
  2. Cessione o vendita: la società madre vende il ramo d’azienda, generando liquidità e permettendo al team spin-off di attrarre nuovi capitali.

In entrambi i casi, il legame con la casa madre rimane forte, soprattutto nella fase iniziale: vengono condivisi know-how, tecnologie, brevetti, risorse e competenze, in modo da favorire una transizione rapida e sostenibile.
Con il tempo, si consolida come impresa indipendente, capace di camminare con le proprie gambe e di perseguire obiettivi specifici di crescita, pur mantenendo spesso una collaborazione strategica con l’azienda originaria.

Perché le aziende scelgono di crearle?

Le aziende decidono di creare uno spin-off per motivi strategici, economici o organizzativi. La ragione principale è la possibilità di sfruttare competenze e tecnologie interne in un contesto più flessibile, dinamico e orientato all’innovazione.
Spesso, infatti, un progetto promettente può risultare troppo distante dal core business dell’impresa madre o richiedere una struttura diversa per crescere. In questi casi, lo spin-off diventa lo strumento ideale per dare libertà di azione a un team dedicato, senza gli ostacoli burocratici e i vincoli gestionali tipici di una grande organizzazione.

Tra i motivi più comuni che spingono le aziende verso questa scelta troviamo:

  • Valorizzare idee interne con alto potenziale di mercato;
  • Favorire l’imprenditorialità dei dipendenti, trasformandoli in fondatori del nuovo progetto;
  • Ridurre il rischio separando le attività più sperimentali da quelle consolidate;
  • Creare nuove fonti di ricavo e attrarre investitori esterni.

In sostanza, lo spin-off consente alle imprese di innovare dall’interno, trasformando un’intuizione in un’opportunità concreta senza compromettere la stabilità del business principale.

Vantaggi e rischi dello spin-off

Creare uno spin-off aziendale offre vantaggi notevoli, ma comporta anche alcune sfide che è importante valutare con attenzione.
Tra i principali vantaggi, troviamo:

  • Flessibilità strategica: lo spin-off può prendere decisioni rapide, adattandosi meglio ai cambiamenti del mercato.
  • Accesso a nuovi capitali: essendo un’entità autonoma, può attrarre investitori specifici interessati al suo settore di riferimento.
  • Accelerazione dell’innovazione: liberato dai vincoli della burocrazia interna, il nuovo team può sperimentare e sviluppare soluzioni più velocemente.
  • Valorizzazione del know-how aziendale: le competenze maturate all’interno dell’impresa madre vengono capitalizzate in un nuovo modello di business.

Tuttavia, non mancano i rischi. Il principale riguarda la dispersione delle risorse: un’eccessiva frammentazione dei progetti può indebolire la strategia complessiva dell’azienda.
Inoltre, mantenere un equilibrio tra autonomia e controllo è fondamentale: uno spin-off troppo dipendente dalla casa madre rischia di non sviluppare una propria identità, mentre un’eccessiva separazione può rompere i legami di collaborazione che ne garantivano il vantaggio competitivo.

In definitiva, il successo di uno spin-off dipende dalla capacità di creare una governance chiara, con obiettivi indipendenti ma allineati alla visione strategica del gruppo di origine.

Come valutare se uno spin-off è la scelta giusta

Decidere di creare uno non è un passo da compiere alla leggera. Prima di procedere, è necessario analizzare attentamente il potenziale del progetto, la disponibilità di risorse e il livello di indipendenza che si intende concedere.
Un’azienda dovrebbe considerare lo spin-off come una strategia di crescita mirata, non come una soluzione per “liberarsi” di attività non redditizie. La domanda chiave è: questa idea ha la forza di svilupparsi come business autonomo, generando valore per il gruppo e per il mercato?

Per valutare la fattibilità, è utile:

  • Effettuare una due diligence strategica, per identificare opportunità, rischi e sinergie;
  • Definire un business plan indipendente, con obiettivi, governance e modello di finanziamento dedicati;
  • Stabilire un rapporto di collaborazione chiaro tra spin-off e impresa madre, che consenta scambi di know-how e accesso a risorse senza compromettere l’autonomia.

Uno spin-off di successo nasce solo quando l’azienda è pronta a lasciar crescere la propria “creatura” imprenditoriale, offrendo supporto nella fase iniziale ma permettendole di costruire la propria identità sul mercato.

Lo spin-off è la scelta giusta per la tua azienda?

