Raccolta fondi

Qual è il momento migliore per la raccolta fondi e come farla?

L’ultima volta abbiamo cercato di riassumere in poche righe le strategie principali per una delle attività più importanti per una startup (che sia alle fasi iniziali o già avviata) ovvero la raccolta fondi. Qui di seguito un ulteriore focus, ugualmente importante, sul fundraising

Oggi, cercheremo di far luce su altri aspetti interessanti che non devono essere lasciati in secondo piano: qual è il momento più appropriato per attivare queste strategie per il fund raising? E, soprattutto, come fare per attrarre gli interlocutori più adeguati per la raccolta fondi?

Per rispondere a queste domande è necessario partire dall’inizio e ripercorrere brevemente tutti i passaggi utili alla costituzione e alla crescita di una startup perché primo, non esiste un solo momento giusto per fare riferimento agli investitori e in secondo luogo, non tutti gli investitori sono da considerarsi appropriati.

Ogni stage di crescita di una startup ha, a sua volta, una fase di finanziamento di riferimento che deve essere rispettata. Raccogliere, per esempio, 1M di euro nelle fasi iniziali, quando ancora non è stata fatta né una vera e propria validazione del mercato né è stato creato un prodotto finito, ha sicuramente poca utilità e, anzi, potrebbe considerarsi perfino dannoso poiché le risorse che abbiamo ricavato anche tramite la raccolta fondi potrebbero essere utilizzate in maniera errata e potrebbe essere sprecata, così, una grande opportunità (senza considerare che nessun fondo investirebbe su un progetto a così alto rischio!).

 

Raccolta fondi: cosa tenere in considerazione

Il timing, di conseguenza, diventa un aspetto cruciale, soprattutto perché si deve tenere a mente che l’investitore che eroga un finanziamento, molto rischioso in alcuni casi vedendo il tasso di mortalità delle startup, ha tutto da guadagnare nel tirare per le lunghe l’elargizione di capitale dato che usualmente la valutazione della società rimane fissa e, quindi, più si guadagna tempo più il rischio diminuisce.

Quindi, una volta studiata e definita una strategia con tutti gli strumenti del caso (The Startup Canvas in questo può esserci sicuramente molto utile) ed aver prima validato l’idea attraverso il problem-solution fit per, poi, averla fatta conoscere al mondo attraverso una buona strategia di comunicazione e PR; allora, a quel punto, si può iniziare a pensare di aver creato una leva naturale su cui puntare per partire.

Questa leva è utilizzata per attrarre i primi capitali provenienti da investitori semi-professionali e non, per sviluppare il primo seed round creando, a quel punto, un MVP che porterà ad una validazione del mercato attraverso il product-market fit.

Completato il primo round di investimenti che, usualmente, si aggira tra i 50k e i 150k, allora si può passare al round successivo relativo alla raccolta fondi utile al vero e proprio lancio della startup.

I finanziamenti sostanziosi raccolti (si parla di Round A con 1M/ 1M e mezzo di investimento) nella fase successiva, di fatti, saranno utili per sovvenzionare tutte le attività più onerose di una società come il marketing e lo sviluppo della tecnologia (soprattutto se si parla di una startup tecnologica che utilizza tecnologie all’avanguardia) per creare il prodotto vero e proprio e generare la traction tanto attesa.

 

In sintesi come muoversi per la raccolta fondi!

Ricapitolando, quindi, possiamo identificare due momenti ben distinti in cui risulta necessario attrarre capitali. Sono quindi due i momenti dedicati alla raccolta fondi.

Il primo è all’inizio, quando, in seguito al bootstrap inziale fatto di stenti ed investimenti minimali provenienti soprattutto delle finanze personali, ci si interfaccia orientativamente su quelle che vengono convenzionalmente definite come le 3 F, ovvero Family, Friends and Fools e su altri interlocutori più o meno strutturati.

Questi possono essere Business Angel (quindi abbienti che decidono di investire su società con un alto rischio ma anche una previsione di profitto elevata), Club Deal (gruppi di Angel che mettono insieme le loro finanze per provvedere a finanziamenti più cospicui), incubatori ed acceleratori.

Anche l’equity crowdfunding può essere un’alternativa interessante per permettere alle masse (fools) di contribuire allo sviluppo di un progetto.

Il secondo Round, sempre dedicato alla raccolta fondi, invece, si mette in atto quando la startup inizia ad essere più strutturata e iniziano ad esserci metriche interessanti unite ad una traction che diventa di vitale importanza quando ci si trova davanti ad investitori che intendono elargire somme di denaro elevate come i VC.

Se vuoi avere maggiori informazioni sulla raccolta fondi

 

bandi per startup

Call per startup: 7 selezioni da non perdere

Vuoi partecipare a call per startup o a finanziamenti per startup a fondo perduto? Qui tutto ciò che ti occorre sapere sulle prossime e imminenti opportunità.

Continuano i nostri aggiornamenti sul mondo startup e in particolare relativi alle call o ai bandi per startup. Sono molti i lettori che ci hanno chiesto dettagli sui prossimi contest e applications a cui potersi iscrivere.

Spesso, infatti, perdiamo di vista quelle che potrebbero essere delle vere e proprie occasioni per la propria idea di business. Vediamo quindi gli ultimi bandi per startup che consentono agevolazioni a fondo perduto o in equity.

Bandi per startup: ecco dove presentare domanda

Social Fare, centro per l’innovazione sociale, ha promosso Design Your Impact e Foundamenta#7. Nel primo caso la call è indirizzata ad un team con una business idea da trasformare in un’opportunità imprenditoriale o ad un’impresa a impatto sociale o cooperativa che vuole innovare la propria offerta. Il programma si articola in 10 giorni, precisamente due giornate full time per ciascun modulo. I moduli sono 5 complessivamente.

Foundamenta#7 è la call alla sua settima edizione per impresa e startup ad impatto sociale. Il programma si articola in 4 mesi di accelerazione full-time con residenza a Torino.

Per maggiori dettagli su entrambe le call, leggi il loro programma.

Tra i bandi per startup vi segnaliamo Alperia, che ha come obiettivo rivoluzionare insieme alle idee più innovative il settore energetico in Italia e nel mondo. Il progetto partirà il 10 e 11 dicembre a Bolzano ed è aperto a startup, PMI innovative, progetti di ricerca universitari e a giovani talentuosi.

Il bando per startup ha come data di scadenza lunedì 5 novembre. Verranno selezionati i progetti per la presentazione del progetto tramite intervista online e pitch. Coloro che verranno selezionati potranno accedere alle due giornate di accelerazione a Bolzano. Il concorso startup 2018 non si rivolge soltanto al settore green economy, ma anche ad altri campi, come smart mobility e smart home&building automation.

Tra le call per startup 2018 vi comunichiamo la possibilità di poter accedere a Tech up 2018, l’iniziativa finalizzata a raccogliere le migliori proposte di giovani realtà innovative, startup, spin-off, PMI e ricercatori per rispondere ai bisogni di tecnologie emergenti espressi dalla Grande Impresa. I vincitori potranno usufruire di un canale privilegiato di incontro con le Grandi Imprese tramite un percorso di accelerazione di FR&I. Qui maggiori dettagli.

Per i bandi startup Emilia Romagna c’è il progetto Upidea! Startup Program, volto a selezionare nuove idee imprenditoriali e startup che hanno l’obiettivo di incentivare la nascita di nuove imprese nel territorio. Il bando è aperto sia a startup non ancora costituite che costituite, ma da non più di 36 mesi in qualsiasi settore, caratterizzato da soluzioni innovative sia digitali che fisiche. La domanda scade il 31 ottobre.

Bandi per startup: i contest

Premio Alamo è un contest che ha l’obiettivo di sostenere progetti imprenditoriali. Per poter accedere al bando per startup bisogna:

  • Avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni;
  • Possono partecipare, oltre che i cittadini italiani singoli o in team, anche società costituite da meno di 6 mesi.