Creare uno spin-off può rappresentare una straordinaria opportunità per innovare, attrarre investimenti e generare nuove fonti di valore. Tuttavia, richiede visione strategica, capacità di gestione e una chiara consapevolezza del rischio imprenditoriale.
Non tutte le aziende sono pronte a intraprendere questo percorso, ma quelle che riescono a farlo in modo strutturato possono trasformare un progetto interno in una leva di crescita indipendente e sostenibile.

Vuoi capire se la tua azienda è pronta a creare uno spin-off e come farlo nel modo più efficace?

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pianificazione strategica

Pianificazione strategica: come guidare la crescita di una startup

Avere una buona idea è solo il punto di partenza. Trasformare quell’idea in un’impresa di successo richiede metodo, visione e soprattutto pianificazione strategica.
Senza una direzione chiara, anche il progetto più innovativo rischia di perdersi tra imprevisti, scelte impulsive e risorse sprecate.

Quando accompagniamo le startup nel loro percorso di crescita, vediamo una differenza netta tra chi pianifica con metodo e chi si affida al caso: i primi costruiscono basi solide per evolvere e adattarsi, i secondi si trovano spesso a rincorrere il mercato senza mai guidarlo davvero.

La pianificazione strategica non è una formalità: è il processo che ti permette di fissare una rotta, anticipare gli ostacoli e governare il cambiamento, invece di subirlo.
In questo articolo vedremo cosa significa davvero pianificare strategicamente e come applicarlo fin da subito alla tua startup, con strumenti pratici e un approccio concreto.

Cos’è la pianificazione strategica e perché è indispensabile

La pianificazione strategica è il processo attraverso cui un’impresa definisce i propri obiettivi a lungo termine e stabilisce le azioni necessarie per raggiungerli.
Non si tratta solo di fissare mete ambiziose: pianificare significa scegliere una direzione precisa, analizzare il contesto, individuare le risorse necessarie e prepararsi a gestire i cambiamenti.

In particolare, nella fase iniziale di una startup, la pianificazione strategica ha un ruolo cruciale:

  • Ti aiuta a chiarire dove vuoi arrivare e quali sono i passi intermedi per raggiungerlo.
  • Ti permette di coordinare team, investitori e stakeholder attorno a una visione comune.
  • Ti obbliga a misurare i progressi e adattare le strategie in base ai dati reali e all’evoluzione del mercato.

Pianificazione operativa vs pianificazione strategica

Spesso si tende a confondere la pianificazione strategica con la pianificazione operativa, ma sono due cose diverse.
La pianificazione operativa riguarda le attività quotidiane, la gestione dei task e delle risorse immediate.
La pianificazione strategica, invece, guarda più lontano: è la bussola che ti guida attraverso le scelte di medio-lungo periodo, ti permette di anticipare i cambiamenti e di posizionarti nel mercato con coerenza e forza.

Un’azienda può sopravvivere senza pianificazione operativa perfetta per un po’.
Ma senza una pianificazione strategica chiara, prima o poi perde la rotta.

I pilastri di una pianificazione strategica efficace

Per costruire una pianificazione strategica realmente utile non basta fissare qualche obiettivo generico.
Serve un metodo preciso, che poggi su alcuni pilastri fondamentali, capaci di guidarti nel definire la tua direzione e di prepararti ad affrontare ogni fase di crescita.

Visione, missione e obiettivi a lungo termine

La prima cosa che aiutiamo a definire quando affianchiamo una startup è la sua vision e mission.
La vision rappresenta la direzione, l’ambizione di lungo periodo: dove vogliamo arrivare, quale impatto vogliamo creare.
La mission invece descrive come intendiamo raggiungere quella visione, attraverso quali attività, prodotti o servizi.

Senza una vision chiara e una mission ben articolata, qualsiasi piano rischia di trasformarsi in un susseguirsi di azioni scollegate, senza coerenza.
Se vuoi approfondire come strutturare correttamente questi due elementi fondamentali, ti consigliamo di leggere questo approfondimento pubblicato su Grownnectia.com, società di consulenza per startup, PMI e corporate: Mission e Vision: come definirle in modo efficace.

Una volta definiti vision e mission, è essenziale tradurli in obiettivi strategici concreti, misurabili e legati a scadenze temporali realistiche. La chiarezza degli obiettivi è ciò che distingue un business visionario da un progetto confuso.