Per partecipare a questa selezione c’è tempo fino al 31 ottobre. Il vincitore riceverà un premio di 10 mila euro, mentre il secondo e il terzo posto si aggiudicheranno un premio di 6 mila e 3 mila euro rispettivamente. Per partecipare occorre inviare una relazione in PDF all’ indirizzoinfo@fondazionealamo.it. I candidati che hanno già partecipato all’edizione precedente possono partecipare ma con un progetto diverso.

Call4Ideas è un contest di Bnp Paribas Cardif dedicato alla sostenibilità. È alla sua quinta edizione e ha raccolto nel corso del tempo ben 300 candidature. Verranno premiate le tre idee più innovative nel settore della tecnologia, prodotti e servizi. Gli interessati potranno presentare domanda entro e non oltre il 22 ottobre.

Tra i bandi per startup segnaliamo il Travel-Tech Innovation Contest 2018 promosso da Zani Viaggi in collaborazione con StartupBusiness. La società cerca progetti legati al suo core business, rivolgendosi a sviluppatori, software house, startup, fornitori. Il contest è dedicato in particolare al turismo incoming e alle piattaforme tecnologiche per la gestione dei servizi, per la vendita delle offerte e per l’integrazione tra i partner che concorrono a mettere a punto pacchetti completi. Per presentare domanda c’è tempo fino al 31 ottobre. Per maggiori dettagli, vai al programma.

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Raccolta fondi

Startup: le migliori strategie per fare raccolta fondi

Uno degli aspetti, sicuramente, più importanti quando ci si interfaccia con il mondo delle startup e con la crescita delle stesse è la raccolta fondi. Scopriamo insieme tutti i segreti e le strategie!

La raccolta dei fondi, o fund raising, per utilizzare un inglesismo, consiste nella definizione di strategie atte ad una corretta ricerca e selezione degli investitori coinvolti in base allo stadio di crescita di una startup.

Infatti, per ogni fase di sviluppo di una startup, corrispondono diversi stakeholder di riferimento che vengono chiamati in causa nel momento in cui si ha bisogno di un finanziamento. Di fatto, la raccolta fondi non si esaurisce praticamente mai, poiché viene iniziata ancora prima che la startup venga costituita formalmente per poi esaurirsi, in Italia, in media in circa sei mesi ed essere pronti al round successivo.

L’ammontare necessario durante le prime fasi di costituzione di una startup non è un numero casuale ma viene calcolato tenendo presente, in primis, le risorse già disponibili in azienda e facendo un’analisi finanziaria che conduce ad avere una idea ben precisa del fabbisogno finanziario richiesto per rendere sostenibile il proprio progetto.

Quando si parla di risorse non si considerano solo quelle finanziarie ma tutti gli asset che possono essere utili e utilizzabili nel dare valore aggiunto alla startup in questione.

Usualmente per fare una stima corretta e coerente del valore reale della startup e delle previsioni dei flussi di cassa futuri, a meno che uno non sia in grado di provvedere autonomamente a ciò, è necessario affidarsi a professionisti del mestiere che creeranno un Investor Deck completo di Business Plan e Financial Plan. Bisogna creare prima di tutto un Business Plan a prova di investitori!

In base a questa analisi, sarà più facile capire le previsioni dei flussi di cassa futuri ed in questo modo, si riuscirà a calcolare il fabbisogno di partenza e quello di picco. Il fabbisogno di picco, per usare parole semplici, indica l’ammontare necessario affinché non ci troviamo in una situazione rischiosa di liquidità.

 

Raccolta fondi: a chi rivolgerti?

 

La strategia vincente per la raccolta fondi è rivolgerti alla persona giusta nel momento giusto! Vediamo insieme chi sono e chi saranno i nostri interlocutori a seconda dello stage di una startup.

Come dicevamo sopra, gli interlocutori con cui è necessario mettersi in contattoper la raccolta fondi possono variare in base alla fase di crescita dell startup. Per esempio, per una startup che si trova in fase pre-seed e, che, quindi, ha appena iniziato a sviluppare un MVP funzionante, dovrà confrontarsi con i cosiddetti FFF, ovvero Family, Friends and Fools.

Nonostante questa teoria non venga sempre considerata come una buona strategia di funding o raccolta fondi, si è soliti pensare che i primi finanziatori, a cui uno startupper debba fare affidamento, siano proprio i familiari, gli amici stretti o i poveri sciocchi che credono così tanto in quel progetto da investirci capitale senza avere la minima idea di come potrà andare a finire.

Un altro interlocutore importante per la raccolta fondi, al di fuori della cerchia di amici e familiari, sicuramente più preparato in fatto di finanziamenti in progetti rischiosi sono i Business Angel. I Business Angel possono essere considerati come i primi finanziatori semi-professionali che, guadagnata una certa esperienza nel loro campo di azione e una certa quantità di denaro, decidono di metterla a disposizione di altri imprenditori con idee innovative da finanziare.

In Italia, i Business Angel più importanti e conosciuti sono: l’Associazione Italiana dei Business Angel (IBAN), oppure a livello internazionale esistono diverse piattaforme come Angel List.

I Club di Angel, poi, sono gruppi di Business Angel che si riuniscono per aumentare il finanziamento da investire dato che usualmente l’ammontare di un Angel non arriva ai 100k€. In questo caso i Club più famosi sono: Italian Angels for Growth (IAG), il Club degli Investitori di Torino, Angel Partner Group e Angels 4 Innovation.

Gli acceleratori e gli incubatori sono importanti protagonisti per la raccolta fondi. Loro sono infatti professionisti da tenere in considerazione se si è una startup in fase pre-seed che necessita non solo di raccolta fondi ma anche di know how utile a crescere. Eh si perché gli incubatori, per esempio, sono istituzioni private o pubbliche che mettono a disposizione della startup un insieme di servizi come la postazione di lavoro, la connessione ad internet e sessioni di mentoring in cambio di una piccola percentuale di quote nella società.

Alcuni dei più importanti, in Italia, sono: LVenture, Digital Magics, H-Farm e l’Impact Hub.

Gli acceleratori, invece, intervengono usualmente in una fase più avanzata di crescita con attività di affiancamento nello sviluppo di business a livello sia nazionale che internazionale.

 

Raccolta fondi: altre strategie e suggerimenti

 

Una buona strategia per la raccolta fondi, poi, potrebbe essere quella legata ai bandi di finanza agevolata. Esiste un numero considerevole di bandi e concorsi con a disposizione fondi più o meno sostanziosi anche per chi non ha ancora in mano niente di solido, ma semplicemente una buona idea da mettere in pratica. Attraverso i bandi di finanza agevolata, il finanziamento può essere erogato in  quota parte a fondo perduto, o, per l’appunto, a debito con un tasso agevolato.

In genere, queste iniziative sono sostenute dai Comuni, dalle Regioni, dai Ministeri, dalle Camere di Commercio, dall’Unione Europea, Fondazioni o dalle grandi aziende. Tra gli altri ricordiamo anche Invitalia molto attiva in questo senso con il bando Smart & Start.

Se, invece, la startup è già avviata, con un MVP funzionante, con alcune metriche performanti oltre che una traction interessante, allora è possibile pensare di presentarsi davanti a società di Venture Capital per la propria raccolta fondi. Queste società partono da un minimo di 500k investendo in società con un alto tasso di rischio e non ancora quotate sui mercati finanziari. Le più importanti in Italia sono: 360 Capital Partners, Innogest SGR, United Ventures, Primomiglio SGR, Vertis SGR, Panakes Partners, Quadrivio SGR, Principia SGR, Telecom Italia Ventures, P101, Meta Ventures  e Club Italia Investimenti.

Se non sai come raccogliere i fondi, rivolgiti anche tu al nostro staff di advisory.