Analisi SWOT e identificazione delle priorità

Un altro strumento chiave che consigliamo sempre di utilizzare è l’analisi SWOT.
Attraverso la SWOT puoi mappare:

  • Strengths (Punti di forza)
  • Weaknesses (Debolezze)
  • Opportunities (Opportunità)
  • Threats (Minacce)

Questo schema semplice, ma potente ti permette di avere una fotografia realistica della tua posizione competitiva e di costruire strategie che valorizzino i tuoi punti di forza e minimizzino i rischi.
Per scoprire come applicare concretamente questo strumento al tuo progetto, puoi approfondire leggendo il nostro articolo dedicato su TheStartupCanvas.com: Analisi SWOT: come funziona e perché è fondamentale per una startup.

La pianificazione strategica diventa davvero efficace solo se si basa su una conoscenza approfondita del contesto interno ed esterno in cui si muove l’impresa.

Strumenti pratici per costruire una pianificazione strategica

Una buona pianificazione strategica non deve rimanere solo sulla carta. Deve trasformarsi in uno strumento operativo, che ti accompagna ogni giorno nella gestione delle decisioni e delle priorità.

Il metodo The Startup Canvas

Proprio per rendere più semplice e concreto questo processo, Massimo Ciaglia, Innovation e Growth Manager, startup coach e mentor, ha ideato The Startup Canvas: uno strumento visivo e pratico che ti aiuta a costruire il modello strategico della tua startup in modo chiaro e immediato.

Con il Canvas puoi:

  • Definire il tuo mercato di riferimento.
  • Individuare il tuo valore differenziante.
  • Analizzare risorse, attività e partnership chiave.
  • Disegnare la tua proposta di valore e il tuo piano di crescita.

Se vuoi approfondire il metodo in modo completo, ti consigliamo di leggere il libro “The Startup Canvas: il metodo per trasformare un’idea in un successo”, dove troverai spiegazioni pratiche, casi reali e strumenti applicabili subito al tuo progetto.

Lavorare con un framework come The Startup Canvas ti permette di vedere l’intero progetto a colpo d’occhio, individuare i punti critici da risolvere e adattare velocemente la tua strategia alle evoluzioni del mercato.

Sei pronto a costruire la strategia vincente per la tua startup?

Ora che hai compreso quanto sia fondamentale la pianificazione strategica per guidare la crescita della tua attività — dalla definizione della vision fino alla strutturazione di una roadmap concreta — è il momento di passare dalla teoria alla pratica.
Nessuna startup può permettersi di navigare a vista: ogni decisione strategica presa oggi influenza direttamente il successo di domani.

Pianificare non significa limitarsi: significa darsi la possibilità di crescere con metodo, visione e solidità.
Costruire una strategia chiara, analizzare il mercato, definire priorità e obiettivi ti permette di trasformare una semplice idea in un’impresa capace di resistere e prosperare.

Se hai bisogno di una guida esperta, che ti accompagni passo dopo passo in questo percorso,

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e inizia oggi a costruire il futuro della tua startup con una pianificazione strategica concreta, chiara e orientata al successo.

the startup academy

The Startup Academy: torna l’evento più atteso, per strutturare la tua startup in 8 ore

Torna The Startup Academy, l’evento formativo in presenza per strutturare la propria startup in sole 8 ore!

Una nuova edizione dell’evento di formazione più atteso dagli startupper è in programma giovedì 15 dicembre dalle ore 9:30 presso il Creative Lab di Monterotondo (Roma). 

Dopo il successo delle scorse edizioni e l’interesse riscontrato, Grownnectia ha deciso di organizzare l’evento di fine anno interamente dedicato al mondo startup, ritorna così la loro nota full immersion di 8 ore per aiutare gli interessati a strutturare un progetto startup.

Essendo l’evento di fine anno, l’azienda ha deciso di organizzare una gradita sorpresa: per i partecipanti ci sarà anche una sessione dedicata alla finanza agevolata insieme al team di Click Bando!