Bandi Startup

Bandi startup: 4 selezioni aperte, domanda entro il 15/10

Quali sono i bandi startup che consentono agevolazioni a fondo perduto o in equity? Qui una sintesi delle principali selezioni!

Sei alla ricerca del “bando a fondo perduto” o di investimenti in equity o meglio di bandi per startup che possano aiutarti per la tua idea di business? Sei sicuramente mosso dalla volontà e dal desiderio di trovare la soluzione più semplice nel più breve tempo possibile.

Iniziamo subito col dirti che non esistono bacchette magiche o una mappa che vi possa ricondurre al Santo Graal. Scherzi a parte, ci vuole sicuramente impegno, passione e il supporto. Un supporto di un esperto, di un professionista, ma anche un aiuto economico.

Ecco perché entrano in gioco i bandi startup. Ma cosa cerchi da questi bandi per startup? Quali sono le agevolazioni di cui vorresti veramente usufruire?

Sicuramente stai cercando la dicitura finanziamenti startup a fondo perduto. Bene! Sei nel posto giusto. Non vogliamo qui avere la presunzione di riportarti tutti i bandi startup 2018, ma ti vogliamo promettere che ti aggiorneremo sempre con questo tipo di contenuti, sperando di trovare il bando più adatto per la tua startup. Ma veniamo a noi! Iniziamo subito con questa “carrellata” di contest startup 2018, o più semplicementi di bandi startup.

 

Bandi startup: ecco dove presentare domanda

 

Tra i bandi startup, il primo che vi proponiamo è IREN Startup Award, il concorso organizzato con Intesa Sanpaolo, al fine di individuare nuove idee di business che possano rivoluzionare il settore dei servizi di pubblica utilità. Il concorso consente la partecipazione a progetti che riguardano il settore: energia, idrico, rifiuti, reti per servizi di pubblica utilità, mobilità e servizi a valore aggiunto (customer engagement, marketing, nuovi servizi, sostegno all’amministrazione pubblica). I premi sono pari a 15k con lo svolgimento di un programma personalizzato della durata di un mese e di un premio speciale di 10k per la migliore startup nell’ambito della mobilità. Per partecipare, occorre affrettarsi perché la domanda scade il 9 settembre.

Tra i concorsi startup 2018, vi segnaliamo l’Accenture HealthTech Innovation Challenge, che rientra nelle categorie dei bandi startup innovative 2018. La selezione è alla sua terza edizione e rappresenta un punto di incontro tra startup e aziende leader nel settore della salute. Il concorso è rivolto ad innovativi progetti che sono in grado di migliorare la gestione delle salute, in termini di accesso all’assistenza sanitaria, di qualità e sostenibilità della stessa. Più nello specifico sono tre le categorie a cui è possibile candidarsi:

– Benessere e prevenzione. Come mantenere una popolazione sana attraverso la prevenzione.

– Digital Health. Le tecnologie come possono ottimizzare e apportare soluzioni migliori per i pazienti?

– Efficienza dei processi per la gestione dell’assistenza sanitaria a favore del paziente.

Per partecipare occorre candidarsi entro e non oltre il primo settembre.

Continua la nostra carrellata con i bandi per startup con il Business meets Innovation. Si tratta di un contest organizzato dalla Camera di Commercio Italo-Germanica, che favorisce il matching tra la domanda di innovazione di top player della business community italo-tedesca e l’offerta di soluzioni innovative. Gli interessati potranno presentare domanda telematica entro il 15 ottobre.