Non prendere impegni il 15 Dicembre! Iscriviti all’evento!

il modello di business

Definisci il modello di business con TSC Experience: evento gratuito

Definire il modello di business di una start up è forse uno dei compiti più difficili che tocca a un imprenditore. In questo articolo, andiamo a scoprire alcuni segreti di una pratica determinante per il futuro per il progetto.

eventi start up

Eventi start up gratuiti: cresci, formati e fai rete

Consigliamo spesso di partecipare agli eventi start up. Lo abbiamo ricordato molte volte, perché questo tipo di manifestazione non sono solo interessanti dal punto di vista squisitamente formativo, ma rappresentano un’occasione per crescere sotto il lato imprenditoriale e, soprattutto, costruire network, sia con altre realtà che con altri stakeholder del settore (investitori, business angel, fondi etc.)

value proposition esempi

Value proposition esempi pratici e pdf da scaricare

Dominare la value proposition è un ottimo viatico per portare la tua idea di business a un livello superiore. Già in un altro articolo ti abbiamo parlato della proposta di valore, con particolare riferimento al value proposition canvas, alla sua importanza e ai segreti per la sua corretta compilazione.

Oggi vogliamo parlarti di value proposition esempi pratici.

Prima però ti ricordiamo cos’è la value proposition ( o anche customer value proposition). Essa è definita da molti esperti come la:

Proposta di valore che un’azienda ha sul mercato. Essa contiene i vantaggi e i benefici (che possono essere percepiti o meno) che il cliente ottiene dall’acquisto del prodotto o servizio offerto. 

In altre parole, si tratta di definire i motivi che porteranno il cliente a scegliere proprio la tua soluzione e non quella di un tuo competitor.

Costruire una value proposition efficace

Costruire una value proposition efficace non può prescindere da due azioni fondamentali:

-Realizzare un benchmark.

Cosa fanno i tuoi competitor? La tua proposta contiene vantaggi e benefici tali da consentirti di distinguerti realmente dalla concorrenza? In tal senso è utile confrontare i servizi che andrai a proporre e confrontarli con altre aziende del settore. Dalla verifica spuntano elementi differenzianti a tuo favore?

Se la risposta  è sì, allora puoi passare alla seconda fase.

– Costruire la proposta di valore.

Attenzione però, non si tratta di prendere semplicemente un foglio bianco e una penna e iniziare a scrivere tesi basate sui sentito dire. Partiresti già sconfitto.

Value proposition esempi pratici

Anche a questo proposito, infatti, abbiamo dedicato un articolo, spiegando il template del canva value proposition. Si tratta di uno strumento ad hoc che ti consentirà di eliminare alla base uno degli errori tipici degli startupper: credere di sapere ciò che i propri clienti vogliono.

Proposta di valoreRicordiamo che il canva value proposition è composto da una grafica facile e intuitiva, come si nota in foto.

Troverai un cerchio e un quadrato. All’interno del cerchio inserirai gli elementi che riguardano il tuo cliente, mentre all’interno del quadrato gli elementi che connotano la tua offerta.

Cerchio

Le tre sezioni all’interno del blocco a forma di cerchio sono Vantaggi, Doveri e Sofferenze. Andiamo a vederle più da vicino.

  • I vantaggi: quali benefici vorrebbe il cliente. O quali lo sorprenderebbero? Questi possono variare dal costo del servizio, a un sistema di offerte e promozioni o a un vantaggio pratico. Si pensi ad un’azienda che, tramite ordine online, consegna healthy food direttamente a casa o in ufficio, donando così al cliente sia un notevole risparmio di tempo che la possibilità di gustare sempre cibo fresco, salubre e saporito.
  • Doveri: il cliente sta cercando di risolvere un problema quale? Con riferimento all’esempio precedente, guardiamo a una persona che, in ufficio, generalmente non ha modo di pensare a cosa mangerà a pranzo, ma nello stesso tempo non vuole rinunciare ad alimenti sani e gustosi.
  • Sofferenze: quali sono le sofferenze e/o emozioni negative che il cliente sperimenta? Lo stesso cliente (o potenziale tale) può essere un impiegato dai tempi serrati, che preso dalla fretta è più o meno costretto a mangiare sempre il classico panino al volo .

Quadrato

Il quadrato contiene altrettante sezioni. Anche in questo caso continuiamo con un esempio pratico.

  • Prodotti e servizi: quali sono i prodotti e servizi offerti? In che modo aiutano il cliente a svolgere un lavoro (anche sociale) o a soddisfare i propri bisogni? Un’azienda che consegna healthy food in ufficio dona diversi vantaggi, fra i quali la comodità di ordinare il cibo preferito con pochi click.
  • Generatore di vantaggi: in che modo l’azienda riesce a generare i vantaggi? Nel nostro caso, in che modo l’azienda di consegna di cibo a domicilio riesce nel suo compito. Ad esempio: il cibo è sempre fresco perché a temperatura controllata.
  • Abbattitore di sofferenze: in che modo il prodotto o servizio abbatte le sofferenze? Il cliente mangia bene, allenta lo stress e di conseguenza lavora anche meglio!