Ultimo, ma non ultimo per importanza sui bandi per startup è Heroes meet in Maratea. Il festival più importante del mediterraneo e tra i principali in Italia che coinvolge personaggi di altissimo profilo del mondo dell’imprenditoria, business angels e investitori, creativi, policy makers e ovviamente startup. Il tema di questa edizione è Money&Value per discutere anche provocatoriamente sul denaro e sui contrasti che porta con sé. Il contest dedicato alle idee d’impresa premierà le realtà più innovative, sostenibili ed in grado di dimostrare la capacità di rispondere efficacemente alle principali sfide economiche e sociali del nostro tempo. Il primo classificato verrà premiato con 30.000 euro.  Si tratta di un contest con cadenza annuale. Quest’anno le selezioni si sono già concluse, ma noi consigliamo, vista la sua importanza, di non perdervi questo appuntamento che verrà riproposto nella sua prossima edizione!

 

Bandi startup: Lazio Innova

 

Tra i bandi startup vi segnaliamo quello di Lazio Innova, dedicato alle startup innovative e agli spin off da ricerca. Si tratta di finanziamenti a fondo perduto dedicati a startup, in particolare a quelle che derivano da spin off della ricerca. Le startup dovranno presentare un piano di attività articolato su un anno. Il progetto dovrà spiegare concretamente, perché al termine di un anno temporale i venture capitalist dovrebbero essere interessati all’idea di business. Particolare attenzione verrà riservata al team, che dovranno dimostrare di essere in grado di avere sia le competenze tecniche che gestionali per far decollare il progetto, che ovviamente dovrà essere come tutte le startup scalabile. La domanda scade il 30 settembre.

I nostri aggiornamenti per i bandi startup 2018 terminano qui. Come vi abbiamo promesso sopra, continueremo ad aggiornarvi sui finanziamenti a fondo perduto per startup o più in generale sui bandi startup.

Per rimanere aggiornati

Business Plan

Come trovare fondi per la mia startup? Crea un Business Plan a prova di investitori!

Si parte con il Business Plan! La tua idea ti sembra quella vincente? Sei alla ricerca di fondi, ma non sai come muoverti con gli investitori? Per scoprire come fare il fund raising, ecco le cose che devi assolutamente conoscere.

 

Ci siamo, sei pronto. Hai finalmente ideato il tuo progetto, l’idea che dal tuo punto di vista potrebbe effettivamente risolvere un problema. Sei riuscito a costruire il tuo team, avvalendoti di figure valide o almeno meritevoli di fiducia per la tua startup.
Ne hai parlato alle persone a te più care e ai familiari, che positivi o un po’ più reticenti, hanno deciso di sostenerti in questo intricato e sconosciuto ecosistema. Un sistema che allo stesso tempo affascina, ma come tutte le realtà inesplorate pone i suoi problemi e interrogativi.

 

Come trovare fondi per la tua startup: affidati ad un advisor e sviluppa un business plan qualificato

 

Ora che l’ansia è più concitata e sei arrivato a doverti scontrare con la realtà, hai capito, che hai bisogno di finanziatori per il tuo progetto. Il primo amico a cui ti rivolgi è sicuramente Google, e così inizi a cercare: ‘Dove posso trovare investitori’, ‘Come trovare finanziatori per un progetto’ o più semplicemente ‘Come finanziare un progetto senza soldi’.
Non affannarti in strenue e rocambolesche ricerche, la soluzione è una: il business plan. Non puoi presentarti ad un business angel o ad un venture capitalist senza il supporto di un piano di business ben strutturato e corredato di un elevator pitch.
L’elevator pitch è una breve presentazione di un’idea di business presentata dallo startupper agli investitori. Il modello che ti suggeriamo è quello di Guy Kawasaki che suggerisce un percorso di 10 slide per strutturare con successo la presentazione della tua idea.
Ma andiamo con ordine. Seguimi in questa lettura che ti porterà a capire come trovare finanziatori privati o pubblici.

Business plan definizione

 

Wipedia ci dice che: ‘Il business plan è un documento che sintetizza i contenuti e le caratteristiche di un progetto imprenditoriale (business idea). Viene utilizzato sia per la pianificazione e gestione aziendale che per la comunicazione esterna, in particolare verso potenziali finanziatori o investitori’.
Per intenderci meglio avrete tra le mani un vero e proprio piano d’azione, dove vengono analizzati i vostri competitors, quali sono le loro caratteristiche, viene definito un primo piano di marketing, viene analizzato il mercato con la vostra relativa quota di mercato e molto altro ancora.
Inoltre, è il documento che i finanziatori vogliono vedere per toccare con mano quali sono le reali opportunità di business in relazione al mercato che volete aggredire e come pensate di acquisire clienti o utenti.