Value proposition esempi: 3 casi analizzati

Miomeal

Value proposition esempi, passiamo al caso di Miomeal, una startup seguita da Grownnectia nella sua fase più delicata, quella iniziale, e su cui il team dell’azienda ha investito.

L’esempio che abbiamo appena visto è ispirato a Miomeal. Piattaforma altamente innovativa per il settore del food delivery. Prepara i tuoi Meals abbattendoli e confezionandoli in sottovuoto SKIN, consegnandoli in tutta Italia all’interno di un box isotermico.

Pronti in 3 minuti al microonde o forno e puoi mangiare in maniera sana ed equilibrata quando vuoi e dove preferisci. (È questa la proposta di valore). 

Sul sito di Miomeal, la proposta di valore è tradotta con l’immediata comunicazione dei vantaggi. Cibo sano e gustoso, a casa o in ufficio, in pochi minuti. Rapidità e semplicità, gusto e salubrità in pochi click.

Ti consigliamo di guardare a Miomeal come concreto esempio di proposta di valore efficace.

 

Squp

Il focus su value proposition esempi continua con Squp. Un’altra startup che il team di Grownnectia ha seguito con piacere. Qui raccontano la loro storia.

Squp è la startup fondata a Roma da due ragazzi poco più che ventenni, Emanuele e Samuel. Squp dona vantaggi unici ai propri clienti attraverso una proposta di valore convincente e di successo:

la possibilità di mangiare gelato senza ingrassare!

Il sogno di molti vero? Sul sito di Squp Gelato si apprende che è  adatto a tutti poiché non contiene glutine e lattosio, è senza conservanti e coloranti e con un solo zucchero, quello grezzo di barbabietola. Una golosa rivoluzione in formato gelato!

In estrema sintesi, il Canva Value Proposition di Squp potrebbe apparire così:

Nel cerchio (Vantaggi, doveri e sofferenze)

  1. Mangiare dello squisito gelato senza ingrassare
  2. Restare in linea
  3. Dover rinunciare ad alimenti buoni, ma grassi

Nel quadrato (prodotti, generatore di vantaggi, abbattitore di sofferenze)

  1. Un gelato buono, salubre e che non fa ingrassare
  2. Senza glutine e lattosio, Squp è adatto a tutti adatto a tutti
  3. Mai più rinunciare al gelato per paura di ingrassare!

WeShort

L’ultimo esempio di value proposition esempi è con WeShort, un’altra startup di successo seguita da Grownnectia e in cui ha investito. Qui la loro storia.

WeShort è la cosiddetta “Netflix dei cortometraggi“, fondata dallo startupper Alessandro Loprieno. Una piattaforma di streaming del grande cinema breve contenente i più bei cortometraggi da tutto il mondo sempre a portata di mano. L’app di WeShort è disponibile su iOS e Android.

Weshort strizza l’occhio a chi vuole guardare belle storie, ma non ha tempo (o semplicemente voglia) di restare impegnato molte ore su film o lunghe stagioni di serie più o meno di successo.

Perciò, nel cerchio (Vantaggi, doveri e sofferenze)

  1. Guardare belle storie. Complete, ma brevi
  2. Non avere tempo
  3. Rinunciare a usufruire di contenuti culturali

Nel quadrato (prodotti, generatore di vantaggi, abbattitore di sofferenze)

  1. Una piattaforma tutta dedicata ai cortometraggi (che per definizione, in genere, non superano i 30 minuti complessivi)
  2. Cortometraggi da tutto il mondo, da guardare quando e dove il cliente vuole
  3. Trovare sempre il tempo e il modo di guardare storie belle e coinvolgenti

Vogliamo sottolineare come nella value proposition di WeShort ci sia anche una politica di costi molto appetibile, ad esempio è possibile guardare gratis le nuove uscite: 10 cortometraggi ogni settimana, senza costi e senza vincoli.

Scarica il pdf

Infine, puoi scaricare il pdf che ti aiuterà a comporre la tua proposta di valore che è compresa in The Startup Canvas, un vertical chart che ti aiuterà a modellare la tua startup 12 passaggi. Buon lavoro!