 

Business plan: come fare?

 

A questo punto il tuo primo dubbio, che probabilmente era ‘A cosa serve il business plan’, credo che sia finalmente svanito. Ora la tua successiva incognita è proprio capire come fare un business plan.
Consta generalmente di 4 parti, anticipato dal summary. La sua complessità è evidente se si pensa che le aziende in genere impiegano anche più di una risorsa per realizzarlo. In genere, lo specialista di marketing realizzerà un’accurata strategia di marketing, insieme, ad altre possibili analisi lato competitor. Poi c’è la figura specializzata nel piano finanziario che si occuperà di redigere un documento in cui verranno mostrate:

● Le strategie finanziarie;
● Previsione delle vendite;
● Piano del personale;
● Budget;
● Prestiti e investimenti;
● Tabella investimenti;
● Conto economico;
● Bilancio;
● Rendiconto finanziario.

Pensa che questa è solo una delle 4 sezioni del business plan. Un’azienda quindi ben struttura e specializzata impiegherà del tempo per strutturare la tua business idea. Noi in genere dal primo giorno dell’incontro con lo startupper presentiamo entro 45 giorni di tempo l’intero package composto da business plan, piano finanziario, cap table, executive summary, elevator pitch e Nda.
La complessità di un piano di business è evidente. Essendo inoltre di fondamentale importanza, perché è questo il modello che ti farà da apri pista ai finanziatori ti dico già che bisogna avvalersi di un professionista.
È l’unica cosa o meglio è uno degli aspetti su cui bisogna investire. Come pensi di presentarti agli investitori se già il documento che gli fornirai è stato strutturato male e non è in grado di rappresentare al meglio la tua idea di business? Come pensi di accedere agli eventi o di partecipare ai club deal senza il tuo business plan?
Nei club deal imprenditori e professionisti di spicco, dopo aver fatto pitchare una serie di startup, decidono di investire su uno o più progetti. Ma anche lì per presentarsi c’è bisogno di un elevator pitch e di un business plan!
Rappresenta la base, rappresenta le fondamenta da cui partire. Senza di esso puoi dire addio alla realizzazione del tuo progetto!

 

Business Plan startup

 

Vogliamo fornirti un esempio di business plan al fine di farti comprendere al meglio la sua importanza e la sua duplice valenza: come biglietto da visita e come strumento di pianificazione e verifica degli step e degli obiettivi prefissati al fine di capire quanto la tua startup è in linea col documento realizzato.
Partendo dal presupposto che ormai è chiara l’idea che senza un business plan non puoi approcciare ai venture capital, partiamo con questo ultimo esempio pensato proprio sulla sua struttura.

Ecco un esempio di struttura di un business plan:

● Executive Summary: si parte da un riassunto riepilogativo di tutto il documento suddiviso per sottoparagrafi per consentire all’investitore una breve e semplice lettura;
● L’azienda: che presenta tutti quegli aspetti di fondamentale importanza che l’investitore vuole conoscere tra cui ovviamente anche il team.
● Prodotti e servizi di cui un sotto paragrafo comprende anche i competitor e i futuri prodotti e servizi;
● Target di mercato di fondamentale importanza, dove viene analizzata la quota di mercato in cui il tuo progetto si inserirà e quali sono le prospettive future.
● Swot analysis.
● Il piano finanziario di cui abbiamo parlato sopra.

Bene non resta che iniziare a creare la tua scalabilità con la tua startup. Ora è arrivato il momento di richiedere il tuo business plan. Per questo puoi rivolgerti a dei specialisti di settore che nella loro realtà si sono sempre dedicati al mondo delle startup.